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Newsletter settimanale dell’associazione Abitare e Anziani

8 marzo 2017

Notizie

In evidenza
SPI – CGIL
Questo 8 marzo sarà dedicato a tutte le donne che subiscono violenza. In Europa ogni giorno vengono uccise sette donne. In Italia muore una donna ogni due giorni, quasi sempre per mano del partner. Non si può restare indifferenti quando le cifre sono queste.
Ma c’è una violenza di cui nessuno parla: quella sulle donne anziane, vittime di abusi fisici e psicologici ma anche di sfruttamento economico. Gravissime sono le ripercussioni sul benessere fisico ed emotivo della persona anziana.
Per questo lo Spi nazionale, con la Funzione Pubblica nazionale, promuove “Insieme”, una campagna a sostegno delle donne che soggiornano nelle case di riposo. Saremo in tante a regalare un sorriso, un libro, una mimosa per la Festa della donna. E saremo in tante e tanti lungo tutto il 2017 a costruire insieme alle lavoratrici e ai lavoratori delle case di riposo percorsi comuni per risolvere problemi e criticità.  Un compito difficile, ma ancor più arduo in un ambito, quello della non autosufficienza, caratterizzato da scarsa capacità di rappresentanza.
Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica per intervenire e aiutare, concretamente.

E’ uscito il nuovo numero della rivista AeA Informa dell’associazione Abitare e Anziani
E’ uscito il nuovo numero della rivista AeA Informa dell’associazione Abitare e Anziani, che affronta il tema della “Città per l’invecchiamento attivo”. Novità di questo numero è il totale passaggio all’online: AeA Informa è infatti disponibile in formato pdf sul sito www.abitareeanziani.it.
Il focus è sulle “Città a misura di anziano”, a partire dal programma dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle “Global age friendly cities”, con i contributi di Pier Luigi Albini, Simone Ombuen, Giancarlo Storto, Enzo Costa, Mirta Michilli, Claudio Falasca, Fabio Piccolino.

Leggi la rivista qui


martedì 7 marzo 2017
Più politiche per la famiglia nell’Italia che invecchia

Dovremmo essere più generosi con il futuro della nostra comunità nazionale. Rappresenta di per sé un bene per i nostri figli, giovani e ragazzi, italiani e nuovi italiani. E invece no. L’Istat, ieri, ha sottolineato la riduzione della nostra popolazione, attribuibile in via determinante al calo “storico” del tasso di fecondità – che si inabissa a 1,34 figli per donna (1,27 le italiane, 1,95 le immigrate), corroborato da un ulteriore balzo in avanti di quanti, ogni anno, lasciano sconsolati il Bel Paese per l’estero (giovani in maggioranza). L’Italia di oggi non sembra un Paese per giovani e tanto meno per bambini. Per aumentare un tasso di fecondità che rischiava di andare a picco, altri Paesi europei hanno intrapreso anni addietro politiche socio-demografiche molto più efficaci di quelle spot “all’italiana”: nella convinzione che nuovi francesi o svedesi costituiscano il primo bene per la comunità nazionale. Si aggiunga che gli italiani spesso fanno “buon viso a cattivo gioco” e sfoderano tutto il loro individualismo amorale, facendo orecchie da mercante quando si parla di nascite, di bambini e di giovani. Tante parole, ma poi manca la convinzione per mettere in atto ciò che si dice di voler fare.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 07/03/2017


martedì 7 marzo 2017
Periferie: partono i primi 24 progetti (500 milioni), il Cipe stanzia altri 800 milioni

Il 6 marzo la firma dei primi 24 protocolli – Dichiarati 662 milioni di co-finanziamento ma molti interventi sarebbero partiti comunque
Partono i cronoprogrammi per l’attuazione dei primi 24 progetti del «Piano periferie 2», quello avviato in base alla legge di Stabilità 2016 (art. 1 comma 974). La firma dei protocolli di intesa tra il governo e i Comuni proponenti (capoluoghi di provincia e Città metropolitane) è prevista per il 6 marzo, e saranno così assegnati i primi 500 milioni di euro (quelli appunto stanziati dal 1° gennaio 2016), ai primi 24 progetti nella graduatoria definita il 6 dicembre scorso e uscita in Gazzetta il 5 gennaio.
I protocolli dovranno essere registrati dalla Corte dei Conti (60 giorni pena silenzio-assenso, dunque entro l’inizio di maggio), poi i Comuni dovranno inviare entro i successivi 60 giorni aPalazzo Chigi i progetti (definitivi se nella proposta erano preliminari, esecutivi se erano già definitivi), con altri 60 giorni per l’esecutivo se nella proposta erano preliminari. La Presidenza ha fornito dati su tutti i 120 progetti presentati: il 77% delle iniziative erano solo a livello di studio di fattibilità o progetto preliminare, il 13% con il defintivo, il 10% con l’esecutivo. «Nella selezione – ha detto il segretario generale Paolo Aquilanti – sono stati privilegiati i progetti più velocemente cantierabili». Così dunque dovrebbero essere i primi 24.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 07/03/2017


lunedì 6 marzo 2017
 Il taglio ai fondi sociali scuote le associazioni: “Atto gravissimo”

Il Fondo per le politiche sociali passa da 313 a 99 milioni e quello per la non autosufficienza da 500 a 450 milioni. Forum: pesanti conseguenze per cittadini e famiglie. Fand: politiche sociali umiliate. Comitato 16 novembre: governo e regioni hanno giocato con la disabilità gravissima
Roma – “Un atto gravissimo – peraltro deciso senza coinvolgere il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – che avrebbe pesanti conseguenze per i cittadini e le famiglie che si trovano in condizioni di forte disagio e che quindi hanno più bisogno del sostegno delle istituzioni. La spesa sociale italiana necessiterebbe di maggiori investimenti per rafforzare le misure di inclusione sociale delle persone svantaggiate, non certo di tagli che minacciano la realizzazione di servizi sociali di base e rappresentano inaccettabili passi indietro”. Il Forum nazionale del terzo settore commenta così la notizia del taglio al Fondo nazionale per le Politiche sociali (da 313 a 99 milioni) e del Fondo non autosufficienza (da 500 a 450 milioni), legato all’esigenza delle regioni di elidere alcuni capitoli di spesa in modo da raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica, che prevedono un ridimensionamento delle spese a livello di bilancio statale e regionale. Riduzione di fatto confermata dal sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, Luigi Bobba, che rispondendo in Commissione Affari sociali ad una interrogazione sul tema della deputata Pd Lenzi ha confermato che l’ipotesi è in campo, sottolineando che è in corso una trattativa fra le regioni e il Ministero dell’Economia.

Leggi: Redattore Sociale, 06/03/2017


lunedì 6 marzo 2017
 Il digitale al servizio dei senior

Dal promemoria sulle medicine da prendere alla consegna dei farmaci a casa, ma anche un supporto nella ricerca del medico più vicino in caso di necessità, fino a soluzioni che consentono alle famiglie e ai badanti di persone non autosufficienti di pianificare il lavoro e di rimanere in contatto: stanno cominciando a diffondersi anche in Italia diverse soluzioni tecnologiche per facilitare la vita degli anziani, soprattutto sul fronte della salute. Anche perché la fascia senior della popolazione, che in Italia è in aumento, comincia a prendere confidenza con il digitale.
Anziani e digitale. Gli over 65 (circa il 21% della popolazione italiana) si stanno avvicinando al mondo digitale: secondo una ricerca dell’Active Ageing & Silver Marketing Lab della Bocconi, il 52,9% di questa fascia di popolazione usa internet, il 61,8% conosce i social network, anche se l’uso dei dispositivi mobile è ancora indietro rispetto alla navigazione su pc fisso e portatile. Sono diversi i progetti però che puntano a diffondere l’utilizzo degli strumenti digitali anche tra gli utenti anziani. Per esempio c’è l’app iNonni, realizzata da Sanofi, dotata di grafica e di funzionalità semplici per consentire ai senior di accedere alla tecnologia digitale.

Leggi: Italia Oggi, 06/03/2017


lunedì 6 marzo 2017
Badanti: convenzione Cisl per aiutare le famiglie

Accordo con la società titolare del sito www.lamiabadante.it per trovare un’assistente domestica professionalmente qualificata, in modo trasparente e a condizioni favorevoli
FIRENZE – Facilitare la ricerca di una badante professionalmente qualificata, in modo trasparente e sicuro, a condizioni favorevoli per gli iscritti Cisl. E’ lo scopo della convenzione sottoscritta stamani a Firenze tra la Cisl Firenze-Prato e la Beyond Srl, titolare del sito www.lamiabadante.it. Beyond Srl è una società che opera nell’ambito dei servizi socio-sanitari in collaborazione con il Consorzio Cori, ed in questo contesto ha creato, attraverso il portale ‘lamiabadante’, un nuovo servizio di promozione del badantato e dei servizi domiciliari ed infermieristici.

Leggi: Redattore Sociale, 06/03/2017


domenica 5 marzo 2017
Ok al decreto e alle linee guida: il sismabonus prende forma

Approvati il Decreto ministeriale e le Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, che permetteranno di attivare il cosiddetto “sisma bonus”: cioè gli incentivi fiscali, previsti dall’articolo 1, comma 2, lettera c), della Legge di Bilancio 2017, finalizzati alla messa in sicurezza degli immobili. Ad accompagnare i due nuovi strumenti al loro debutto in società sono stati il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio (nella foto), e il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa.
CASA ITALIA
“È una novità assoluta, molto importante – ha affermato il Ministro Delrio -. Il contenuto di queste linee guida rientra nel progetto di Casa Italia, che lanciammo con il presidente Renzi e su cui anche il presidente Gentiloni insiste molto. È un passaggio di prevenzione e di cura del nostro territorio. Oggi parliamo non di ricostruzione, ma di un provvedimento molto atteso, che dà il via alla stagione strutturale e organica della prevenzione. Il sisma bonus è stato introdotto dalla legge di Stabilità, e al pari degli ecobonus, i cittadini avranno a disposizione uno strumento per ottenere la diminuzione del rischio sismico degli edifici. In fondo, è una pubblicità progresso: metti in sicurezza la tua casa. Dobbiamo impedire a tutti i costi di dover piangere i morti e di impiegare il nostro denaro in ricostruzione, anziché nella prevenzione”.

Leggi: Quotidiano del Condominio, 05/03/2017


venerdì 3 marzo 2017
Cgil, Cisl e Uil insorgono contro i tagli al welfare

Nuova mazzata di oltre 200 milioni sul fondo per le politiche sociali e la non autosufficienza. Colpiti anche libri di testo, sostegno agli inquilini poveri, edilizia. I sindacati annunciano una campagna di mobilitazione unitaria
Ancora tagli al welfare. Dopo quelli alla sanità per 422 milioni di euro, ora la mazzata per oltre 200 milioni sul fondo per le politiche sociali e per la non autosufficienza. Ma sono tagliati anche i fondi per i libri di testo, per il sostegno agli inquilini poveri, per l’edilizia sanitaria e scolastica. Scelte con cui il governo sembra rassegnarsi al disagio sociale”. Questa la denuncia lanciata in una nota unitaria dai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Rossana Dettori, Maurizio Bernava e Silvana Roseto.
L’Intesa tra governo e Regioni del 23 febbraio scorso in attuazione della legge di Bilancio riduce di 485 milioni i trasferimenti complessivi alle Regioni. “Almeno la metà dei tagli decisi – sottolineano i segretari confederali – colpisce le persone disabili, gli anziani non autosufficienti, i bambini poveri, ma anche le risorse per l’edilizia scolastica e sanitaria sono toccate”.

Leggi: Rassegna sindacale, 03/03/2017


venerdì 3 marzo 2017
 La casa è un pericolo per chi ci lavora: il 90% degli infortuni colpisce le donne

In occasione dell’8 marzo l’Anmil promuove un convegno e un concorso di poesia sulla condizione di colf e badanti. Un numero in crescita nonostante la crisi: la maggior parte sono donne e straniere, solo il 60 per cento in regola. Bettoni (Anmil): “Puntare sulla prevenzione”. Rampi (Inail): “Allargare platea delle tutele”
ROMA – La casa rappresenta uno degli ambienti più pericolosi per le persone che ci vivono o lavorano. Gli ultimi dati pubblicati dall’Istat parlano di quasi tre milioni di incidenti ogni anno che coinvolgerebbero circa il 5 per cento della popolazione. Si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di incidenti di lieve o media gravità che coinvolgono soprattutto bambini ed anziani; ma sono molti anche i casi in cui l’incidente può avere conseguenze gravi come una inabilità permanente o addirittura la morte. Per quanto riguarda i lavoratori domestici, in particolare, dalle statistiche ufficiali pubblicate dall’Inail risulta che nel 2015 (ultimo anno disponibile) sono stati registrati 4.820 infortuni sul lavoro di cui 12 con esiti mortali.

Leggi: Redattore Sociale, 03/03/2017


venerdì 3 marzo 2017
Casa Italia, ancora in stand by i 10 cantieri pilota di Renzo Piano

In attesa dell’ok di Palazzo Chigi. Entro maggio arriverà l’indice di pericolosità dei comuni italiani
Attendono ancora una decisione da parte di Palazzo Chigi i progetti-pilota a cui sta lavorando la struttura di missione Casa Italia, insieme allo studio G124 dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano. Nel giorno in cui è diventato operativo il sisma bonus – con la pubblicazione del Dm Infrastrutture e delle relative linee guida – arriva anche la conferma che il governo non ha ancora preso la decisione di procedere nel lavoro impostato da Casa Italia su mandato del precedente premier, Matteo Renzi. In compenso si avvicina la pubblicazione della banca dati accessibile al pubblico con l’indice di pericolosità di territori e singoli immobili. Si tratta di un altro importante progetto cui sta lavorando Casa Italia. «Entro maggio – ha detto l’architetto Daniela di Leo, uno dei 17 esperti di Casa Italia – dovrebbe essere completato e pubblicato il catalogo dei rischi in cui saranno indicati i rischi di carattere sismico, idrogeologico industriale e anche sociale relativi al territorio». Daniela De Leo, che attualmente insegna Urbanistica alla Sapienza di Roma, è intervenuta al convegno “Resilienza e sicurezza per i territori e le città” organizzato a Roma dal Dipartimento “Progetto sostenibile ed efficienza energetica” dell’Ordine degli Architetti di Roma in collaborazione con la Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri Italia Sicura.

Leggi: Edilizia e Territorio, 03/03/2017


venerdì 3 marzo 2017
 “Nonni a scuola di bimbi”: parte il corso per prendersi cura dei nipoti

Boom di iscrizioni al progetto che prende il via domani ad Ascoli Piceno grazie alla collaborazione tra Cna e Croce Rossa. Ciclo di lezioni gratuite su: primo soccorso pediatrico, manovre di disostruzione delle vie respiratorie, riconoscimento dei casi di avvelenamento o intossicazione, interventi per stati febbrili, traumi o ferite
ASCOLI PICENO – I nonni tornano sui banchi per imparare a prendersi cura dei nipoti. Si chiama “Nonni a scuola di bimbi” il progetto promosso dalla Cna e dalla Croce Rossa di Ascoli Piceno che sta registrando un boom di iscrizioni, tanto da far prevedere repliche in estate e in altri distretti.
“Si tratta – spiega Anna Rita Pignoloni, responsabile provinciale dell’area sociale della Cna di Ascoli e coordinatrice dei pensionati Cna – di un ciclo di lezioni gratuite che offrono una azione formativa e sociale riguardo tutto ciò che un nonno deve sapere per affrontare al meglio le situazioni che possono crearsi quando accudisce un nipotino e per prevenire malattie pediatriche e obesità. E’ nato grazie a un protocollo d’intesa con il Comitato locale della Croce Rossa Italiana e ci è stato richiesto proprio dai nonni: molti, tra i nostri 1650 iscritti, sollecitavano corsi e aggiornamenti su sicurezza e prevenzione.

Leggi: Redattore Sociale, 03/03/2017


venerdì 3 marzo 2017
Il mercato delle ristrutturazioni vale 50 miliardi

Con oltre 10 milioni di edifici residenziali costruiti prima del 1990 (l’80% dello stock residenziale italiano), il mercato delle ristrutturazioni costituisce la chiave di volta per un notevole incremento del valore di un patrimonio immobiliare vetusto.
Si contano 123 milioni di mq di abitazioni vuote inadatte da ristrutturare (circa il 5% dei 2.450 mln mq dello stock residenziale totale).
Ciò significa che nell’immediato potrebbe sbloccarsi un mercato potenziale di oltre 1 milione di case. Già oggi il 19% delle compravendite (con punte del 25% a Napoli) riguarda case da ristrutturare.
Il numero aumenta esponenzialmente se si considerano anche le unità immobiliari abitate dello stock che avrebbero ugualmente bisogno di manutenzione straordinaria, per un investimento stimato in 50 È quanto emerge dal Primo Rapporto sul recupero edilizio in Italia organizzato da Scenari Immobiliari.

Leggi:  Casa.it, 03/03/2017


giovedì 2 marzo 2017
 Emergenza abitativa, Cgil all’attacco: servono 600 milioni l’anno per 10 anni, ecco come fare

Il sindacato – insieme a Sunia e Fillea – ha proposto di ricavare un gettito legato all’approvazione delle grandi opere del Cipe
Dopo 20 anni di federalismo, attuato con la riforma del titolo V della Costituzione, per l’edilizia residenziale pubblica torna a soffiare un vento statalista. A invocare un ritorno a forme di centralizzazione è stata la Cgil, con una proposta avanzata insieme alle sue organizzazioni che rappresentano gli inquilini (Sunia) e l’edilizia (Fillea). Nel convegno “Un programma di edilizia pubblica e sociale”, promosso ieri a Roma dai sindacati, è stata avanzata una proposta con lo scopo di rispondere al fabbisogno abitativo, che – ricordano i sindacati – resta ancora largamente insoddisfatto in Italia, a partire dalle 650mila domande di assegnazione di un alloggio popolare. La proposta dei sindacati La proposta consiste in un piano decennale per l’edilizia residenziale sociale che ha come principali elementi qualificanti il ripristino di un gettito costante di risorse statali (dopo che il gettito Gescal è cessato con la riforma federalista del 1998) e un quadro normativo nazionale di riferimento, che affermi alcuni principi sostanziali, lasciando al legislatore regionale solo alcuni aspetti. I sindacati hanno anche pensato al modo di finanziare questo piano, stimando di poter ricavare un gettito di circa 600 milioni di euro l’anno per dieci anni. Gettito che risponde appunto all’esigenza di poter contare su un flusso di risorse costante sul quale impostare investimenti e politiche abitative.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 02/03/2017


giovedì 2 marzo 2017
Non autosufficienza, per la famiglia una spesa di mille euro al mese

Indagine della Cisl Toscana. Un dato medio che nasconde differenze significative: in base al reddito, al tipo di intervento necessario, ma anche al territorio
FIRENZE – Mille euro al mese. E’ quanto, in media, spende una famiglia toscana chiamata a fare i conti con una persona non autosufficiente al proprio interno. Un dato medio che nasconde differenze significative, in base al reddito, al tipo di intervento necessario, ma anche al territorio. Per un centro diurno, ad esempio, a parità di condizioni, un anziano spende 7,8 euro l’ora se risiede in una zona, 17,42 se abita in un’altra: oltre il doppio. Il tutto condito da una ‘burocrazia’ ancora pesante da gestire per le famiglie che si ritrovano a fare i conti con questo problema.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2017


giovedì 2 marzo 2017
Anziani, aumentano le badanti italiane. E i figli si improvvisano assistenti

E’ il quadro emerso dai dati del servizio toscano Pronto Badante, che ha attivato 5 mila buoni lavoro, di cui il 70% per persone italiane, tra badanti e parenti degli anziani. Così la crisi cambia l’assistenza domestica
FIRENZE – Sempre più badanti italiane e sempre più figli e nipoti che si improvvisano assistenti socio sanitari dei propri anziani. E’ il quadro della nuova assistenza domestica agli over 70 – profondamente mutato a causa della crisi – emerso dopo un anno di sperimentazione del progetto Pronto Badante, attivato dall’assessorato regionale al sociale per garantire, attraverso una semplice telefonata al numero verde 800 59 33 88, l’arrivo a casa di un assistente domestico entro 48 ore.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2017


giovedì 2 marzo 2017
Assistenza domiciliare, fino a 1000 euro per dipendenti e pensionati pubblici

Pubblicato dall’Inps il bando Homne care premium per il 2017: il progetto, rinnovato generalmente ogni due anni, prevede un contributo mensile (da 550 a 1.050 euro) per l’assistenza domiciliare in caso di non autosufficienza, limitatamente per i dipendenti o pensionati pubblici e i loro coniugi, familiari di primo grado e minorenni orfani
ROMA – Da 500 a 1000 euro per l’assunzione di una badante e il pagamento dei cosiddetti “servizi integrativi”: è il contributo previsto da Home care premium, di cui ieri Inps ha pubblicato il nuovo bando. Il progetto, rinnovato generalmente ogni due anni, si rivolge a una platea limitata di beneficiari, quella dei dipendenti e pensionati pubblici: gli unici che contribuiscono, tramite trattenuta diretta e obbligatoria, ad alimentare un fondo dedicato alle politiche di welfare in favore di se stesso e della propria famiglia. Per la precisione, gli interventi possono essere a favore del dipendente o pensionato, oppure del coniuge convivente, dei familiari di primo grado e dei minorenni disabili orfani di dipendenti o pensionati pubblici. La domanda di assistenza può essere presentata dal dipendente stesso, oppure dal coniuge o convivente che debba assisterlo.

Leggi: Redattore Sociale, 02/03/2017


mercoledì 1 marzo 2017
Auser, Ada e Anteas alla Commissione Affari Sociali della Camera: “Accelerare l’iter per la legge sull’Invecchiamento Attivo”

I rappresentati delle associazioni Auser, Ada e Anteas hanno incontrato oggi pomeriggio in audizione, i membri della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati ed hanno chiesto l’iter legislativo d’urgenza per la proposta di legge sull’Invecchiamento Attivo. In questo modo la proposta di legge n.3538 passerà direttamente al Senato per la discussione e l’approvazione definitiva.
“Basta lungaggini – ha sottolineato il presidente nazionale Enzo Costa – ci auguriamo vivamente che questa legge che riteniamo strategica per lo sviluppo sociale e culturale del nostro Paese,  venga approvata nel corso di questa legislatura”.

Leggi: Auser, 01/03/2017


mercoledì 1 marzo 2017
 8 marzo. Diamo voce a chi non ce l’ha

C’è una violenza di cui spesso non si parla. Le donne pensionate quest’anno vogliono festeggiare la giornata dei diritti delle donne inondando di affetto e solidarietà le case di riposo.
– Tutte le iniziative dei Coordinamenti donne Spi Cgil per l’8 marzo
In Europa ogni giorno vengono uccise sette donne. In Italia muore una donna ogni due giorni, quasi sempre per mano del partner. Non si può restare indifferenti quando le cifre sono queste. La violenza sulle donne è purtroppo in crescita e coinvolge tutte le generazioni. Molte vittime di questa ferocia disumana subiscono in silenzio, nella solitudine, senza denunciare. La grande manifestazione Non una di meno, svolta il 26 novembre scorso, ha riunito tante donne e tanti uomini, di tutte le età e di diversa estrazione sociale, che hanno dato voce alla protesta che sale in tutto il mondo contro le violenze sessuali e fisiche, soprusi, discriminazioni di ogni tipo, disuguaglianze economiche e sociali, taglio dei fondi ai consultori e ai centri antiviolenza, restrizioni concrete all’attuazione della legge sull’interruzione di gravidanza.

Leggi: Libereta, 01/03/2017


mercoledì 1 marzo 2017
 Casa: Cgil, Fillea, Sunia, un Piano di edilizia sociale contro disagio abitativo e disoccupazione

“Un Piano di Edilizia Residenziale Sociale con programmazione pluriennale per rispondere ai bisogni abitativi delle fasce più deboli della popolazione e generare consistenti opportunità occupazionali”. È quanto proposto da Cgil, Fillea Cgil e Sunia a Governo e forze politiche in occasione di un convegno tenutosi quest’oggi presso la sede nazionale del sindacato a Roma.
“Nel nostro Paese la spesa sociale per la casa – denunciano Cgil, Fillea e Sunia – è tra le più basse d’Europa, a fronte di un’erosione dei redditi di cittadini, lavoratori, pensionati e all’aumento delle disuguaglianze”. “Nel 2015 – sottolineano – le famiglie in difficoltà a causa dell’onerosità delle spese per la propria abitazione sono state circa 3 mln, l’11,7% del totale; il 90% degli sfratti è avvenuto per morosità; oltre il 70% delle famiglie in locazione (2,3 mln di nuclei) ha un reddito inferiore ai 30mila euro annui e vive in prevalenza nei grandi centri urbani, dove gli affitti sono più elevati. Inoltre, il 20% delle famiglie proprietarie (3,3 mln) deve assolvere al pagamento di un mutuo, e circa un terzo ha un valore immobiliare inferiore a quello per cui hanno chiesto il prestito. Infine, 650mila sono le domande di edilizia pubblica inevase presso i Comuni e gli ex Iacp”.

Leggi: Cgil, 01/03/2017

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