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Newsletter settimanale dell’associazione Abitare e Anziani

28 dicembre 2016

Notizie

 

lunedì 26 dicembre 2016
 Non autosuffucienza, il fondo sale a 500 milioni: Poletti mantiene la promessa

L’incremento di 50 milioni è tra le misure urgenti contenute nel decreto legge firmato dal Consiglio dei ministri il 23 dicembre. L’aumento del fondo, chiesto con forza da COmitato 16 novembre, associazioni e sindacati, era stato promesso dal ministro il 30 novembre scorso, per scongiurate le nuove proteste annunciate dai malati di Sla
50 milioni in più per il fondo per la non autosufficienza, che arriva così a 500 milioni: è l’ultima buona (e inaspettata) notizia del 2016 per le persone con gravi disabilità, contenuta nel decreto approvato il 23 dicembre scorso dal Consiglio dei ministri. Un decreto che contiene misure urgenti volte ad affrontare situazioni di criticità (Mezzogiorno in testa) e che porta a 100 milioni l’aumento complessivo del Fondo per la non autosufficienza rispetto allo scorso anno. GIà la legge di BIlancio lo aveva infatti aumentato da 400 a 450 milioni.

Leggi: Redattore Sociale, 26/12/2016


giovedì 22 dicembre 2016
Botte e maltrattamenti agli anziani, 4 anni e mezzo all’ex direttrice

Condannata l’ex responsabile della casa di riposo di Agliano, assolti altri due dipendenti. Anziani costretti a stare seminudi al freddo in inverno
La direttrice aveva trasformato la casa di riposo in un luogo degli incubi. Pugni agli anziani ospiti, secchiate d’acqua sul volto, capelli tirati, la faccia sbattuta contro il muro. Numerosi pensionati, alcuni ottuagenari, furono vittime tra il 2010 e il 2011 di trattamenti inumani e degradanti nella struttura socio-sanitaria Fonti San Rocco di Agliano Terme. Uno degli ospiti, un degente con problemi psicologici, venne più volte legato al freddo per ore sotto una tettoia e in una serata d’inverno chiuso seminudo in cortile.
Ieri in tribunale è stata pronunciata una condanna a 4 anni e 6 mesi per maltrattamenti nei confronti dell’ex direttrice della casa di riposo, Maria Gemma Pisa, 65anni. Il collegio presieduto dal giudice Giulio Corato ha accolto la ricostruzione del pm Donatella Masia. Nel 2012 l’allora procuratore Giorgio Vitari aveva chiesto l’archiviazione, negata dal gip che aveva disposto l’«imputazione coatta». Nei confronti dell’ex direttrice Pisa non sono mai state disposte misure cautelari e la donna è attualmente libera. Decisive le testimonianze di alcune operatrici socio-assistenziali della casa di riposo, che pur con qualche tentennamento descrissero i comportamenti illegali della direttrice negli interrogatori condotti dai carabinieri del nucleo investigativo di Asti. Le testimoni hanno confermato tutto in tribunale.
I militari dell’Arma nel 2011 avevano chiesto di poter nascondere alcune telecamere nei locali della casa di riposo ma la procura aveva dato parere contrario, indirizzando i detective su un’indagine basata solo sull’audizione di testimoni. Alla fine le prove raccolte sono state ritenute pienamente valide dai giudici.

Leggi: La Stampa, 22/12/2016


mercoledì 21 dicembre 2016
Aumentano le famiglie connesse a internet: cresce l’uso tra i sessantenni

I dati Istat: nel 2016 il numero di famiglie che accedono a Internet mediante banda larga sale al 67,4% (erano il 64,4% nel 2015). Stabile la quota di aziende connesse. Tra le persone che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi quasi l’86% ha fruito di contenuti culturali
Roma – Nel 2016 la stima della quota di famiglie che accedono a Internet mediante banda larga, con una preferenza per la connessione fissa (Adsl, Fibra ottica, ecc.) sale al 67,4% dal 64,4% del 2015. È invece stabile intorno al 98% la quota di imprese con almeno 10 addetti che utilizzano Internet mentre quelle che si connettono in banda larga mobile passano dal 63,3 al 63,8% (60,0% nel 2014). Lo comunica l’Istat. Il 63,2% delle persone di 6 anni e piu’ si e’ connesso alla Rete negli ultimi 12 mesi (60,2% nel 2015) mentre circa il 45% accede tutti i giorni. Nell’uso di Internet l’eta’ e’ ancora il principale fattore discriminante: sono i giovani a utilizzarlo di piu’ (oltre il 91% dei 15-24enni) ma la crescita e’ significativa anche tra i 60-64enni (da 45,9% a 52,2%). Fra le persone che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi, l’85,8% ha fruito di contenuti culturali, il 57,8% ha utilizzato un social network e quasi un terzo ha pubblicato sul web contenuti di propria creazione.

Leggi: Redattore Sociale, 21/12/2016


lunedì 19 dicembre 2016
Maltrattamenti in casa di riposo, il giudice respinge la visione di tutti i video

La richiesta dei legali dei 9 imputati è stata respinta dal giudice Bossi che ha chiesto di segnalare le parti salienti da trascrivere. Per vedere tutto ci vorrebbero 10 anni
I legali dei 9 imputati per maltrattamenti nella casa di riposo La Provvidenza, finiti a processo davanti al giudice monocratico Piera Bossi, dovranno scegliere quali sono le intercettazioni rilevanti da inserire nel processo.
Il giudice bustocco, infatti, ha respinto la richiesta degli avvocati per una trascrizione completa di 90 giorni di riprese audio-video all’interno della residenza eseguite dai carabinieri di Busto Arsizio su richiesta del pubblico ministero Nadia Alessandra Calcaterra.
Il giudice Bossi ha spiegato, calcolatrice alla mano, che ci sarebbero volute 432 udienze e 10 anni di dibattimento per visionare 2160 ore di girato, anche calcolando udienze da 5 ore l’una. Numeri insostenibili che – sentenze di Cassazione alla mano – l’hanno costretta a respingere la richiesta avanzata che avrebbe sostanzialmente portato alla prescrizione dei reati e alla violazione del principio di obbligatorietà dell’azione penale.

Leggi: Varese News, 19/12/2016


domenica 18 dicembre 2016
Genova, il professor Molinelli e gli anziani maltrattati: “Difficile scoprire i soprusi domestici

Andrea Molinelli: “Denunciare è un obbligo di legge”
“E’ un lavoro nato e proseguito negli anni – risponde il docente dell’Istituto di Medicina Legale dell’università di Genova in un primo momento presentato a Madrid nel 2010, in una successiva tranche a Bologna nel 2011 e poi implementato negli anni successivi grazie alla collaborazione della Procura della Repubblica che ci ha permesso di incrociare le stime dei possibili casi, con i dati delle denunce sporte e dei casi passati in giudicato. Il dato che emerge è che in pochi segnalano all’autorità giudiziaria situazioni di maltrattamento che invece, configurando un possibile reato, gli operatori sanitari avrebbero l’obbligo di riferire”.
Perché secondo lei?
“Forse manca in alcuni casi la conoscenza di questo obbligo, in altri la consapevolezza, oppure ancora c’è una certa ritrosia a rivolgersi a un pubblico ministero. Per questo, tra le proposte che avanziamo a conclusione di questo lavoro, c’è l’istituzione anche in Italia di un organismo, come quello presente negli Stati Uniti”.

Leggi:  La Repubblica, 18/12/2016


domenica 18 dicembre 2016
Anziani e maltrattati, alto il numero di violenze e raggiri a Genova, poche le denunce

Uno studio di Medicina Legale e della Procura rivela che gli abusi fisici e le circonvenzioni avvengono anche in ambito familiare
Una violenza subdola, silente, che non sempre è fatta di maltrattamenti fisici, e che si insinua come un tarlo dentro le case, tra le pareti domestiche nell’apparente normalità della vita quotidiana. Una violenza che spesso non affiora, perché chi dovrebbe portarla alla luce non lo fa o per quieto vivere o per scarsa consapevolezza.
E’ il quadro che emerge da una ricerca svolta dal Dissal (Dipartimento di Scienze della Salute, servizio di Medicina Legale) dell’Università di Genova, in collaborazione con la Procura della Repubblica. Uno studio cominciato nel 2010 e proseguito per anni sino a diventare negli scorsi mesi materia per una tesi di laurea svolta da Martina Dromma e il cui relatore è il professor Andrea Molinelli, dell’Istituto di Medicina Legale. “Maltrattamento dell’anziano: valutazione medico legale del fenomeno ed analisi dei dati forniti dalla Procura della Repubblica di Genova dal 2010 al 2015”, è il titolo del lavoro svolto grazie anche al dossier fornito dal procuratore capo Francesco Cozzi, dal giudice Sergio Merlo e dal responsabile della cancelleria penale Rebizzi.
La prima notizia è che, lontano dai riflettori e dalle telecamere delle Rsa, che in questi anni sono state al centro di inchieste su presunti maltrattamenti agli anziani ospiti, nelle nostre case si consumano silenziosamente una serie di violenze, che vanno da quelle fisiche all’abbandono, piuttosto che allo sfruttamento e alla truffa finanziaria nei confronti della vittima.

Leggi: La Repubblica, 18/12/2016


domenica 18 dicembre 2016
Apricale, una festa per gli anziani ospiti della casa di riposo e un appello alle istituzioni: “Necessaria convenzione con ASL”  

Su 32 posti letto, solo 24 sono occupati: gli altri restano vuoti nonostante le liste d’attesa
Apricale. Nella IV domenica d’Avvento gli anziani ospiti della Residenza Protetta Anselmo Pisano e quelli della comunità alloggio “Antonio Taggiasco” di Bajardo si sono riuniti nella piccola ma accogliente casa di riposo di Apricale per assistere alla santa messa celebrata da sua eccellenza monsignor Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia – Sanremo.
“Mi pare bello sottolineare quello che il papa oggi ha detto all’Angelus, ovvero che il Natale è un mistero di vicinanza e quindi è la scoperta che Dio si fa vicino a noi e noi per ricalcare le orme di questo percorso che Dio ha fatto per salvarci dobbiamo imparare a farci prossimo soprattutto nei confronti delle persone più deboli e gli anziani per tanti aspetti certamente vivono una sorta di fragilità”, ha dichiarato il vescovo Suetta, “Questa visita non è a senso unico perché noi portiamo agli anziani il nostro affetto, la nostra presenza e la nostra amicizia e dagli anziani riceviamo altrettanto calore, buona testimonianza, grande esperienza di vita, molta cordialità e tenerezza”.
Una giornata importante, dunque, non solo per gli anziani, ma anche per i loro parenti e per tutti i residenti di Apricale che, da dieci anni, possono contare sulla presenza di una tra le case di riposo più accoglienti di tutta la provincia di Imperia: una struttura, quella di Apricale, che si distingue per il confort e per l’atmosfera familiare.
Eppure, nonostante l’aria di festa, in questa domenica d’inverno Teresa Marco, responsabile della struttura “Anselmo Pisano” non può fare a meno di lanciare un appello alle istituzioni affinché diano una risposta concreta ai bisogni delle anziani e delle loro famiglie. “Ci sono attualmente 24 utenti”, ha dichiarato Teresa Marco, “Su una capienza di 32. La nostra è una struttura accreditata dalla Regione Liguria, ma nonostante questo non siamo mai stati convenzionati con l’ASL”. In pratica, gli ospiti della casa di riposo non hanno la possibilità di beneficiare di un rimborso di parte della quota elargita, nelle strutture convenzionate, dall’azienda sanitaria.

Leggi: Riviera 24, 18/12/2016


mercoledì 14 dicembre 2016
Abusi in via Aosta «Solo due operatori per oltre 40 anziani»

Residenza Famiglia, nuova udienza davanti alla Corte d’assise Ieri la testimonianza del dirigente medico della Questura
NUORO. «Ho lavorato come operatrice sanitaria solo una notte nella casa di riposo di via Aosta e mi è bastato. La direttrice mi ha chiamato il giorno in cui sono stati trasferiti nella struttura gli anziani della casa alloggio di via Lombardia, che era stata chiusa. È stata una notte terribile. C’erano più di 40 pazienti, molti dei quali non autosufficienti, ed eravamo solo in due. C’era un odore insopportabile. Un anziano è caduto dal letto, volevo chiamare il 118 ma il collega me lo ha impedito». Un’altra udienza drammatica, ieri, davanti alla Corte d’Assise (presieduta da Giorgio Cannas, a latere Antonella Useli Bacchitta) al processo che vede come imputati la direttrice della casa di riposo “Residenza Familia” Rossanna Serra (difesa dall’avvocato Francesco Lai) e il responsabile della struttura, Gianluigi Msala (difeso da Francesco Carboni). Per loro le accuse, formulate dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, vanno dai maltrattamenti all’esercizio abusivo della professione, dall’abbandono di incapace alle lesioni gravi fino all’omicidio colposo.
Ieri, oltre a tre operatrici sanitarie e a due volontari, ha deposto anche il dirigente degli uffici sanitari della Questura di Nuoro, Andrea Spanu. «Feci una visita ispettiva l’8 giugno del 2015. C’erano 34 anziani, dei quali almeno 30 erano non autosufficienti. Le loro condizioni erano abbastanza buone. Ricordo solo che c’era un odore insopportabile nella struttura». Poi davanti alla Corte hanno deposto altre due operatrici sanitarie che hanno confermato quanto dichiarato dai colleghi nelle udiene precedenti. «Gli odori sono il ricordo più vivo – ha raccontato una di loro– Un odore di feci e urine non solo nelle stanze, ma anche nei corridoi. Ero costretta a portarmi i guanti da casa. Non c’erano neanche le spugne per l’igiene personale né gli asciugamani. Era inutile protestare con la direttrice, non voleva sentire le nostre lamentele».

Leggi: La Nuova Sardegna, 14/12/2016


martedì 13 dicembre 2016
Anziani maltrattati alla casa di riposo. Schiaffi, sporcizia e droga: un arresto

Nuovo caso di anziani maltrattati e poco curati in una casa di riposo. Titolare arrestato per spaccio di droga. È quanto sarebbe emerso nel corso di un’ispezione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma di concerto con la compagnia di Velletri e con il personale dell’Azienda Sanitaria Locale, presso una casa di riposo a Velletri regolarmente autorizzata. Al suo interno erano presenti sei anziani, di cui cinque dalle ridotte capacità psico-motoria, assistiti da una ragazza di giovane età priva di ogni abilitazione professionale. Dagli accertamenti svolti, è emerso che agli ospiti, sottoposti a maltrattamenti e vessazioni di ogni tipo, venivano somministrati farmaci diversi da quelli cc.dd. A peggiorare ulteriormente la situazione ci ha pensato la cucina, visto che sono stati trovati escrementi di topo, senza dimenticare le irregolarità amministrative e fiscali. Nell’abitazione del titolare della struttura sono state trovate dosi di cocaina, hashish e marijuana.

Leggi: La Provincia Notizie, 13/12/2016


 Bambini e maltrattamenti: perché è giusto spiare con le telecamere

Due sono le categorie di persone più a rischio per maltrattamento: i minori e gli anziani. In entrambi i casi infatti i soggetti interessati sono deboli perché incapaci o impossibilitati a difendersi e a denunciare i fatti.
Negli ultimi anni ci sono stati moltissimi procedimenti giudiziari legati a maltrattamenti di minori e anziani. Solo dall’inizio del 2016 ci sono stati molteplici casi accertati dai carabinieri (Panorama – Francalacci, 1 agosto 2016). Nel febbraio 2016 in una scuola a Pavullo nel Frignano, comune montano in provincia di Modena, è emerso che l’insegnante sottoponeva gli alunni a violenze fisiche come schiaffi, percosse, spinte, minacce. Una insegnante aveva persino punito una bambina lasciandola all’aperto a 700 metri di altitudine in pieno inverno. Gli alunni terrorizzati non volevano più andare a scuola. Lo stato d’animo angosciato di questi bambini ha allertato alcuni genitori che hanno sporto denuncia da cui poi è partita l’indagine.
Sempre a febbraio 2016 in un asilo di Pisa una maestra si rivolgeva così ad alcuni bambini da 1 a 3 anni: “Rincoglionito, oggi ti faccio del male, sciocco stai zitto, ti metto fuori al freddo, sei duro come il muro, a te oggi niente frutto, levati di torno, boia! Vai a piangere in bagno, con te non ci parlo”. Oltre ad insulti e urla, questa maestra picchiava anche i bambini. La donna è finita agli arresti domiciliari.

Leggi: Mille e una donna


martedì 13 dicembre 2016
Gli anziani soli «salvati» da quattordici associazioni

Oggi in Alto Adige gli over 65 sono 98 mila, nel 2030 supereranno i 140 mila La nuova coop “Abitare nella terza età” offre servizi e consulenza mirata.
BOLZANO. Oggi in Alto Adige vivono 98 mila persone che hanno più di 65 anni. Si calcola che nel 2030 supereranno quota 140 mila. L’ente pubblico – Provincia e Comuni – fa già molto; e tanto fanno anche le numerose associazioni presenti sul territorio. Ma di fronte ad un aumento esponenziale della terza età, non basta.
Bisogna dunque unire le forze ed è quello che hanno fatto 14 associazioni – Arche im Kvw, Cooperativa dei lavoratori C Plus, Asp Servizi, Confcooperative, Ethical Banking, Consorzio dei Comuni, Kvw, Legacoopbund, Raiffeisen Online, Sophia – Società cooperativa di ricerca per l’innovazione sociale, Cooperativa sociale Humanitas 24, Fondazione St. Elisabeth, Croce Bianca e Apa – che hanno dato vita alla nuova cooperativa “Abitare nella terza età” presentata ieri in una sala gremita della Fiera. Tra il pubblico tanti anziani ma non solo, anche figli e nipoti. Sul tavolo dei relatori accanto al presidente della coop Otto von Dellemann, la vice Monica Devilli, il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer e l’assessore provinciale Martha Stocker interessati a sostenere questo progetto.

Leggi: Alto Adige, 13/12/2016

 

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