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Newsletter settimanale dell’associazione Abitare e Anziani

12 aprile 2017

IN EVIDENZA

IX Congresso Nazionale AUSER 

“Ricostruire la parola solidarietà e ridare dignità alle persone, Auser è un luogo straordinario per farlo” lo ha sottolineato Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, intervenendo a Salerno nella giornata conclusiva del Congresso Nazionale Auser.  Ha proseguito con un passaggio sulla distinzione fra impresa sociale e volontariato. “Quando a una serie di servizi si accompagna il termine impresa – ha detto- è un’altra strada. Il terreno del sociale non può essere terreno del profitto, non si sacrificano al mercato le ragioni e i bisogni delle persone”.
Tre giorni di dibattito intenso, vivace, ricco di testimonianze e racconti di esperienze e progetti. Un mosaico di voci di persone di tutte le età che rappresentano la realtà dell’Auser di oggi, una grande associazione di donne e uomini impegnate a disegnare un paese più coeso e solidale. Si sono chiusi a Salerno i lavori del IX Congresso Nazionale di Auser – associazione per l’invecchiamento attivo con la rielezione all’unanimità per il secondo mandato di Enzo Costa alla guida nazionale.

Leggi: Auser


Aperto il Bando Home Care Premium, assistenza domiciliare ai dipendenti pubblici e ai loro familiari

Ha preso il via Bando Home Care Premium 2017: il programma Inps di assistenza domiciliare ai dipendenti o pensionati pubblici disabili e non autosufficienti, o ai loro coniugi, familiari di primo grado e minorenni orfani.
I destinatari del programma potranno beneficiare dell’assistenza domiciliare mediante instaurazione di un rapporto di lavoro domestico con un assistente familiare (badante), grazie ad un contributo economico, proporzionato al bisogno della persona disabile e non autosufficiente, nonché al reddito ISEE, da un minimo mensile di 550 euro ad un massimo di 1.050 euro.
All’importo spettante verranno detratte eventuali altre provvidenze riconosciute dall’Istituto stesso o da altre Amministrazioni Pubbliche, come ad esempio l’indennità di accompagnamento.
Accanto al contributo per le assistenti familiari il bando prevede il finanziamento anche dei cosiddetti “servizi integrativi”, ossia alcune prestazioni erogate da Enti pubblici socio-assistenziali, a condizione che abbiano stipulato una convenzione con l’Inps. Questi servizi personalizzati (assistenza domiciliare integrata, accesso al Centro diurno, …) verranno meglio definiti e avviati nell’ambito della valutazione e condivisione del piano assistenziale delle persone che accederanno al beneficio.

Leggi: Comune di Bologna


SEGNALAZIONI:

Basta Bufale. Lo Spi aderisce all’appello per una corretta informazione

Essere informati correttamente è un diritto. Essere disinformati è un pericolo.  Lo Spi firma e rilancia l’appello della Presidente della Camera per il diritto a una corretta informazione
Firma l’appello:

Leggi: Liberetà


Regione Toscana – Premio Open – Idee per migliorare il valore delle cure e la loro sostenibilità

Data pubblicazione bando su BURT n° 14, parte terza – 5 aprile 2017
Il Premio Open è un bando in cui concorrono proposte progettuali per il miglioramento dei servizi offerti e dei processi interni di lavoro con impatto sui percorsi di cura all’interno del Sistema sanitario regionale. È rivolto alle Aziende sanitarie toscane e alle aziende private convenzionate, con il coinvolgimento anche di enti esterni.
I progetti vincitori saranno premiati con un finanziamento di iniziative formative specifiche a livello regionale a sostegno, mantenimento, sviluppo e diffusione delle progettualità realizzate.

Leggi: Regione Toscana


 L’evoluzione delle disuguaglianze: problemi sociali, economici e politici. Bologna, 2-3-4 novembre 2017

Lo scopo della conferenza è quello di portare all’attenzione di politiche e istituzioni il tema delle disuguaglianze sociali e della loro evoluzione. Allargando la discussione anche ad aspetti più ampi quali il concetto di disuguaglianza sociale e le potenziali politiche. Particolare attenzione sarà dedicata anche alle conseguenze delle varie forme di diseguaglianzain tutto il mondo, sia dal punto di vista economico che non. La conferenza si terrà a Bologna dal 2 al 4 novembre 2017

Leggi: Cattaneo Inequalities


 L’economia sociale e solidale a Barcellona: numeri e pratiche di una città all’avanguardia

A Barcellona, più di 4.700 iniziative socio-economiche si ispirano ai valori della cooperazione, dell’orizzontalità e dell’autogestione. Sono l’espressione dell’economia sociale e solidale catalana, esperienze che allo stesso tempo si configurano come pratica economica e come movimento sociale.
Nel 2016 Anna Fernàndez e Ivan Miró pubblicano un rapporto sullo stato dell’economia sociale e solidale a Barcellona, portando alla luce cifre ed esperienze che fanno della capitale catalana un interessantissimo esempio di come al giorno d’oggi proposte di modelli alternativi al neoliberismo non solo siano possibili, ma già in atto. Gli autori presentano un lavoro di ricerca che ha fatto emergere una realtà che a Barcellona è radicata da molto tempo e che conta oltre 4.700 iniziative socio-economiche, pari al 2,8% del totale delle imprese registrate, distribuite nei differenti quartieri della città (vedi cartografia). Un insieme di realtà dove trovano lavoro più di 53.000 persone, pari all’8% dell’occupazione totale e che partecipa al 7% del PIL della città. Ma di preciso di cosa stiamo parlando?

Leggi: Labsus


NEWS

martedì 11 aprile 2017
Boom di richieste agli avvocati che aiutano chi vive in strada

Sono state 3.700 nel 2016. Numeri alti per le pratiche su sfratti, separazioni e divorzi, 30 i casi di eredità. Presente in 44 città, l’associazione ha 900 volontari tra avvocati, studenti, pensionati, cittadini e giovani in servizio civile. Tra gli assistiti, il 70% è straniero. Le donne sono quasi il 30%. Nel 2016 aperte le sedi di Mantova, Cosenza e Viterbo
Nel 2016 i 900 volontari di Avvocato di strada hanno aperto 3.703 pratiche, “numero mai raggiunto negli anni precedenti”. Ognuna di esse richiede un carico di lavoro diverso: qualcuna si risolve in un colloquio, altre richiedono lettere e telefonate, altre ancora anni di lavoro. Attribuendo in media 10 ore per ogni pratica con un costo orario di 70 euro si arriva a quasi 2,6 milioni di euro. “Una cifra che i nostri volontari lo scorso anno hanno donato alla collettività mettendosi a disposizione degli ultimi”, scrive l’associazione nel Bilancio 2016. Nata a Bologna nel 2000 l’associazione Avvocato di strada oggi è presente in 44 città italiane (le ultime sedi aperte sono quelle di Mantova, Viterbo e Cosenza nel 2016) con 900 volontari tra avvocati professionisti, studenti di giurisprudenza, pensionati, cittadini e anche giovani in Servizio civile grazie al progetto “Al servizio dei più deboli” avviato nel 2015.

Leggi: Redattore Sociale, 11/04/2017


lunedì 10 aprile 2017
 Affitti. L’Agenzia delle Entrate estende le agevolazioni fiscali ai contratti di locazione transitori: un incentivo a ridurre la stabilità abitativa e chi vuole eludere la legge

Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA.
Con la circolare N.8/E del 7 aprile, l’Agenzia delle Entrate ha esteso la possibilità per i proprietari di applicare la cedolare secca al 10% anche ai contratti transitori stipulati nei Comuni ad alta tensione abitativa, secondo quanto previsto dai relativi accordi territoriali tra associazioni della proprietà e sindacati degli inquilini.
Una interpretazione discutibile della norma che rischia di incentivare ulteriormente l’uso di contratti di breve durata precarizzando ancora di più l’abitare in affitto.
Se infatti i contratti transitori possono e debbono servire per garantire reali esigenze di natura temporanea definiti categoricamente negli accordi territoriali, l’assenza assoluta di controlli su quelli effettivamente stipulati produrrà ulteriore elusione fiscale.
E’ quello che è avvenuto sino ad oggi con il proliferare di contratti transitori non rispettosi delle regole né economiche né giuridiche. Ora a questi contratti si rischia di applicare anche una agevolazione fiscale finalizzata invece ad incentivare la stabilità alloggiativa insieme al contenimento degli affitti.

Leggi: Sunia, 10/04/2017


lunedì 10 aprile 2017
 «Io, vittima del decreto: così mi hanno tolto la casa»

In Toscana è boom di pignoramenti, colpite per il 90% famiglie italiane con figli piccoli. Sunia, Cgil e Federconsumatori chiedono di modificare la legge. Il racconto di un fiorentino vittima di questa situazione: ha perso lavoro e abitazione
A seguito della chiusura della sua attività commerciale si è trovato improvvisamente senza lavoro e non più in grado di pagare le rate del mutuo. Una famiglia normale, con due figli, che ha perso la sua casa e con molta fatica sta cercando di ricominciare a vivere. È la testimonianza di una “vittima del decreto salva-banche”, spiega la Cgil Toscana, raccolta stamani (10 aprile) nella conferenza stampa di Sunia, Cgil e Federconsumatori presso la Camera del lavoro del capoluogo.
“A Firenze – prosegue il sindacato – si registra un dato allarmante: crescono gli sfratti a seguito dei pignoramenti delle abitazioni e negli ultimi mesi c’è stata una velocizzazione delle esecuzioni, proprio a causa al decreto legge salva-banche – in vigore da giugno dell’anno scorso – che consente agli istituti di credito di espropriare o mettere all’asta e vendere la casa del debitore in tempi brevissimi, superando così i tradizionali problemi delle esecuzioni forzate”. Questo mostra forti effetti non solo sui mutui futuri, ma anche sulle espropriazioni in atto e sul mercato immobiliare. Si è infatti aggravato il numero dei proprietari di immobili in difficoltà ed è sempre più difficile immaginare una soluzione abitativa per i nuclei familiari “vittime” della situazione, che spesso non hanno alcun paracadute.

Leggi: Rassegna sindacale, 10/04/2017


lunedì 10 aprile 2017
 Si sbloccano i promessi (ultimi) 800 milioni per i progetti 2016 del Piano periferie

Bozza di decreto alla firma. I fondi saranno sbloccati insieme agli 800 milioni Fsc del Cipe (seduta del 3 marzo). Protocolli entro l’estate
Gli «investimenti per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie» sono una delle voci di possibile destinazione dei Dpcm del Fondo investimenti. Ma è poi la stessa legge di bilancio, al comma 141, a disporre sul Piano periferie 2016″ – finanziato inizialmente per 500 milioni ma che ha un fabbisogno per 2,1 miliardi – l’obbligo di «garantire il completo finanziamento dei progetti selezionati, in parte con il fondo Fsc e in parte con il Fondo investimenti di cui al comma 140». Il governo Gentiloni ha poi deciso di fare “metà per uno”: i primi 800 milioni sono stati assegnati dal Cipe nella seduta del 3 marzo, gli altri 800 arriveranno da uno dei Dpcm del Fondo investimenti.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 10/04/2017


lunedì 10 aprile 2017
Casa Italia, Gentiloni: si parte con 25 milioni per 10 prototipi

E per la ricostruzione del Centro Italia il premier conferma risorse per oltre un miliardo nel Def che viene presentato domani
Individuati i dieci comuni dove realizzare i dieci cantieri-tipo per la messa in sicurezza sismica di edifici abitativi previsti dal piano Casa Italia, promosso dal governo. I progetti richiederanno una spesa media di circa 2,5 milioni l’uno, per una stima complessiva di 25 milioni di euro. «Abbiamo investito 25 milioni per sviluppare i prototipi. Non deve essere un progetto nato in laboratorio e calato dall’alto ma che nasce e cresce nelle comunità», ha detto il premier, Paolo Gentiloni, sabato scorso a Milano presentando le novità sul programma, nel corso di una conferenza stampa accompagnato dall’architetto e ispiratore del progetto Renzo Piano e dal coordinatore della struttura di missione Casa Italia, Giovanni Azzone.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 10/04/2017


domenica 9 aprile 2017
 Quando un anziano ha bisogno di una badante?

È una scelta difficile perché ferisce l’orgoglio di chi ha sempre provveduto a se stesso e agli altri. Quali segnali aiutano a capire se è arrivato il momento per un aiuto
Nella vita di un anziano può arrivare il momento in cui per proseguire un’esistenza dignitosa c’è bisogno di un aiuto, di un sostegno umano a cui appoggiarsi per camminare nel tratto finale della vita.
Ma spesso entrano in gioco l’orgoglio e il rifiuto ad accettare che le forze sono venute meno, che dopo una vita di lavoro, trascorsa a crescere figli e nipoti, è giunto il tempo di affidarsi all’assistenza di una badante. Non sempre i figli, per impegni di lavoro o per la distanza, o anche semplicemente perché sono a loro volta già avanti con l’età, sono in grado di seguire i propri genitori al cento per cento.
Quando l’aiuto esterno diventa però davvero indispensabile e non c’è da perdere tempo?
Ci sono alcuni indizi di decadimento cognitivo che non vanno sottovalutati e che figli o parenti in genere devono saper cogliere. «Uno fra i primi segnali — spiega Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria – è che l’anziano “non è più lui”, e si manifestano lievi ma importanti modifiche caratteriali. Può diventare aggressivo, irritabile, sospettoso verso le persone che lo circondano. Confonde chi sta cercando di aiutarlo, pensando che voglia fargli del male».

Leggi: Corriere della Sera, 09/04/2017


domenica 9 aprile 2017
 “Le cicale”, il documentario sulla difficile vecchiaia dei pensionati di oggi

In pensione o in procinto di andarci, sfrattati, in case occupate, disoccupati o lavorano in nero per avere la minima. Sono i protagonisti del film di Emiliano Mancuso e Federico Romano. “Hanno lavorato per tutta la vita, non hanno sperperato e oggi sono in questa condizione”. Crowdfunding su Produzioni dal Basso
Pino ha 71 anni, due matrimoni alle spalle e una figlia di diciott’anni, faceva il rappresentante e ha girato il mondo: sfrattato per morosità, oggi vive in una casa occupata vicino all’Anagnina con la minima di 500 euro al mese. Giuliana ha cresciuto 4 figli da sola, ha 82 anni, è una fervente evangelica, prende la reversibile del marito e, da quando è stata sfrattata per finita locazione, vive in una casa di 30 metri quadri a Centocelle. Marco ha perso il lavoro di capocantiere quando aveva 48 anni, da allora trova solo lavori pagati in nero, dopo la separazione ha perso la casa e vive in un’occupazione a Roma, la pensione? La minima e solo dopo i 70 anni. E poi c’è Mario da cui è partito tutto. Mario che da giovane ha recitato con Anna Magnani, che è emigrato in Germania e, tornato in Italia, ha lavorato per 20 anni in una cooperativa di spedizioni a Roma, Mario che ha vissuto sempre a Cinecittà e che è morto a 80 anni 6 mesi fa. “Mario l’ho conosciuto in quel condominio di Cinecittà, nel 2009 – racconta Emiliano Mancuso – Ero andato a fare fotografie per documentare una vicenda di sfratti: solo gli abitanti anziani del palazzo, tra cui Mario, avevano ricevuto la lettera di sfratto per fine locazione.

Leggi: Redattore Sociale, 09/04/2017


venerdì 7 aprile 2017
 Pensioni. A luglio in arrivo la quattordicesima – Il messaggio dell’Inps

Con il rateo di luglio, l’Inps pagherà una quattordicesima più pesante a quanti percepiscono pensioni basse, secondo i nuovi parametri disposti dalla legge di Bilancio 2017, che ha modificato l’articolo 5 della legge 127/2007, istitutiva della prestazione economica.
Pertanto, dal 2017, il nuovo importo della quattordicesima spetta in misura intera ai pensionati ultra sessantaquattrenni, il cui reddito annuo non superi una volta e mezzo il trattamento minimo annuo, pari a 9.786,86. Nel caso in cui i redditi siano di importo superiore, ma comunque inferiore a quello risultante dalla somma di tale limite più la quattordicesima intera, il beneficio sarà corrisposto nella misura data dalla differenza tra tale limite e il reddito.
Gli importi della quattordicesima possono variare, per ex dipendenti o ex autonomi, da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro, a seconda degli anni di contribuzione maturata.
Con il messaggio del 28 marzo scorso, l’Inps nel fornire le prime istruzioni per l’applicazione della norma, sottolinea che il pagamento della quattordicesima verrà erogato d’ufficio con la mensilità di luglio ai pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età entro il 30 giugno, mentre per quelli che raggiungeranno tale soglia anagrafica successivamente, ma comunque entro l’anno, il beneficio sarà corrisposto con la mensilità di dicembre.

Leggi:  Inca, 07/04/2017


venerdì 7 aprile 2017
Sanità. Sindacati, investire in tutela salute. Cgil, Cisl e Uil rilanciano impegno e mobilitazione

“La tutela della salute non può essere ridotta a merce o compromessa dalle politiche di austerità, intendiamo rilanciare il nostro impegno e la nostra mobilitazione per sostenere il pieno rispetto di questo diritto costituzionale”. È quanto si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil in occasione della Giornata Mondiale della Salute.
“Nel nostro Paese – proseguono i sindacati confederali – persistono troppe disuguaglianze di salute, troppe persone rinunciano alle cure e spesso sono costrette a cercare risposte lontano dal proprio territorio. La priorità – sostengono – è investire in prevenzione e in promozione della salute, agendo su tutti i suoi determinanti: reddito e lavoro, poiché come ricorda l’OMS la povertà è la più funesta delle malattie e la stessa speranza di vita è legata alle condizioni sociali delle persone, istruzione, alloggio e ambiente”
Per Cgil, Cisl e Uil “occorre destinare risorse adeguate al Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale, mettendo fine alla stagione dei tagli e dei ticket, combattendo sprechi e corruzione e provando a risolvere l’annosa questione delle liste d’attesa, causa principale del ricorso alla spesa ‘out of pocket'”. “I LEA – continuano – vanno assicurati in tutto il territorio nazionale per superare gli intollerabili divari, e vanno rilanciati gli investimenti finanziari per realizzare le necessarie strutture di alta specialità nel Mezzogiorno, al fine di ridurre la forte mobilità sanitaria regionale”.

Leggi: Inca, 07/04/2017


venerdì 7 aprile 2017
Stop agli animali domestici in ascensore. Una nuova sentenza riapre il dibattito.

Valida la clausola del regolamento che impedisce ai condomini di utilizzare l’ascensore accompagnati dai propri animali domestici
Non vi è stretta accessorietà della parte comune rispetto alla proprietà singola, in forza della quale quanto è vietato per la parte singola automaticamente debba esserlo anche per la parte comune.
È valida la clausola del regolamento di condominio che impedisce ai condomini di utilizzare l’ascensore accompagnati dai propri animali domestici. Questo è il principio di diritto espresso dalla Tribunale di Monza con la sentenza del 28 marzo 2017 in merito al divieto di animali in condominio.
=> Il trasporto dei cani in ascensore condominiale. Ecco le regole di comportamento.
=> Se il regolamento condominiale vieta di tenere animali è nullo
I fatti di causa. Tizio e Caio impugnavano per nullità una clausola del regolamento (contrattuale) del super condominio che impediva ai singoli proprietari di usare l’ascensore coi propri animali domestici, prevedendo sanzioni in tal caso.
Secondo gli attori, l’invalidità della clausola derivava direttamente dalla legge (nuovo comma 5 dell’art.1138, co.5 c.c., introdotto dalla L.220/12).

Leggi: Condominio Wev, 07/04/2017


giovedì 6 aprile 2017
7 milioni 400mila ore di volontariato. L’Italia dai capelli grigi che non si gira dall’altra parte – Il secondo Bilancio Sociale di Auser

Crescono le ore di volontariato che superano i 7 milioni e 400 mila, crescono le persone coinvolte nelle attività associative e di volontariato che arrivano a quota 624.687 e crescono i presidi territoriali che raggiungono la cifra di 1543. In crescita i partecipanti alle attività culturali e di formazione, in crescita gli anziani soli e fragili seguiti dai volontari Auser.
Per il secondo anno consecutivo Auser –associazione per l’invecchiamento attivo –  presenta il suo Bilancio Sociale e lo fa in occasione del IX Congresso Nazionale in corso a Salerno.
I dati –  che si riferiscono all’anno 2015 –  raccontano della voglia di partecipazione di tanti anziani e non solo, di aiuto a chi è più solo e fragile, del desiderio di apprendere e conoscere a tutte le età, dell’impegno crescente verso i migranti e i richiedenti asilo con progetti di accoglienza e integrazione.
“Il bilancio sociale – sottolinea il presidente Enzo Costa – è la nostra casa di vetro dove chiunque può osservare il nostro operato e come lo svolgiamo. I dati raccontano di un’associazione sempre più attenta ai bisogni delle persone e del territorio grazie agli oltre 44mila volontari vero motore dell’associazione e nostro grande orgoglio”.
Scarica il Bilancio Sociale

Leggi: Auser, 06/04/2017


giovedì 6 aprile 2017
 L’indagine dello Spi – In Veneto una persona su quattro è over 65

Due su cinque soli, vedovi o divorziati. Molti gli ultraottantenni (il 6,5%), con una crescita del 33% sul 2006. Nel 65% dei casi sono donne. Triplicato il numero di stranieri ultrasessantacinquenni. Per un pensionato su tre, assegno sotto i 1.000 euro
In Veneto, la popolazione è sempre più anziana. Quasi un quarto dei residenti ha più di 65 anni, mentre il 6,5% della popolazione è ultraottantenne. Non solo. Analizzando il trend degli ultimi dieci anni, il numero di anziani è cresciuto di circa il 20% ed è destinato ad aumentare ancora. Sono numeri emblematici quelli che emergono dall’indagine che lo Spi Cgil regionale ha effettuato elaborando gli ultimi dati Istat, ma non devono far preoccupare. Perché gli ultrasessantacinquenni, considerati una fascia debole, possono invece rappresentare una grande risorsa, se accompagnati da politiche adeguate.
Dalla ricerca Spi emerge che in Veneto gli ultrasessantacinquenni – soggetti a politiche specifiche soprattutto nel campo del welfare e della sanità – sono più di un milione (esattamente 1.081.371) e rappresentano il 22,8% della popolazione totale. Rispetto al 2006, si registra un aumento del 19%. Poco meno del 60% degli over 65 è donna. L’indice d’invecchiamento – che è definito dal rapporto fra anziani (over 65) e giovanissimi (under 14) – conferma il trend. Nel 2006, ogni 100 giovanissimi vi erano 138 anziani, ora tale rapporto è di 100 under 14 ogni 159 ultrasessantacinquenni.

Leggi: Rassegna sindacale, 06/04/2017


giovedì 6 aprile 2017
Sanità: Cgil e Fp, si abolizione ticket – Ma occorre affrontare emergenza per accesso cure

“Abolire i ticket è sempre stata una nostra richiesta. Il ministro, però, dica anche come intende garantire a tutti i cittadini, soprattutto ai più poveri, l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale”. Così, in una nota congiunta, Cgil nazionale e Fp Cgil nazionale rispondono a quanto dichiarato da Beatrice Lorenzin nell’intervista rilasciata al Messaggero.
“Salutiamo con favore l’intenzione del ministro di proseguire sul terreno dell’eliminazione dei ticket – continuano Cgil e Fp – ma in un Paese in cui oltre dieci milioni di persone, su una popolazione di 60 milioni, non si cura più perché non può permetterselo, l’emergenza è evidente e non deve essere ignorata”.
Per confederazione e categoria “le scelte fatte finora dal Governo non vanno nella giusta direzione. Cambiare i Lea senza definire compiutamente un progetto generale né prevedere l’assunzione di nuovo personale, e, al contempo, ridurre i trasferimenti alle Regioni, non può che rendere ancora più difficoltoso l’accesso alle cure per i cittadini, compresi i meno abbienti”.
“Le prestazioni sanitarie devono essere garantite a tutti e – aggiungono – occorre assicurare la progressività del prelievo fiscale: non è possibile considerare alla stessa stregua coloro che hanno abbondanti mezzi per vivere, e magari sono anche evasori, e chi non ce la fa più”.

Leggi: Inca, 06/04/2017


giovedì 6 aprile 2017
 Ticket sanitari meno cari ma stretta sulle esenzioni attraverso il reddito Isee

Di cancellare i ticket sanitari non se ne parla ma sicuramente il modo di pagare su medicine, visite e analisi cambierà e di molto. Prima di tutto riducendo il numero degli esenti, visto che oggi la metà degli italiani non paga e sono quelli che consumano circa tre quarti delle prestazioni sanitarie. Ma la riforma, è scritto a chiare lettere nel Patto per la salute sottoscritto da Governo e regioni due anni fa, dovrà essere «a invarianza di gettito». Quindi se saranno in più a pagare però i ticket saranno meno cari, in modo da evitare sia la fuga verso il privato che la rinuncia alle cure. Ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e le Regioni hanno deciso di aprire un tavolo tecnico che, insieme a Economia e Agenas (l’Agenzia per i servizi sanitari regionali), dovrà definire la riforma prima dell’estate, in tempo utile per la prossima manovra. «Non sussistono ipotesi precostituite ma è comune obiettivo rivedere il sistema di compartecipazione secondo principi di equità, solidarietà e universalismo», recita la nota congiunta diffusa al termine dell’incontro. Ma l’obiettivo finale lo sintetizza il coordinatore degli assessori regionali alla salute, il piemontese Antonio Saitta: «Estendere la platea di chi paga per far pagare tutti meno, con regole uniche in tutta Italia che superino l’attuale giungla regionale dei ticket». Un’idea di lavoro c’è già. È quella ridurre il numero degli esenti, basandosi non più sull’Irpef, notoriamente ad alto tasso di evasione, ma su un indicatore di ricchezza meno approssimativo come l’Isee.

Leggi: La Stampa, 06/04/2017


giovedì 6 aprile 2017
Serve un piano per la «green economy urbana». Il Manifesto presentato a Roma

Fondazione per lo sviluppo sostenibile: «Serve un coordinamento di politiche» – Il consenso del Ministro dell’Ambiente Galletti
Lanciare un programma per la green economy delle città, che integri quello che il Governo sta già facendo in maniera parcellizzata su dissesto idrogeologico, periferie, antisismica. E’ stato presentato ieri a Roma, nel corso di un incontro organizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, il Manifesto della green economy per la città futura, realizzato nel corso di mesi di lavoro da oltre 60 esperti del settore e già sottoscritto da architetti di fama internazionale,
sindaci, rappresentanti del mondo delle imprese e della ricerca. Le politiche per lo sviluppo
delle città, dopo anni di stasi, vanno rafforzate e coordinate, come ha chiesto anche il ministro
dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.
Il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi nel corso del suo
intervento ha passato in rassegna i casi più avanzati che, a livello internazionale, hanno integrato
nelle città lo sviluppo e le politiche ambientali. Come quello delle green belt di Londra e
Francoforte, le fasce verdi che proteggono le aree urbane.

Leggi: Edilizia e territorio, Il Sole 24 Ore, 06/04/2017


giovedì 6 aprile 2017
 Il regolamento condominiale non può vietare all’anziano del superattico l’installazione dell’ascensore

Principio di solidarietà condominiale e diritti fondamentali delle persone affette da handicap fisici
La sopraelevazione del precedente impianto di ascensore ed il conseguente ampliamento della scala padronale da parte del proprietario del superattico sono legittimi se finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Le suddette opere non possono essere escluse unicamente in forza di una disposizione del regolamento condominiale che subordini all’autorizzazione del condominio l’esecuzione di qualsivoglia opera che interessi le strutture portanti o l’aspetto architettonico dello stabile. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 7938 del 28 marzo 2017, che ha riconfermato la valenza sociale della normativa in materia di barriere architettoniche.
=> Eliminazione barriere architettoniche: legittima l’installazione dell’ascensore anche se non rispetta tutte le prescrizioni.
=> Barriere architettoniche in condominio e uso delle parti comuni
Il fatto. Il Tribunale di Roma, con sentenza del 2003, autorizzava gli eredi di un’anziana signora all’esecuzione delle opere aventi ad oggetto la modifica dell’impianto di ascensore e la prosecuzione della scala condominiale sino al piano superattico; contestualmente, li condannava al risarcimento del danno provocato al condominio dall’esecuzione dei predetti lavori, che avevano inciso negativamente sul decoro architettonico dell’edificio ed avevano determinato un pregiudizio derivante dal maggior utilizzo e sfruttamento del nuovo impianto da parte degli ultimi appartamenti da esso serviti.

Leggi: Condominio Web, 06/04/2017


mercoledì 5 aprile 2017
 Terremoto: cinque mesi dopo tra gli sfollati dell’Umbria

Il lago Trasimeno e l’isola Polvese trasmettono un senso di pace e tranquillità. Chissà se un po’ di quella stessa tranquillità sono riusciti a infonderla anche in coloro che dopo il sisma sono stati costretti a fuggire da Norcia e Cascia e a cercare accoglienza in alcuni alberghi della zona. Qui, nel periodo di massima emergenza, sono state ospitate circa mille persone. Ora molti sono andati via: chi è rientrato nella propria casa, chi ha trovato una sistemazione altrove, chi invece ha avuta assegnata una di quelle che qui chiamano le “casette”, in burocratese “moduli abitativi prefabbricati”, che la protezione civile sta allestendo nei luoghi del terremoto.
Gli ombrelli dello Spi. «Qui noi non abbiamo dovuto gestire l’emergenza – ammette Ivo Banella, a capo della lega Spi Cgil Trasimeno, che mi accompagna in questa ricognizione –. Ma non ci siamo tirati indietro. Dal momento che c’erano molte famiglie con bambini, abbiamo organizzato una raccolta di giocattoli che poi abbiamo distribuito ai piccoli. In questo modo molti ci hanno conosciuto e poi si sono rivolti a noi per sbrigare pratiche o anche soltanto per avere informazioni». «E non solo – aggiungono Laura e Fernando, anch’essi della lega Spi Trasimeno –. Di vestiti e scarpe, di ogni taglia e misura, ce n’erano anche troppi, però non c’erano ombrelli. Molte persone si chiedevano: “Come facciamo a fare una passeggiata se piove?”. Un’esigenza banale, certo, ma che in quella situazione sembrava insormontabile. Abbiamo così deciso di distribuire degli ombrelli risolvendo la questione». Piccoli gesti ai quali, in condizioni di normalità, non facciamo caso, ma quando anche la gestione della quotidianità genera angoscia e incertezza trasmettono un senso di solidarietà e partecipazione.

Leggi: Liberetà, 05/04/2017


mercoledì 5 aprile 2017
 Pensionati nelle Marche: poveri e anziani. Cgil, 7 su 10 con meno di 750 euro al mese

Nelle Marche 387 mila prestazioni pensionistiche, pari al 69% del totale sono inferiori a 750 euro al mese (valori peggiori rispetto alla media nazionale): dunque, 7 pensionati su 10 percepiscono una pensione che non consente loro di superare la soglia della povertà. E’ quanto riferisce la Cgil regionale sottolineando che si tratta di una condizione pensionistica nella quale si rilevano notevoli le differenze di genere: mentre gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 49% del totale (45% a livello nazionale), per le donne tale percentuale sale all’83% (77% in Italia).
Complessivamente, sono 559 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’Inps nelle Marche, di cui 298 mila pensioni di vecchiaia (pari al 53,3% del totale), 42 mila pensioni di invalidità (7,6%), 120 mila pensioni ai superstiti (21,5%), 16 mila pensioni/assegni sociali (2,8%) e 83 mila prestazioni a invalidi civili (14,8%). E’ quanto emerge dai dati dell’INPS (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici) elaborati dall’IRES CGIL Marche.

Leggi: Inca, 05/04/2017


mercoledì 5 aprile 2017
 Figli badanti, storie di «eroi per casa»

Un milione ad assistere i genitori
Il loro numero è destinato a crescere perché viviamo più a lungo e invecchiamo peggio. Spesso devono occuparsi anche dei loro figli. Il geriatra: «Spesso diventano i nostri secondi pazienti». Sono a rischio depressione ma non sempre accettano un aiuto.
Esplora il significato del termine: Eroi per casa. Figli che prendono un pezzo della loro vita e lo regalano ai genitori ormai anziani. Come si faceva una volta, quando i vecchietti in casa erano la regola e nessuno la metteva in discussione. Come si fa ancora adesso, in silenzio e incastrando tutti gli impegni di una vita che nel frattempo è diventata più complicata. Sono storie di amore e dedizione quelle dei parenti badanti. Storie di sacrifici e rinunce, a volte di eroismo, spesso di sofferenza. In silenzio anche questa, ma sarebbe meglio di no.
Le stime dicono che sono almeno un milione gli italiani che dedicano un pezzo importante delle loro giornate (e nottate) ad assistere parenti non più autosufficienti. Un numero simile a quello delle badanti di professione, tra regolari e in nero. Seduti in salotto o vicino al letto, passano ore e ore con i genitori che la malattia o anche solo l’età ha fatto tornare bambini. Cucinano, li aiutano a lavarsi, a vestirsi, controllano le medicine, li accompagnano dal dottore. Proprio come un tempo quella mamma e quel papà facevano con loro. Uno scambio di ruoli, quasi un cerchio che si chiude.Eroi per casa. Figli che prendono un pezzo della loro vita e lo regalano ai genitori ormai anziani. Come si faceva una volta, quando i vecchietti in casa erano la regola e nessuno la metteva in discussione. Come si fa ancora adesso, in silenzio e incastrando tutti gli impegni di una vita che nel frattempo è diventata più complicata. Sono storie di amore e dedizione quelle dei parenti badanti. Storie di sacrifici e rinunce, a volte di eroismo, spesso di sofferenza. In silenzio anche questa, ma sarebbe meglio di no.

Leggi: Corriere della Sera, 05/04/2017


lunedì 3 aprile 2017
Parcheggi in condominio. Il disabile non può richiedere l’assegnazione del «godimento esclusivo» del posto auto

Soggetto affetto da gravi handicap ed assegnazione del posto auto in condominio
l condomino, anche se affetto da gravi handicap, non può chiedere al condominio l’assegnazione esclusiva del godimento del posto auto e, se l’ente ha già provveduto a riservare i posti auto destinati ai disabili residenti e non, ed ad eseguire le opere necessarie per l’abbattimento delle barriere architettoniche, non può più pretendere nient’altro. Questo è quanto stabilito dal Tribunale di Avellino, con sentenza n. 2456 del 22.11.2016
=> Il cortile condominiale può essere utilizzato come area di parcheggio?
=> Ripartizione spese per il parcheggio condominiale e validità della delibera
La tutela del diritto di accesso agli edifici privati ai soggetti portatori di handicap. La legge n. 13/1989 prevede l’obbligo di abbattimento delle barriere architettoniche e attua un principio di solidarietà sociale che persegue finalità di carattere pubblicistico in quanto impone l’eliminazione di impedimenti che precludono il pieno esercizio della libertà individuale di tali soggetti.

Leggi: Condominio Web, 03/04/2017

 
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