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Newsletter settimanale dell’associazione Abitare e Anziani

10 novembre 2016

Notizie

martedì 8 novembre 2016
Abitiamola – newsletter sulle Politiche abitative 10/2016

Periodico di informazione ed approfondimento curato dall’Ufficio politiche abitative, Area della Contrattazione sociale, CGIL nazionale.
In questo numero:
Si ipotizza l’inizio di un nuovo ciclo nel mercato delle costruzioni, quello della riqualificazione urbana che si rivolge al patrimonio esistente. E’ fondamentale, tuttavia, che gli interventi di riqualificazione passino dalla scala di edificio a quella più ampia di quartiere e si inseriscano in un vero “progetto urbano” che dia nuovo senso e significato alle città. All’interno di questo devono trovare spazio possibili risposte alla domanda abitativa, che le modificazioni demografiche, economiche e sociali e hanno fortemente mutato, riducendo la fascia di popolazione in grado di soddisfare la propria domanda di abitazioni accedendo al libero mercato.
L’Agenzia per la Coesione Territoriale ha organizzato un seminario dedicato al PON Metro nell’ambito dell’Assemblea annuale dell’ANCI. Ruolo strategico delle città e sviluppo urbano sostenibile sono tra i pilastri del ciclo di programmazione 2014-2020. Un elemento importante, che la CGIL ha più volte sottolineato, evidenziato anche dall’Agenzia di Coesione, riguarda l’opportunità di mettere a sistema risorse dedicate alle aree metropolitane derivanti da altri programmi, per i quali sono stati stanziati fondi, al fine di coordinare interventi indirizzati alle città e permettere azioni integrate nei territori interessati.
La Legge di Bilancio non corrisponde alle urgenze e alle necessità del Paese, non serve a rimetterlo in moto, a creare lavoro giovanile e femminile, soprattutto nel Mezzogiorno, e a ridurre le disuguaglianze aumentate fortemente in questi ultimi anni. Il tema della casa è affrontata esclusivamente con la previsione di detrazioni per lavori di ristrutturazione e riqualificazione. Sono assenti misure volte ad incentivare l’incremento di alloggi per le famiglie che non riescono più a trovare compatibilità con i propri redditi nel libero mercato, così come sono assenti misure per le famiglie in affitto che necessita di un sostegno al reddito.
Studi e ricerche:
Cresme, XXIV Rapporto Congiunturale sulle dinamiche di mercato delle costruzioni.
Cresme, ricerca sulla domanda di abitazioni.
Eurostat: permanenza dei giovani in famiglia.
Sidief, Censis, Nomisma, indagine sul tema abitativo nelle giovani generazioni.
Legambiente – CNACCP, Innovazione in edilizia.
Notizie dalle categorie e dalle associazioni:
FLAI CGIL: approvazione della legge n.2217, di contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e questione abitativa per lavoratori stranieri impiegati in agricoltura.
SUNIA: Rinnovo della Convenzione Nazionale che regola il mercato dei contratti concordati.
Notizie dai territori: Emilia Romagna, progetto di edilizia sociale di recupero nel modenese; Lazio, fondi per morosità incolpevole; Marche, approvata convenzione tra Enea e Regione Marche per promuovere efficienza energetica, servizi energetici sostenibili e sviluppo delle fonti di energia rinnovabili; Piemonte, fondi per manutenzione immobili ERP; Sicilia, iniziativa a Catania CGIL SUNIA.

Leggi: Cgil, 08/11/2016


martedì 8 novembre 2016
Servizi di buon vicinato: arriva Toctocdoor, social network di quartiere

Accade a Torino, dove una piccola startup ha lanciato un’applicazione che servirà a scambiarsi servizi e consigli con gli altri utenti registrati nella stessa zona: per localizzarli e accedere agli annunci basterà registrarsi, visualizzandoli poi su una mappa
TORINO – Quasi ogni genitore ci è passato, almeno una volta nella vita: sono le 8 del mattino e ci sono due figli da accompagnare in due diverse scuole, ma di accendersi l’automobile non vuol proprio saperne. La lista delle possibili opzioni, tutte più o meno inefficaci, comprende ad oggi: compulsare l’agenda telefonica per trovare un “collega” che faccia all’incirca lo stesso tragitto; prendere un taxi spendendo spesso l’equivalente della riparazione della vettura, o magari farsi assalire da una crisi di panico da riversare presto su figli, consorte e chiunque capiti a tiro, mentre i ragazzi si avviano con gran gusto a perdere almeno una mezza mattinata di lezione.  A offrire una soluzione più incisiva, però, potrebbe essere molto presto il mondo dei social network: a Torino un team di creativi e sviluppatori ne sta sperimentando uno pensato per mettere in comunicazione i residenti di uno stesso quartiere, in modo che possano scambiarsi beni, servizi, favori e consigli di buon vicinato. Si chiama Toctocdoor e al momento è attivo in una porzione del Capoluogo che comprende la centralissima via Giolitti e tutte le strade limitrofe, da via Po a via Vittorio Emanuele, passando per il lungofiume. A idearlo è stata una squadra proveniente dalla città di Foggia, e composta dai fratelli Lorenzo e Antonio Trigiani – esperto in pubbliche relazioni il primo e sviluppatore il secondo –  e da Viviana Tiso, a sua volta esperta in social media e comunicazione. Un altro aiuto arriverà presto dal centro servizi per il volontariato di Torino, che nel weekend presenterà l’iniziativa alla cittadinanza nel corso di una conferenza pubblica.

Leggi: Redattore Sociale, 08/11/2016


lunedì 7 novembre 2016
Barriere in casa, la Toscana stanzia 2 milioni per l’abbattimento

Le famiglie con disabili potranno beneficiare di contributi significativi per eliminare le barriere nelle proprie abitazioni. L’assessore Saccardi: “Potersi muovere senza ostacoli e barriere è condizione di base per la qualità della vita”
FIRENZE – Abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni, la Regione Toscana, su iniziativa dell’assessore alle politiche sociali Stefania Saccardi, ha stanziato oltre 2 milioni di euro. L’importo è relativo all’anno 2015, in base alle domande presentate dalle famiglie con disabili ai comuni di residenza entro la fine del 2015 e alle relative graduatorie approvate entro il 31 marzo di quest’anno dalle competenti commissioni tecniche istituite dai Comuni, di cui fa parte anche personale medico.
I cittadini che si trovano in condizione di disabilità con menomazioni o limitazioni di carattere fisico, sensoriale o cognitivo e che devono provvedere alla eliminazione di barriere architettoniche negli edifici in cui sono residenti possono infatti presentare domanda per accedere al contributo regionale entro la fine dell’anno. La cifra assegnata è ripartita tra società della salute, unioni di Comuni, Comuni associati e singoli comuni, in base alle domande loro presentate e da questi inoltrate alla Regione con una relativa graduatoria.

Leggi: Redattore Sociale, 07/11/2016


martedì 7 novembre 2016
 Atm, più sconti ai «senior»

Nuovi sconti per gli anziani che viaggiano sui mezzi pubblici. La tariffa agevolata per gli abbonamenti Atm non avrà più limiti d’orario nel week end, mentre da lunedì a venerdì rimane lo stop nella fascia di punta, cioè fino alle 9.30. Intanto proseguono le trattative con le categorie sulle modifiche dell’Area C. Sulla delibera, che andrà in giunta per l’approvazione venerdì, è arrivato il «parere positivo» dal Municipio i, che però avanza una serie di osservazioni chiedendo per esempio un anno di proroga per l’esenzione dal pagamento del ticket per i veicoli a metano e Gpl (il pedaggio dovrebbe scattare da febbraio 2017). «Per quanto riguarda i mezzi alimentati a metano e Gpl e relativi ibridi — si legge nella delibera della Zona — le politiche d’incentivo all’acquisto sostenute negli ultimi anni e confermate con adesione del Comune di Milano, anche nel 2016 (con conseguente valutazione dei costi di ammortamento per l’acquisto dei mezzi stessi) nonché la stabilizzazione del numero di veicoli di tale tipologia, fanno ritenere prorogabile fino a febbraio 2018 l’assoggettamento all’attuale regime di esenzione dal pagamento previsto per Area C».

Leggi: Corriere della Sera, 07/11/2016


sabato 5 novembre 2016
Ecobonus (e sismabonus) per condomìni, ci siamo quasi

Il testo del disegno di Legge di Bilancio 2017 presentato alla Camera dei Deputati consente di confermare quasi tutte le nostre anticipazioni e si presta a diverse riflessioni che potrebbero indurre qualche emendamento migliorativo.
Un nuovo incentivo per la riqualificazione dell’involucro degli edifici condominiali
Tutte le disposizioni attualmente vigenti relative all’ecobonus (art. 14 del DL 63/2013) sono prorogate fino al 31 dicembre 2017, compresa quella che consente ai soli “incapienti assoluti” di optare per la cessione del credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi. Sono invece prorogate fino al 31 dicembre 2021 le detrazioni già in vigore, nella misura del 65%, per le spese per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali (su involucro o impianto) o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Fino alla stessa data sarà in vigore la nuova disciplina sugli interventi di riqualificazione energetica dell’involucro dei condomini, introdotta dal nuovo comma 2-quater. Questa è la vera novità. Sono introdotte due nuove percentuali di detrazione (70 e 75%) per le attività che consentono di raggiungere livelli progressivi di estensione e profondità dei lavori (per un’illustrazione delle novità sotto il profilo tecnico si veda il nostro articolo precedente).

Leggi: Quotidiano Condominio, Il Sole 24 Ore, 05/11/2016


venerdì 4 novembre 2016
«Subito il giro di vite anti truffe». Anziani, il Parlamento vuole la legge

I partiti al lavoro sulla proposta Pd dopo la campagna del QN. LA PROPOSTA di legge di Davide Ermini (Pd) per contrastare le truffe contro gli anziani trova il massimo plauso nelle Aule del Parlamento. Sulla carta, infatti, non c’è alcuna forza politica che si opponga alla valutazione di un testo che, sostiene l’ex PD e scrittrice Michela Marzano, oggi nel gruppo Misto, «va a punire un tipo di azione odiosa, com’è quella di colpire una persona più debole, talvolta per motivi culturali, altre volte perché incapace di fare fronte a un’aggressione; mi riservo, tuttavia, di valutare con attenzione il testo». Più o meno quello che si prefiggono di fare un po’ tutti, soprattutto in Commissione Giustizia della Camera, dove il testo è approdato ieri mattina e che il Pd cercherà di portare avanti rapidamente in ogni modo, come ha assicurato anche ieri il capogruppo PD Ettore Rosato che spingerà in ogni modo il testo, visto che si tratta di un’emergenza sociale che ha bisogno di una risposta rapida. ANCHE i verdiniani, con Luca D’Alessandro, si pongono positivamente verso questa proposta, «una lettura attenta del testo, che si come pensa di fare Forza Italia. Ma con una proposta autonoma. Spiega, infatti, il vice presidente della Camera azzurro Simone Baldelli, da sempre attento ai temi del sociale: «Di massima, non siamo mai d’accordo quando si introducono aggravanti a reati già esistenti, come questo che riguarda la fattispecie di quelli contro il patrimonio, perché nel tempo si sono rivelate poco efficaci.

Leggi: Quotidiano Nazionale, 04/11/2016


venerdì 4 novembre 2016
Manovra, niente soldi in più alle periferie: gli 1,6 miliardi promessi ai sindaci non ci sono

L’annuncio di Renzi all’assemblea Anci e a Palazzo Chigi (risorse per 2,1 miliardi, tutti i progetti finanziati) non trova riscontro nel Ddl presentato alla Camera
È stata una fugace illusione quella che i fondi statali per il bando periferie 2 salissero dai 500 milioni iniziali a 2,1 miliardi di euro totali. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi l’11 ottobre scorso all’assemblea dell’Anci («Tutti i progetti presentati in risposta al bando saranno finanziati») e lo ha confermato pochi giorni dopo, il 14 ottobre, nella conferenza stampa dopo l’approvazione del Ddl di bilancio in Consiglio dei ministri. Ma nel testo del disegno di legge, depositato alla Camera solo il 31 ottobre, questi fondi non ci sono. Neanche un euro. Stiamo parlando del bando pubblicato il 1° giugno scorso in base alla legge di Stabilità 2016, con a disposizione 500 milioni di euro per interventi di riqualificazione di periferie degradate di città capoluogo di provincia. Sono stati 120 i soggetti (110 Comuni capoluogo di provincia e 10 su 13 città metropolitane) che hanno presentato una proposta al governo, il 30 agosto scorso, in risposta al bando. Il bando del 1° giugno scorso riservava i 500 milioni ai soli comuni capoluogo di provincia e alle città metropolitane, con proposte da presentare entro il 30 agosto, con livello di progettazione per le opere pubbliche almeno al “progetto di fattibilità”. Si sono fatti avanti in 120, tutte le città capoluogo e 10 su 13 delle città metropolitane. I Comuni potevano chiedere fino a 18 milioni per il proprio territorio, e fino a a 40 milioni per ogni città metropolitana. Ogni proposta – era ammesso dal bando – contiene più progetti, più interventi, dunque in totale saranno diverse centinaia

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 04/11/2016


venerdì 4 novembre 2016
Manovra – Con il «fondo Renzi» la prima linea di credito per gli interventi Casa Italia nel 2017

Lunedì 7 novembre la prima riunione operativa coordinata da Giovanni Azzone con 13 tecnici e Claudio De Vincenti
La legge di Bilancio contiene l’apertura di una linea di credito a Casa Italia. Dal primo gennaio, il grande progetto “transgenerazionale” di messa in sicurezza del territorio e degli immobili in situazioni più a rischio potrà pescare, per le prime misure operative, da un maxi-fondo da 44 miliardi in 16 anni. Si tratta del fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio e destinato al sostegno pubblico in sette grandi settori di spesa. Intanto lunedì prossimo, per Casa Italia ci sarà anche il calcio d’inizio, con la prima riunione tecnica con i 13 esperti finora nominati (su 17 previsti nello schema organizzativo). La riunione si svolgerà a Palazzo Chigi, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e sarà guidata dal coordinatore di Casa Italia Giovanni Azzone. L’incontro servirà a impostare la montagna di lavoro che attende il pool di tecnici da qui ai prossimi mesi. Stamattina Azzone, in qualità di rettore del Politecnico di Milano, ospiterà il premier, Matteo Renzi, nell’incontro con i dottorandi del Polimi che si stanno formando proprio nelle competenze che serviranno a Casa Italia: architetti, ingegneri sismici, matematici, ingegneri gestionali.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 04/11/2016


venerdì 4 novembre 2016
Consumo di suolo, Inu: ‘rendere meno convenienti le nuove costruzioni’

Gli urbanisti chiedono di anticipare l’obbligo di destinare gli oneri di urbanizzazione solo a opere di interesse collettivo
Rinforzare il disegno di legge sul consumo di suolo attraverso una fiscalità che renda meno conveniente l’urbanizzazione di aree agricole e più agevole il recupero di aree urbane dismesse.
Questi alcuni suggerimenti esposti dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), in audizione al Senato presso le commissioni Agricoltura e Ambiente, al fine di rendere più efficace il Ddl sul consumo di suolo.
Consumo di suolo: la fiscalità favorisca il riuso
Per conto dell’Inu ha parlato Andrea Arcidiacono, docente del dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, che ha segnalato l’aspetto più importante per il successo del ddl: la fiscalità volta alla rigenerazione e al riuso della città esistente.
Secondo Arcidiacono, infatti, è “impossibile immaginare di fare una politica efficace se non si investe sulla rigenerazione e sul riuso”. Nella legge però si parla genericamente d’incentivi, invece bisognerebbe introdurre “obblighi di riuso”, come avviene in altri paesi in cui non vengono concessi altri spazi se non si recupera almeno l’80% del patrimonio urbano dismesso.
Per l’Inu manca quindi una norma specifica che renda meno conveniente l’urbanizzazione dei suoli liberi e più appetibile la riconversione di quelli dismessi

Leggi: Edilportale, 04/11/2016


Giovedì 3 novembre 2016
Stretta sulle truffe agli anziani: fino a 5 anni di carcere

Le truffe compiute ai danni delle persone con più di 65 anni? Si andrà in carcere senza se e senza ma. Di qualsiasi cifra si parli. Ci sarà «l’arresto obbligatorio in flagranza di reato» con «una sospensione della condizionale solo dietro il risarcimento o la restituzione dei soldi». E anche se il giudice alla fine del processo pensa di applicare una pena fino a tre anni per un reato simile sarà comunque prevista la custodia cautelare. Sono questi i punti chiave di una proposta di legge che verrà presentata alla Camera dal responsabile Giustizia del Pd, il renziano di ferro David Ermini, e che è stata sottoscritta da circa una cinquantina di deputati. Gli esponenti PD ieri giravano per il Transatlantico a Montecitorio con il testo per sottoporlo all’attenzione anche dei parlamentari degli altri partiti, affinché ci sia un accordo bipartisan sull’iter accelerato del provvedimento. «Sono in tanti che si sono congratulati con noi», riferisce uno dei promotori. IL GIRO DI VITE Si tratta di una vera e propria stretta. Le truffe telefoniche, quelle sulle bollette del gas, quelle dei falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom, fìnte donazioni, il falso incidente: insomma ogni tipo di raggiro che in tutte le città i malviventi e i furbetti cercano di perpetuare verrà punito severamente. Finora alcuni pm, di fronte ad esempi simili, allargavano le braccia, rimandavano all’impossibilità di andare fino in fondo per una carenza legislativa. Attualmente per il reato di truffa è prevista una pena di 3 anni, con alcune aggravanti generiche quando la vittima è una persona di terza età. Tuttavia i truffatori diffìcilmente vedono la galera. Al di là di episodi gravi riescono quasi sempre a cavarsela.

Leggi: Il Messaggero, 03/11/2016


mercoledì 2 novembre 2016
Città metropolitane, PON Metro e programmi operativi nella politica di sviluppo urbano.

L’Agenzia per la Coesione Territoriale ha organizzato alcuni momenti di approfondimento dedicati al PON Città Metropolitane, fornendo informazioni sullo stato del programma e presentando progetti in fase di attivazione o realizzazione.
Ricordiamo che ruolo strategico delle città e sviluppo urbano sostenibile sono tra i pilastri del ciclo di programmazione 2014-2020.
A livello nazionale, il divario fra impulso sullo sviluppo urbano dato per il ciclo 2014-2020 e difficoltà incontrate dalle Regioni nel ciclo precedente, ha portato all’adozione di un Programma Operativo Nazionale dedicato alle Città metropolitane, con dotazione di circa 893 milioni di euro, che prevede la delega di funzioni gestionali alle Città individuate quali Organismi Intermedi. Tutte le città interessate, come comunicato dall’Agenzia di Coesione Territoriale, hanno completato il processo per l’atto di delega.
I progetti presentati sono stati relativi all’ammodernamento delle PA tramite sistemi informatici per dematerializzazione delle pratiche, soprattutto edilizie, raccolta di cartografia storica, sistemi di riscossione, azioni finalizzate ad una migliore interfaccia tra PA e cittadini. Sostanzialmente, quindi, interventi previsti dall’Asse tematico 1: Agenda digitale metropolitana, che realizza azioni integrate di open data e digitalizzazione delle procedure amministrative (OT 2 – Agenda Digitale, Fondo: FESR).

Leggi: Cgil, 02/11/2016


mercoleedì 2 novembre 2016
Casa e legge di bilancio 2017: per il Governo gli inquilini in difficoltà con l’affitto possono continuare ad essere sfrattati.

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario generale del SUNIA
E’ questa l’amara conclusione che deriva dalla lettura del Disegno di Legge di Bilancio per il 2017 depositata alla Camera dei Deputati.
2 milioni e mezzo di famiglie che vivono in affitto in case private e che per il 70% hanno una incidenza del canone sul reddito molto pesante per il Governo non hanno alcuna necessità di interventi. Le oltre 190.000 famiglie sfrattate per morosità negli ultimi tre anni con un trend in crescita, le 600.000 domande di case popolari senza risposta, la domanda dei giovani e di chi cerca una casa ma non ha la possibilità di acquistarla, evidentemente non costituiscono una emergenza se non nei momenti in cui esplode un problema ed allora c’è la necessità di provvedere con uno spot o con una slide.
Non è questo il modo di governare un settore così complesso come la casa. Ma veramente pensiamo di affrontare uno dei problemi più importanti per la coesione e l’inclusione sociale con provvedimenti una tantum senza un progetto di medio-lungo periodo che risponda a tutti i segmenti di domanda e a tutte le domande e problematicità connesse alle trasformazioni urbane?
Ma davvero il Governo pensa che con quattro spiccioli destinati alla morosità incolpevole abbia risolto le criticità del settore? Non si è ancora accorto che quei quattro spiccioli per via dei criteri e della farraginosità dei meccanismi di erogazione non vengono neanche spesi? Oppure pensa che non avendoli spesi non servano altri soldi scaricando le colpe su Regioni e Comuni ?

Leggi: Sunia, 02/11/2016


martedì 1 novembre 2016
Anziani e disabili da ieri senza assistenza  

Il XII Municipio si è scordato di chiedere la copertura economica. Servizi sociali come l’assistenza agli anziani e ai disabili, ai portatori di handicap ancora minorenni, da ieri sono sospesi nel XII municipio, da Monteverde fino all’Ostiense. Più di 500 persone, tra adulti e ragazzi, restano dunque privati dei servizi cosiddetti “essenziali”, quelli cioè che un municipio – ma soprattutto il Comune di Roma -, è chiamato a garantire per legge. Il motivo? In XII si dimenticano di porre all’attenzione del Campidoglio la situazione. Campidoglio che, proprio sul fronte della copertura finanziaria ai servizi sociali essenziali, è dovuto tornare con l’assestamento di bilancio per evitare di lasciare i territori scoperti. «Non era mai successo in trent’anni», tuonano le opposizioni del municipio compatte, dal centrodestra al centrosinistra, nell’accusare la presidente M5S, Silvia Crescimanno, di non avere prestato la dovuta attenzione a un capitolo tutt’altro che secondario.
Leggi: Il Messaggero, 01/11/2016


lunedì 31 ottobre 2016
Manovra, Bonus edilizi. Un anno in più per gli edifici singoli, 5 anni e super-aliquote per i condomini

Le nuove regole nel Ddl di bilancio. Confermato anche il bonus alberghi e il bonus mobili legato alle ristrutturazioni (ma non alla prima casa)
Condomini e alberghi: ci sono gli interi edifici e non più le abitazioni singole al centro del sistema di incentivi per la riqualificazione (in particolare energetica) del patrimonio edilizio. In tema di incentivi all’edilizia, è questa la novità più importante che arriva dalla nuova legge di Bilancio, in procinto di iniziare il cammino parlamentare a ltre due settimane dall’approvazione formale in Consiglio dei Ministri. Il primo passaggio contenuto nel provvedimento è dedicato alla conferma dei vecchi bonus. Su questo fronte il Governo garantisce un altro anno di operatività (fino a tutto il 2017) per lo sconto del 65% per l’efficienza energetica e del 50% per gli interventi di semplice ristrutturazione. Confermato anche il bonus mobili, che, in caso di ristrutturazioni, permette di acquistare arredi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica fino a una spesa massima di 10mila euro. In tutti questi casi lo sconto Irpef continuerà ad essere rimborsato in dieci anni. Per ecobonus e ristrutturazioni valgono anche i tetti di spesa giù previsti (fino a un massimo di centomila euro a seconda dell’intervento per i bonus 65%, 96mila euro a unità immobiliare per le ristrutturazioni).

Leggi:  Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 31/10/2016


lunedì 31 ottobre 2016
Manovra. Ecobonus, spesa ammortizzabile in pochi anni con le super-aliquote nei condomini

Le simulazioni di Cremonesi Consulenze per «Il Sole 24 Ore del Lunedì» – Risparmio maggiore nelle palazzine più vecchie
Condominio a Roma, 15 appartamenti e riscaldamento con caldaia a gasolio. In una situazione come questa, un intervento di riqualificazione energetica che implica la termoregolazione del calore e la sostituzione della centrale termica può ripagarsi in poco più di due anni, grazie anche alle detrazioni fiscali, che la legge di bilancio si propone di prorogare fino al 31 dicembre 2021 (con percentuali maggiorate fino al 75% per alcuni interventi). Dopodiché – una volta ammortizzato il costo iniziale, stimato nel nostro esempio in 2.900 euro per alloggio – ogni proprietario comincia ad avere un risultato netto positivo, nell’ordine dei 1.250 euro all’anno (di cui 1.063 euro per la minor spesa di riscaldamento e 189 per la rata del bonus). Ma se i lavori non sono ben congegnati, i tempi si allungano molto. Le simulazioni elaborate da Cremonesi Consulenze per Il Sole 24 Ore permettono di misurare la convenienza delle diverse soluzioni su due edifici-tipo (si veda il grafico su «Il Sole 24 Ore» del Lunedì del 31 ottobre).

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore 31/10/2016


lunedì 31 ottobre 2016
Manovra. Sisma bonus/1. Sconti graduati dal 50 all’85% per spingere i lavori

Detrazioni in cinque anni, aliquote più alte se si abbassa la classe di rischio. Entrano anche zone 3 e seconde case. Spinta ai condomini
Dal 1° gennaio 2017 la detrazione del 65% per gli interventi anti simici non esisterà più. Al suo posto ci sarà un bonus del 50% che potrà però salire fino all’80% (85% per i condomini) se i lavori riducono la classe di rischio dell’edificio. Per rendere lo sconto più appetibile, la ripartizione sarà inoltre su cinque anni (anziché su 10). Il Ddl di bilancio per il 2017 riscrive in più punti le regole dello sconto per la messa in sicurezza antisismica, un’agevolazione ancora poco utilizzata ma che l’elevato livello di rischio del nostro territorio e le scosse dei giorni scorsi riportano – se mai ce ne fosse bisogno – ancora più in primo piano. Per il 2017 si allarga il perimetro. Mentre oggi il 65% riguarda le zone con il livello di rischio più alto (1 e 2 dell’ordinanza della presidenza del Consiglio 3274/2003), il nuovo bonus interesserà anche la zona 3. Si tratta di 2.883 Comuni, per la gran parte situati in Lombardia, Piemonte e Veneto. In zona 3 c’è, ad esempio, Milano e (in parte) Roma. Oltre alle costruzioni adibite ad attività produttive, potranno inoltre accedervi tutte le abitazioni (anche le seconde case), e non solo quelle principali come accade ora con il 65 per cento. Vediamo quindi cosa cambierà in base al progetto ora atteso all’ok del Parlamento.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 31/10/2016


lunedì 31 ottobre 2016
Manovra. Sisma bonus/2. «Entro fine anno la classificazione» per sbloccare subito i super-bonus

Serve un Dm entro il 28 febbraio, ma il Ministro Delrio sprona il Consiglio superiore a fare prima, per rendere operativi i nuovi bonus dal 1° gennaio
Chiudere la partita delle linee guida per la classificazione sismica entro la fine dell’anno. Per mettere in moto, già dai primi giorni del 2017, il meccanismo del nuovo sisma bonus, disegnato dalla legge di Bilancio. Anche se la manovra fissa il limite al prossimo 28 febbraio, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio sta premendo sta premendo l’acceleratore per completare nel giro di poche settimane il lavoro sul documento che dovrà guidare nei prossimi anni gli interventi di messa in sicurezza antisismica. Nel merito, le linee guida, messe a punto in una prima bozza da una commissione guidata dal provveditore alle Opere pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna, Pietro Baratono, individuano sei classi di rischio, dalla A alla F. Con uno schema che ricorda molto quello che oggi viene utilizzato per la certificazione energetica. Questi livelli diranno quando un edificio ha un rischio sismico più elevato, in funzione della sua capacità di non danneggiarsi troppo nel corso di un terremoto. Il principio guida del lavoro è il concetto di “expected annual loss”, il costo medio annuo da sostenere per riparare i danni e coprire le perdite causate da eventi sismici: in una struttura efficiente questo costo è trascurabile, nelle strutture più vecchie tende a salire, fino al momento in cui può essere più conveniente demolire e ricostruire.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 31/10/2016


lunedì 31 ottobre 2016
Terremoto, le soluzioni in campo per la «ricostruzione leggera»: dalle «catene» alla fibra di carbonio

Le nuove scosse non hanno abbattuto le case ricostruite dopo il sisma del 1997. Le soluzioni in campo, dai tiranti alle fibre tecnologiche
Il “modello Umbria” funziona. Non ha fatto vittime il nuovo terremoto che ha fatto tremare gli stessi territori già colpiti 19 anni prima – da Norcia a Visso, da Ussita a Camerino nelle Marche – confermando che la ricostruzione “leggera” ha fatto il suo principale dovere: far stare in piedi le case e salvare le vite. Il modello Umbria è stato seguito per l’Emilia Romagna, dopo il sisma del 2012. «Per la ricostruzione in Umbria e nelle Marche è stato deciso di indicare un parametro guida per gli interventi di ricostruzione con miglioramento, fissando il limite minimo del 60% di resistenza all’azione sismica rispetto alla massima resistenza richiesta per le nuove costruzioni». A parlare è Luciano Tortoioli, memoria storica del post-terremoto umbro-marchigiano, che ha vissuto in prima linea come direttore del settore Ambiente, territorio e infrastrutture della Regione Umbria. Tortoioli è andato in pensione nel 2012 ed è stato subito cooptato dall’allora presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani. «Indipendentemente dal contributo concesso – ricorda Tortoioli – nel 1997 abbiamo fissato per tutte le abitazioni, prime e seconde case, uno stesso livello di resistenza.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 31/10/2016


 

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