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Newsletter settimanale dell’associazione Abitare e Anziani

07 dicembre 2016

Notizie

Il nuovo sito di Abitare e Anziani è online, rinnovato nella grafica e nei contenuti
Facile da consultare, aggiornato, più dinamico, il sito www.abitareenziani.it  vuole essere uno strumento per tutti coloro che vogliono essere informati sui temi dell’abitare e sul mondo degli anziani; grazie alla nuova piattaforma sarà possibile consultare gratuitamente la rivista AeA Informa.
Inoltre, aumenta la connettività, anche grazie alla nuova pagina facebook di Abitare e Anziani:  un rinnovamento editoriale a 360 gradi per parlare ad un pubblico più ampio, raccontare meglio l’attualità, intercettare nuovi interessi e soddisfare un bisogno di informazione su queste tematiche sempre più crescente.


martedì 6 dicembre 2016
Sostegno agli anziani. Uno sportello telefonico

Sarà operativo da oggi a Piazza Brembana il nuovo sportello di ascolto telefonico, che si propone di offrire supporto e informazioni a chi in Valle Brembana abbia bisogno di aiuto, in particolare agli anziani. Alla base del servizio c’è la collaborazione tra la Comunità montana e l’Auser volontariato provinciale di Bergamo. Lo sportello risponderà ogni martedì dalle 9 alle 12 ai numeri 0345.81035 e 340.0976337 o all’indirizzo email auserpiazzabrembana@hotmail.com. L’idea della telefonia sociale è nata dal disagio che spesso l’allentamento delle reti familiari e l’isolamento abitativo creano nell’anziano o nella persona fragile e sola.

Leggi: L’Eco di Bergamo, 06/12/2016


lunedì 5 dicembre 2016
Fondo Investimenti per l’Abitare – FIA 2

Il Consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti ha dato il via libera per capitalizzare con 100 milioni di euro il “Fondo Investimenti per l’Abitare – FIA2”. Il Fondo, gestito dalla controllata CDP Investimenti Sgr, punta a riqualificare e riconvertire edifici e complessi immobi¬liari in disuso nelle città metropolitane e nei capoluoghi di provincia, senza con¬sumo di nuovo suolo.
E’ sicuramente condivisibile il principio di sostenere investimenti nel settore dell’edilizia privata sociale attraverso un program¬ma di riqualificazione di immobili in di¬suso da riconvertire a nuove funzioni, tra le quali l’edilizia abitativa in locazio¬ne, che risponde ad una domanda oggi crescente soprattutto nelle aree urbane di maggiori dimensioni. Obiettivo da perseguire attraverso programmi di rigenerazione urbana in contrasto a processi di nuova urbanizzazione.
Sembra tuttavia necessario superare i limiti del precedente programma (FIA 1), le cui risorse erano destinate a “realizzare case a costi accessibili, destinate alle famiglie non in grado di soddisfare sul mercato le proprie esi¬genze abitative, ma con redditi superiori a quelli che danno diritto alle assegna-zioni dell’edilizia residenziale pubblica”, che ha prodot¬to risultati solo in parte rispondenti alle finalità sociali dichiarate, proponendo una larga parte di alloggi alla vendita piuttosto che alla locazione per lungo periodo, stante la scarsità di risorse pubbliche stanziate e la necessità di rendere compatibili gli esiti finali dei progetti con gli investimenti.

Leggi: Cgil, 05/12/2016


lunedì 5 dicembe 2016
Emergenza casa, il patrimonio di edilizia pubblica basta solo per 1/3 delle famiglie che non riescono a pagare l’affitto

Presentati a Genova i dati relativi al disagio abitativo in Italia e in Liguria
L’attuale patrimonio di edilizia residenziale pubblica non basta a dare risposte a chi vive situazioni di disagio abitativo. Le 700mila famiglie che occupano gli alloggi ERP sono appena 1/3 di chi ne ha veramente bisogno. È questo il quadro emerso dalla ricerca che Federcasa, la Federazione che riunisce gli enti casa italiani, ha commissionato a Nomisma, in merito alle caratteristiche del disagio abitativo in Italia. La ricerca è stata presentata oggi, insieme ai dati relativi alla Regione Liguria, nel corso del convegno “Dimensioni e caratteristiche del disagio abitativo in Italia: focus sulla Liguria”, organizzato al centro congressi della Porto Antico Spa, a Genova.
Dai dati emerge che, nella Regione, quasi il 26% delle famiglie in affitto (pari a 43.800 nuclei), vivono una situazione di disagio economico, ovvero l’incidenza del canone è superiore al 30% del reddito familiare. All’interno di questo aggregato c’è l’area estrema del disagio rappresentata dalle oltre settemila le famiglie in attesa di assegnazione di un’abitazione ERP, a livello regionale (7.207). Di queste 2847 sono a Genova e Provincia, mentre 2308 a La Spezia e Provincia.

Leggi: Federcasa, 05/12/2016


lunedì 5 dicembre 2016
Emergenza terremoto, il vuoto di assistenza per i vecchi malati

Da più parti arriva la sollecitazione a non dimenticare le persone che vivono nell’area del terremoto. Anche la medicina non deve dimenticare il carico di sofferenza psichica e di dolore fisico che accompagna le giornate di chi è stato colpito dal sisma, in particolare i più deboli, come sono le persone affette da demenza. Per questo motivo, seppure in modo schematico, si devono fare alcune considerazioni, sperando che chi ha il potere di decidere trovi soluzioni adeguate. La protezione civile sta facendo un lavoro eccellente, non sempre seguito però dagli altri livelli di governo. In particolare sottolineo le dissonanze tra l’area dell’assistenza e quella sanitaria, come se le persone anziane affette da demenza fossero inquadrabili schematicamente in una o nell’altra competenza. Decenni di discussioni sull’integrazione socio-sanitaria sembra non abbiano lasciato traccia! Lo scenario è il seguente, a grandi linee: vi sono nell’area del terremoto circa 800 cittadini affetti da demenza, che oggi vivono in condizioni precarie, a causa del disagio delle sistemazioni di fortuna Nessuna critica può essere fatta a questi primi interventi, condotti con intelligente generosità, ma ora è necessario trovare soluzioni rapide, per evitare il perpetuarsi di situazioni umanamente insostenibili, e che la clinica sa essere disastrose per il benessere futuro. Infatti le persone ammalate vivono in ambienti che non riconoscono, affollati da sconosciuti, rumorosi, con letti scomodi, disagevoli dal punto di vita della privacy, in condizioni di igiene precaria; inoltre, anche chi li assiste è stressato per la perdita della casa, per le difficili situazioni di convivenza, per l’impossibilità di avere normali relazioni sociali, per l’assenza di momenti di riposo.

Leggi: Il Sole 24 Ore – Sanità, 05/12/2016


venerdì 2 dicembre 2016
Rimini – Riunito il Coordinamento dei responsabili regionali di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, per esaminare i problemi connessi agli affitti nelle zone coinvolte dal sisma

Nell’ambito del Comitato Direttivo Nazionale del S.U.N.I.A. si è riunito il Coordinamento dei responsabili regionali di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, che ha esaminato i problemi connessi agli affitti nelle zone coinvolte dal sisma dell’estate/autunno 2016, con particolare riferimento a quanto previsto dal Decreto Legge 189 all’esame del Parlamento per la definitiva conversione in legge.
La formulazione dell’art. 43, che deroga alla normativa generale sulla durata dei contratti, desta preoccupazione perché espressa in maniera confusa; sarà quindi necessario che il Commissario straordinario, i Comuni e tutte le autorità competenti, nei loro successivi provvedimenti attuativi, emanino misure che diano certezze ai proprietari e agli aspiranti inquilini di questi contratti di affitto “provvisori” e contengano la sfrenata corsa al caro-affitti, che purtroppo si è già manifestata nelle zone interessate e nei comuni limitrofi.

Leggi: Sunia, 02/12/2016


venerdì 2 dicembre 2016
Toscana:  9 milioni per l’assistenza degli anziani dimessi dall’ospedale

Progetto della Regione per realizzare, realizzando servizi integrativi di assistenza socio-sanitaria a favore di disabili gravi e anziani con temporanea limitazione dell’autonomia. Buoni servizio per 1.500 euro
Potenziare la continuità assistenziale ospedale-territorio, realizzando servizi integrativi di assistenza socio-sanitaria a favore di disabili gravi e anziani con temporanea limitazione dell’autonomia o a rischio di non autosufficienza, per un periodo di tre settimane dopo la dimissione ospedaliera, da fruire con buoni servizio. Questo l’obiettivo del bando finanziato con fondi del Por Fse 2014-2020 (asse B “Inclusione sociale e lotta alla povertà”) per un totale di 9 milioni, che è stato presentato oggi dall’assessore regionale toscano a diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi e dai funzionari regionali competenti.
Il bando, pubblicato sul Burt n.48 del 30 novembre, resta aperto fino al 30 dicembre 2016. Possono presentare domanda le Società della salute per le zone-distretto dove sono formalmente costituite e Associazioni temporanee di soggetti pubblici.

Leggi: Redattore Sociale, 02/12/2016


venerdì 2 dicembre 2016
A Milano parte la verifica statica di 27mila edifici pubblici e privati

Definite le linee guida per attuare una misura prevista dal regolamento edilizio del 2014. Comune e ordini stanno definendo la tabella di riferimento per i compensi del servizio.
Collaudo statico degli edifici, il Comune di Milano si dota di linee guida per affrontare l’obbligo di idoneità statica per gli immobili con più di 50 anni. Obbligo introdotto con il regolamento edilizio entrato in vigore nel novembre del 2014. È stato uno dei punti che due anni fa quando il nuovo Regolamento fu approvato destò più polemiche nel timore di gravare gli edifici di nuovi e pesanti costi, polemiche che dopo le emergenze terremoto degli ultimi tempi sono per fortuna scomparse. E in fin dei conti appunto il regolamento edilizio all’articolo 11, comma 6, parla molto chiaro prevedendo che «tutti i fabbricati, entro 50 anni dalla data di collaudo delle strutture o in assenza di questo documento dalla loro ultimazione, devono essere sottoposti ad una verifica». Controllo che deve essere effettuato da un tecnico abilitato.

Leggi: Edilizia e Territorio, Il Sole 24 Ore, 02/12/2016


venerdì 2 dicembre 2016
Censis, 11 milioni di italiani obbligati a dire no alle cure sanitarie

Meno ricoveri, visite dal dentista ed esami preventivi a causa dei tagli da parte del governo. Un welfare che penalizza la salute viene fotografato del cinquantesimo rapporto dei sociologi sulla situazione del Paese
Gli italiani sempre più spesso costretti a rinunciare alle cure mediche per mancanza di soldi. E’ il quadro che emerge dal cinquantesimo “Rapporto Censis” sulla situazione sociale del Paese. Gli effetti socialmente regressivi delle manovre di contenimento del governo si fanno sentire. E, nei fatti, si traducono in un crescente numero di italiani, circa 11 milioni, che nel 2016 hanno dichiarato di aver dovuto rinunciare o (perlomeno) rinviare alcune prestazioni sanitarie, specialmente odontoiatriche, specialistiche e diagnostiche.
Riduzione spesa sanitaria. “Il progressivo restringimento del welfare legato agli obiettivi di finanza pubblica appare evidente nella dinamica recente della spesa sanitaria”, rilevano i sociologi nella loro fotografia annuale. Così, se mentre dal 2009 al 2015 si registrava solo una lieve riduzione in termini reali della spesa pubblica, nello stesso arco di tempo la spesa sanitaria privata, dopo una fase di crescita significativa, si riduce a partire dal 2012, per riprendere ad aumentare negli ultimi due anni (+2,4% dal 2014 al 2015), fino a raggiungere nel 2015 i 34,8 miliardi di euro, cioè poco meno del 24% della spesa sanitaria totale.

Leggi: La Repubblica, 02/12/2016


venerdì 2 dicembre 2016
Accessibilità, pubblicate le linee guida per eliminare le barriere architettoniche

Dall’UNI la prassi di riferimento per la riprogettazione del costruito in ottica Universal design
E’ stata pubblicata la prassi di riferimento per l’eliminazione delle barriere architettoniche e la riprogettazione del costruito basandosi sull’approccio metodologico dell’ Universal design.
La prassi di riferimento UNI/PdR 24/2016 è il primo documento normativo sul tema e fornisce una serie di principi guida e indicazioni tecniche sull’accessibilità.
Barriere architettoniche: le linee guida per eliminarle
La prassi di riferimento fornisce una serie di indicazioni tecniche per la riprogettazione del costruito in ottica universal design.
Il documento illustra un approccio metodologico fondato sul concetto di accessibilità per tutti, basato sull’analisi del contesto (incluse le modalità di fruizione dell’ambiente), sulla metodica per il rilevamento delle criticità(compresi i criteri per l’individuazione delle barriere architettoniche e sensoriali) e sull’analisi delle scelte progettuali in un’ottica di definizione di budget dei possibili interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.
Sono inoltre descritte alcune possibili soluzioni tecniche applicabili alla risoluzione delle criticità che si riscontrano con maggior frequenza negli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, identificando gli strumenti legislativi, di normazione tecnica volontaria e/o di buone pratiche messe in atto.

Leggi: Edilportale, 02/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
 La risorsa anziani come bene comune

Nel nostro Paese si presta scarsa attenzione nei confronti della fascia di popolazione che va dagli anni del pensionamento a quelli della non autosufficienza. Una situazione confusa e contraddittoria cui tenta di porre rimedio la proposta di legge n. 3538
Secondo l’ultimo World Health Statistics (2015) dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’Italia occupa il quarto posto al mondo per speranza media di vita alla nascita, dopo Giappone, Andorra e Australia. Per quanto riguarda l’aspettativa di vita in salute l’Italia è addirittura al secondo posto, assieme alla Spagna (73 anni) e alle spalle di Singapore (76 anni). Oggi nel nostro Paese quasi due milioni e mezzo di persone sono vicine alla soglia degli 80 anni, il 21 per cento della popolazione ha più di 65 anni (una quota che, si calcola, nel 2080 raggiungerà il 35 per cento). Eppure, il nostro sembra non essere un Paese per vecchi, come ormai ben sappiamo, dato che in pochi – sicuramente non i politici – sembrano cogliere le molteplici implicazioni legate al fenomeno dell’invecchiamento.
Tra le carenze più macroscopiche, c’è sicuramente la scarsa (o nulla) attenzione nei confronti di politiche destinate alla crescente fascia di età che va dagli anni del pensionamento a quelli della non autosufficienza, in media circa una quindicina. Non a caso, il fenomeno delle badanti ha un’ampiezza quasi unica al mondo in rapporto alla popolazione. I dati ufficiali (Inps) parlano di circa 800 mila, ma se si tiene conto del lavoro nero, arriviamo quasi a due milioni, mentre 360 mila sono le persone che occupano posti letto all’interno delle residenze sanitarie assistite.

Leggi: Rassegna sindacale, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Non autosufficienza: perché è urgente un piano nazionale

“Nel complesso, le cifre sono ancora inadeguate a fronteggiare un fenomeno sociale che interessa milioni di persone, ma siamo nell’ambito della discussione della nuova legge di Bilancio e apprezziamo lo sforzo che governo e Parlamento compiono per destinare parte della ricchezza del Paese ai diritti delle persone”. Così Stefano Cecconi, responsabile politiche della Salute Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1 per parlare del confronto in corso fra sindacati, associazioni della disabilità, regioni e ministero del Lavoro in materia di non autosufficienza.
“Siamo passati da 400 a 500 milioni in dotazione all’apposito fondo: è un incremento di una certa entità. Noi abbiamo chiesto al ministro Poletti che questi soldi siano strutturali e che servano a finanziare i livelli essenziali delle prestazioni sociali; dunque, che non siano una tantum, altrimenti li perdiamo negli anni successivi. Assieme allo Spi e alle altre due confederazioni, ci battiamo per un nuovo piano nazionale per la non autosufficienza, che ancora non c’è, da mettere a disposizione delle regioni. Ciò che è prioritario, è salvaguardare gli interessi di tutti, e non come avviene oggi, dove esistono differenze enormi da regione a regione. Il cuore del piano dovrà mettere assieme sanità e sociale, e quindi garantire l’integrazione tra comuni e Asl, al fine di recuperare abilità e condizioni di salute delle persone. Poi c’è il grande tema che non riguarda solo le cure di assistenza, ma anche promozione sociale, tempo libero, trasporti, inclusa la domotica e tutte le nuove tecnologie che possono essere messe a disposizione per l’autonomia delle persone”, ha spiegato il dirigente sindacale.

Leggi: Rassegna sindacale, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
ISEE: Inps conferma che i contributi per abbattere le barriere non sono da ricomprendere

L’INPS ha aggiornato, come periodicamente, le FAQ sul “nuovo” Isee presenti nel suo sito riconfermando che i contributi incassati dai cittadini dai Comuni per opere di abbattimento delle barriere architettoniche (lg.13/89 e leggi regionali correlate) non sono da ricomprendere all’interno dell’ISEE, al pari di altri possibili contributi come voucher per servizi all’infanzia, assegni di cura,bonus gas e elettrico, spese di trasporto, altre forme di compartecipazione al costo di beni o servizi del disabile. Anche i contributi per acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati (ad esempio quelli legati alla legge 29/97) non sono da includere.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Verso il Piano nazionale per la non autosufficienza: le politiche per gli anziani nelle regioni italiane.

A Roma lo Spi Cgil ha presentato il Rapporto dell’Osservatorio Ires Morosini “Le politiche per gli anziani non autosufficienti nelle Regioni italiane”. Nel nostro paese manca una politica nazionale sul tema della non autosufficienza. E’ per questo che si rende necessaria, come i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil rivendicano da tempo, la definizione di una legge nazionale. Con una legge sulla non autosufficienza, infatti, le forze politiche e il Parlamento sarebbero chiamati ad affrontare uno dei temi più rilevanti della società nella quale viviamo, ovvero l’invecchiamento della popolazione.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Anziani attivi e in salute. Il ruolo dell’adattamento domestico

Parteciperà anche il CAAD di Forlì al ciclo di incontri che il Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo della Provincia di Forlì-Cesena organizza sui temi del benessere delle persone anziane. Martedì 6 dicembre alle ore 15 presso la sedse di Confesercenti (Via Grado 2, Forlì) incontro sul tema “Casa sicura e addattamento domestico. Rendere adeguato l’ambiente domestico alle esigenze delle persone anziane”.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Rapporto OASI

Sono quasi tre milioni gli anziani non autosufficienti nel nostro Paese, per l’esattezza 2,7 milioni. Lo sostiene il Rapporto Oasi 2016, l’Osservatorio sulle aziende e sul Sistema sanitario del nostro Paese, presentato dai ricercatori del Cergas Bocconi (Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale). Secondo il Rapporto Oasi l’assistenza e la cura degli anziani non autosufficienti sono la vera sfida del futuro del nostro sistema sanitario, tra ricorso all’ospedale o alle badanti. Di questi 2,7 milioni di anziani non autosufficienti solo 200mila quelli presi in carico all’interno di strutture a loro dedicate. Altri 600mila ricevono un’assistenza non proporzionale ai propri bisogni.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Piacenza: accordo tra Acer e CRIBA

L’obiettivo dell’accordo tra Acer, Comune di Piacenza e C.R.I.B.A. è rendere accessibili e fruibili gli alloggi sfitti e quelli di prossima realizzazione o ristrutturazione, anche ai cittadini con disabilità. Interventi che, apportando piccole ma sostanziali opere senza compromettere l’integrità delle strutture esistenti, permettono di contenere i costi, ottimizzando al tempo stesso il risultato finale. Il progetto riguarda in questa prima fase l’adattamento di 4 alloggi Acer ubicati in centro città, 2 nei quartieri di San Sepolcro e 2 in via XXI Aprile.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Domiciliarità ed abitare. Uno speciale di Per Lunga Vita

Il sito perlungavita.it, dedicato a vecchiaia, cronicità e disabilità ha organizzato il Focus di novembre sui temi della domiciliarità e della solidarietà sociale, dell’abitare, della città e della partecipazione, tutte condizioni in stretta connessione.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


giovedì 1 dicembre 2016
Mancano i soldi per abbattere le barriere architettoniche

Il fondo per l’abbattimento delle barriere architettoniche non sarà rifinanziato neanche nel 2017. I comuni chiedono almeno di essere liberati da obblighi burocratici che non porteranno ad alcun rimborso. Una scelta politica precisa più che un’imposizione dettata dalle ristrettezze di bilancio. L’analisi di Raffaele Lungarella.

Leggi: Rete Caad, 01/12/2016


mercoledì 30 novembre 2016
Premio città accessibili, al primo posto Chester. Bene Alessandria

La Commissione Ue ha assegnato l’Access City Award. Vince la britannica Chester, per il suo “impegno nel rendere accessibile il suo patrimonio storico e culturale”. Al secondo posto Rotterdam, al terzo Jurmala. Menzione speciale ad Alessandria
La Commissione Europea ha assegnato alla britannica Chester l’Access City Award, ovvero il premio come città più accessibile d’Europa, grazie alle “sue misure inclusive per le persone con disabilità in differenti settori, in particolare il turismo”. Il premio è stato annunciato nell’ambito delle iniziative per la Giornata europea delle persone con disabilità del 29 novembre. 43 erano state le città candidate, da 21 Paesi dell’Unione europea. Pur non portando a casa la vittoria, come ha fatto lo scorso anno con Milano, anche questa volta l’Italia si è però distinta grazie ad Alessandria, che ha ricevuto un riconoscimento speciale per “l’impegno per l’accessibilità in condizioni finanziarie difficili”. Ecco di seguito tutti i premi e le relative motivazioni.

Leggi: Redattore Sociale. 30/11/2016


mercoledì 30 novembre 2016
Restyling agli alloggi per gli anziani Sabato si inaugura Residenza Frua

Riqualificato con 500 mila euro l’edificio che unisce alloggi e aggregazione Sarà intitolato a una famiglia di benefattori del paese.
A un anno dall’inizio dei lavori di ristrutturazione, si apre sabato a Ponte Nossa la« seconda giovinezza» di Casa Anziani, con un look più fresco e il nuovo nome di «Residenza Frua». «È un intervento di cui siamo particolarmente orgogliosi – sottolinea il sindaco Stefano Mazzoleni – dato che qualifica un luogo di residenza e un punto di aggregazione, senza che nel contempo si sia reso necessario alcun indebitamento. Gli oltre 500.000 euro necessari per questa radicale ristrutturazione sono stati ricavati dalla vendita di gran parte delle unità abitative nello stabile denominato “Villa Verde”, nella parte alta del paese». Il piano di vendita di Villa Verde (approvato da Regione Lombardia e prossimo a completa attuazione con la vendita di ulteriori quattro appartamenti) vincolava! ricavi ad essere investiti su altri immobili di edilizia residenziale pubblica. «La scelta è caduta su Casa Anziani – aggiunge Mazzoleni – che d’ora in poi si chiamerà Residenza Frua, grazie a un’apposita delibera di Giunta, per rendere omaggio alla famiglia De Angeli Frua che a inizio ‘900 costruì numerosi edifici in paese, destinati a residenza dei dipendenti o di pubblico servizio, come nel caso della scuola materna ancor oggi in attività».

Leggi: L’Eco di Bergamo, 30/11/2016


martedì 29 novembre 2016
Welfare: Cgil e Spi, passi avanti su non autosufficienza

A seguito dell’incontro che si è tenuto oggi al Ministero del Lavoro Cgil e Spi Cgil hanno registrato dei passi in avanti sul tema della non autosufficienza.
In particolare si valuta positivamente la decisione del Ministro Poletti di stanziare altri 50 milioni di euro oltre ai 450 già previsti dalla legge di bilancio e di impegnarsi a trovarne altri 50, portando così la dotazione complessiva delle risorse a disposizione a 550 milioni di euro per l’anno 2017. Dotazione considerata comunque non ancora sufficiente e che si richiede venga resa interamente strutturale.

Significativa è inoltre la decisione di istituire il tavolo permanente di confronto per arrivare così alla stesura del piano nazionale delle politiche per la non autosufficienza, come da tempo auspicato dai sindacati.
Nella prossima riunione del tavolo, prevista per il 6 dicembre, verificheremo il rispetto degli impegni assunti oggi dal Ministro e chiederemo che si lavori anche in futuro per un incremento progressivo delle risorse da destinare alla non autosufficienza.

Leggi: Spi-Cgil, 29/11/2016

 

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