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Newsletter settimanale dell’associazione Abitare e Anziani

15 febbraio 2017

Notizie

martedì 14 febbraio 2017
Milano. ALER, incontro con presidente. CGIL-FP-SUNIA: ‘positiva ripresa relazioni sindacali. avanti con percorso condiviso’

Si è tenuto questa mattina, presso l’Aler di Viale Romagna, un incontro tra il nuovo Presidente Mario Angelo Sala e tutti i sindacati confederali, degli inquilini e dei lavoratori. La Cgil – Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, la Funzione Pubblica di Milano e il Sunia di Milano, nel ringraziare il nuovo Presidente per la convocazione del tavolo in tempi tanto ristretti, hanno espresso il loro parere positivo sul percorso individuato da Sala.
‘Apprezziamo la disponibilità mostrata dal Presidente a riprendere le relazioni sindacali per affrontare i problemi, che da troppo tempo attendono risposte diverse e concrete. Problemi che vanno dalla vivibilità, sicurezza e recupero manutentivo dei quartieri e più in generale delle periferie e valorizzazione delle professionalità. E, l’apertura al confronto su questi temi, ci lascia ben sperare. Ci danno, al momento, importanti rassicurazioni su una collaborazione che, auspichiamo, porterà a trovare soluzioni condivise.

Leggi: Sunia, 14/02/2017


lunedì 13 febbraio 2017
Bando periferie degradate 2015, entro maggio la graduatoria

Dopo mesi di silenzio ecco le novità: le risorse sono scese da 200 a 78 milioni, ammissibili 400 progetti ma finanziabili massimo 60
Dopo mesi di lavori dietro le quinte, sta per terminare la fase di valutazione dei progetti candidati al bando periferie degradate; entro il prossimo maggio sarà pubblicata la graduatoria delle proposte ammesse che, però, potranno contare su una dotazione di 78 milioni di euro, a fronte dei 200 milioni stanziati inizialmente.
Queste le principali novità emerse nel corso dell’audizione del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Paolo Aquilanti, alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza e il degrado delle città.
Bando periferie degradate: le risorse scendono a 78 milioni
Il Segretario Aquilanti ha spiegato che il piano di riqualificazione delle aree urbane degradate, previsto dalla Legge di Stabilità 2015, aveva istituito inizialmente un fondo dotato di 200 milioni di euro (50 per il 2015, 75 per ciascuno degli anni 2016 e 2017) per il finanziamento dei progetti risultati in posizione utile in graduatoria.

Leggi: Edilportale, 13/02/2017


lunedì 13 febbraio 2017
 Bando Periferie 2016, a che punto siamo

Entro il 28 febbraio le convenzioni con Palazzo Chigi per i primi 24 progetti. A breve le risorse per i restanti 96.
Sembra procedere secondo la tabella di marcia il finanziamento e l’attuazione dei 120 progetti vincitori del Bando Periferie. Il 31 gennaio scorso il presidente del Nucleo di valutazione per il Programma straordinario di riqualificazione delle periferie urbane, Paolo Aquilanti, ha fatto il punto della situazione in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta su sicurezza e degrado delle città.
Il Bando Periferie
Il ‘Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia’ è stato istituito dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015, commi da 974 a 978) con una dotazione finanziaria inziale di 500 milioni di euro. Il Bando (Dpcm 25 maggio 2016) ha definito le modalità e procedure per la presentazione dei progetti da parte dei Comuni e delle Città metropolitane e ha fissato i tetti massimi della quota di finanziamento statale per ciascun ente: 18 milioni di euro per i comuni capoluogo e 40 milioni di euro per le Città metropolitane.
I comuni capoluogo e le Città metropolitane hanno quindi avuto tempo fino al 30 agosto 2016 per candidare i propri progetti. Ne sono stati presentati in tutto 120, da parte di 13 città metropolitane e 107 comuni capoluogo di provincia. Eccone alcuni.
A settembre 2016 è stato costituito il Nucleo per la valutazione dei progetti, composto dal presidente Aquilanti e da sei esperti designati da Regioni, Comuni, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Università. A novembre 2016, il Governo ha deciso di finanziare tutti i progetti presentati, aggiungendo 1.600 milioni di euro alla dotazione iniziale di 500 milioni, per un totale di 2,1 miliardi di euro. Il 5 gennaio 2017 è stata pubblicata la graduatoria, che comprende tutti i 120 enti partecipanti.

Leggi: Edilportale, 13/02/2017


lunedì 13 febbraio 2017
 Aiuto, il mio migliore amico (e amante) ora è un robot

Seguono gli anziani, sono dei badanti perfetti; sostituiscono gli animali nella pet therapy e per alcuni vanno bene anche per il sesso. Ma c’è chi lancia l’allarme sulla qualità dei rapporti umani
Peccioli, 5 mila anime in provincia di Pisa, i robot-badanti sono di casa: ” utilissimi per disabili o anziani. Rispondono ai comandi vocali, fanno la spesa, ricordano le medicine”. Maurizio Ferraboli, 74 anni, ha apprezzato le virtù di Doro, Coro e Oro. I tre robot funzionano a staffetta: il primo si muove in casa, il secondo nel condominio, il terzo per le strade. ” Se servono medicine, Oro le ritira in farmacia e le consegna a Coro, all’ingresso del palazzo, che le passa a Doro, sull’uscio di casa, che le porge all’anziano, sul divano”. Paolo Dario, direttore dell’Istituto di Biorobotica del Sant’ Anna, ha guidato il progetto Robot-Era: centocinquanta anziani, tra il 2011 e il 2015, hanno sperimentato la vita con le macchine. I ROBOT-BADANTI sono una priorità, in Europa: la vita si allunga, le nascite diminuiscono, la percentuale degli over 65 raddoppierà entro il 2050. ” Non si può continuare a deportare donne dall’Est Europa – dice Paolo Dario. E l’assistenza costa troppo allo Stato. Bisogna mettere insieme uomini e macchine “. Filippo Cavallo, ricercatore del Sant’Anna, ha seguito da vicino anziani e robot: ” Si dice che la tecnologia isola le persone. Non sempre. I robot-badanti rendono autonomi gli anziani e li connettono alle famiglie”.

Leggi: Il Fatto Quotidiano, 13/02/2017


sabato 11 febbraio 2017
Poveri in aumento, ceto medio sempre più in difficoltà

È quanto emerge dal secondo “Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia”, realizzato da Tecnè e Fondazione Di Vittorio. Camusso: “È evidente la necessità di cambiare rotta rispetto alle politiche economiche e sociali, dando risposte ai più deboli”
Come dimostrano gli studi, la crescita economica ha una relazione stretta con la qualità della vita degli individui e con le caratteristiche e le dotazioni dei territori. Il secondo “Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia”, realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio, nasce da queste premesse e – senza alcuna pretesa di esaustività – ha l’obiettivo di misurare lo stato di salute del Paese da uno specifico punto di vista: quello delle disuguaglianze territoriali.
Dal rapporto si apprende che l’indice generale, in un anno, scende da 100 a 99, con un peggioramento in particolare nel Nord e nel Centro e con il Mezzogiorno che continua a essere in grave ritardo rispetto al resto del Paese. Aumentano le disuguaglianze economiche e la concentrazione della ricchezza. “La fotografia che emerge dallo studio – commenta il segretario generale della Cgil Susanna Camusso – è quella di un Paese in cui la ricchezza tende sempre di più a concentrarsi e una condizione delle persone che da troppo tempo vede sempre più difficile uscire da una situazione di difficoltà”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 11/02/2017


sabato 11 febbraio 2017
Poveri di salute 12 milioni di italiani

Rinunciano a visite, cure, esami. Per aiutarli oggi la Giornata del farmaco Le richieste di medicinali sono aumentate del 37% nel 2016: 557mila le persone raggiunte dalle donazioni del Banco Farmaceutico. Tra loro soprattutto uomini, migranti, ultra65enni
Se ne parla poco, perché non si vede: niente code fuori dalle mense della carità, nessuna mano tesa davanti al supermercato o al semaforo. Eppure la piaga anno dopo anno si allarga: ci sono quasi 5 milioni di famiglie italiane povere di salute. Limitano le cure, risparmiano sui farmaci, rimandano le visite mediche. Oppure, semplicemente, li cancellano. Troppo cara, la sanità. Così tanto che nel 2016 gli indigenti assistiti dal Banco Farmaceutico – la fondazione che si occupa di reperire i medicinali da aziende o tramite raccolte pubbliche e li dona a 1.600 enti convenzionati – sono schizzati su del 37,4%. In tanti anni di aiuto, e in tre di Osservatorio sulla povertà sanitaria, numeri del genere non se n’erano mai visti: oltre 557mila persone da aiutare e – per fortuna – aiutate. Anche se gli italiani che hanno dovuto limitare le cure e gli esami per ragioni di tipo economico l’anno scorso alla fine sono stati 12 milioni. Più in difficoltà, stavolta, il Nord Ovest, dove l’anno scorso l’aumento dei poveri sanitari ha segnato uno sconfortante +90%. E poi gli stranieri (+46,7%), i maschi (+49%), le persone sopra i 65 anni di età (+43,6%). Se in media si spendono 682 euro annui a persona per curarsi, loro si fermano a 123. Pochissimi per coprire i bisogni, in particolare di anziani e bambini. Di qui la Giornata della raccolta organizzata proprio dal Banco farmaceutico per sopperire, almeno in parte, alle richieste di questi indigenti. L’appuntamento è per oggi, nelle oltre 3.600 farmacie di 101 province che espongono la locandina dedicata: il meccanismo, come per la classica colletta alimentare, è quello di acquistare un farmaco e donarlo. Grazie all’iniziativa l’anno scorso sono stati raccolti 353.851 farmaci, per un controvalore commerciale pari a circa 2 milioni di euro.

Leggi: Tracce, 11/02/2017


venerdì 10 febbraio 2017
Palermo, Sunia diffida il Comune: canoni per le case troppo alti

Diffida del Sunia al Comune. Il sindacato degli inquilini chiede lo stop dell’invio dei preavvisi di decadenza per morosità, e delle procedure di esecuzione, agli abitanti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Da alcuni mesi, registra il Sunia, il Comune sta notificando questi avvisi di decadenza chiedendo il pagamento di canoni per importi superiori, del 20 e del 30 per cento, a quelli del libero mercato. Il Sunia contesta anche la richiesta di canoni di indennità di occupazione, che vengono inviati dopo la risoluzione dei contratti a chi è moroso, determinati in maniera “unilaterale”, con cifre che raggiungono i 600 euro ad appartamento rispetto al limite massimo stabilito dalla normativa di 210.
“Sono importi troppo alti rispetto ai valori di mercato, assolutamente insostenibili per chi ha redditi modesti – dice il segretario del Sunia di Palermo Zaher Darwish – Le illegittime notifiche di questi giorni stanno gettando nel panico centinaia di famiglie prive di reddito che temono di trovarsi nell’arco di pochi giorni prive di abitazione per sé e per i familiari conviventi. Il rischio di perdere la casa è concreto”.

Leggi: Rassegna Sindacale, 10/02/2017


venerdì 10 febbraio 2017
Sequestrata una casa di riposo, non aveva requisiti e autorizzazioni

La polizia municipale di Monsummano Terme (Pistoia) ha sequestrato una casa di riposo, privata, per anziani in località Pazzera, al confine con il comune di Larciano. La struttura è gestita da tre persone ed è risultata priva dei necessari requisiti socio-sanitari e di talune autorizzazioni. Non sono stati invece rilevati maltrattamenti agli ospiti che venivano regolarmente accuditi e assistiti. I vigili urbani hanno anche depositato una denuncia in procura. All’interno della struttura soggiornavano sei anziani che sono stati trasferiti altre residenze sanitarie assistite del territorio dove sono adesso ospitati.

Leggi: Go News, 10/02/2017


venerdì 10 febbraio 2017
L’assistenza a casa che aiuta anziani e famiglie. Grazie al “case manager”

Giornata del malato. I progetti della Fondazione Sacra Famiglia per l’assistenza domiciliare: con questa nuova figura paziente e famiglie vengono accompagnati a scegliere i servizi più adatti. Con le cure a domicilio spese più che dimezzate
MILANO – Il loro compito è ascoltare, consigliare, spiegare, far dialogare: sono i case manager dell’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Una nuova figura professionale nel mondo del sociale, che si fa carico dei bisogni delle persone anziane e dei loro familiari. Rispondono al numero verde 800752752 e il servizio è stato chiamato, non per niente, Virgilio. “Come avviene nella Divina Commedia, in cui Virgilio accompagna Dante, i nostri operatori accompagnano le famiglie in un momento di difficoltà della loro vita”, spiega Carla Dotti, direttore sanitario della Sacra Famiglia. Iniziato in via sperimentale nel 2014, con Virgilio vengono attualmente seguite circa 180 famiglie al mese, grazie al lavoro di quattro case manager. “I problemi oggi non sono più legati solo al paziente ma alla famiglia -aggiunge Michele Restelli, direttore dei Servizi anziani e disabili della Sacra Famiglia-. Quindi il case manager cerca risposte alle esigenze di tutta la famiglia. Non dà quindi solo informazioni, ma orienta le persone ai servizi più adatti, mette in contatto e fa dialogare i servizi tra loro in modo tale che collaborino”.

Leggi: Redattore Sociale, 10/02/2017


giovedì 9 febbraio 2017
Non è un paese per vecchi. Famiglie sempre più in difficoltà nell’assistenza agli anziani.  Diminuiscono i servizi, le risorse e i posti letto nelle strutture.

Presentata a Roma la ricerca dell’Auser “Domiciliarità e Residenzialità per l’invecchiamento attivo”
E’ stata presentata Roma presso la sala Aldo Moro di Montecitorio la ricerca “Domiciliarità e Residenzialità per l’invecchiamento attivo” realizzata per Auser da Claudio Falasca.
Una fotografia senza sconti sul cambiamento demografico in atto e su come vengono assistiti gli anziani nel nostro Paese, con forti disparità fra Nord e Sud.
Il modello italiano di domiciliarità e residenzialità sta mostrando sempre di più forti limiti di inadeguatezza, con tagli ai servizi socio assistenziali e scarse risorse. Mentre le famiglie che assistono gli anziani sono sempre più in affanno e sole.
Alla domiciliarità ricorrono circa 2,5 milioni di anziani, mentre nelle oltre 12.200 strutture sparse sul territorio nazionale trovano assistenza poco più di 278.000 anziani con una netta riduzione dei posti letto fra il 2009 e il 2013 di oltre il 23%.
I dati della Ragioneria Generale dello Stato parlano chiaro e sono più che un campanello d’allarme: la spesa per l’assistenza di lunga durata dal 1,9% del Pil nel 2015, passerà al 3,2% del Pil nel 2060.
La Ricerca mette in evidenza come per la prima volta nella storia del Paese, la copertura dei servizi e degli interventi per anziani non autosufficienti presenta tutti segni negativi: diminuiscono gli anziani presi in carico nei servizi di assistenza domiciliare;  diminuiscono del 9,1% tra il 2009 e il 2013 gli anziani nei presidi residenziali; segno meno anche per il numero di anziani con indennità di accompagnamento; diminuiscono i fondi statali; diminuisce del 7,9% la spesa per i servizi sociali di regioni e comuni. Diminuisce del 4,1% l’occupazione stabile nei presidi mentre schizza in avanti del 28,1% il volontariato, sempre nel periodo 2009-2013.

Leggi: Auser, 09/02/2017


giovedì 9 febbraio 2017
 Assistenza anziani. Famiglie sempre più in difficoltà. Diminuiscono servizi, risorse e posti letto nelle strutture.

Presentata a Roma la ricerca dell’Auser “Domiciliarità e Residenzialità per l’invecchiamento attivo”. Una fotografia senza sconti sul cambiamento demografico in atto e su come vengono assistiti gli anziani nel nostro Paese, con forti disparità fra Nord e Sud.
Il modello italiano di domiciliarità e residenzialità sta mostrando sempre di più forti limiti di inadeguatezza, con tagli ai servizi socio assistenziali e scarse risorse. Mentre le famiglie che assistono gli anziani sono sempre più in affanno e sole. Questa la fotografia, senza sconti sul cambiamento demografico in atto e su come vengono assistiti gli anziani nel nostro Paese, con forti disparità fra Nord e Sud, della ricerca “Domiciliarità e Residenzialità per l’invecchiamento attivo” realizzata per Auser da Claudio Falasca presentata a Roma presso la sala Aldo Moro di Montecitorio.
Alla domiciliarità ricorrono circa 2,5 milioni di anziani, mentre nelle oltre 12.200 strutture sparse sul territorio nazionale trovano assistenza poco più di 278.000 anziani con una netta riduzione dei posti letto fra il 2009 e il 2013 di oltre il 23%.
I dati della Ragioneria Generale dello Stato parlano chiaro e sono più che un campanello d’allarme: la spesa per l’assistenza di lunga durata dal 1,9% del Pil nel 2015, passerà al 3,2% del Pil nel 2060.

Leggi: Liberetà, 09/02/2017


giovedì 9 febbraio 2017
Non autosufficienza, Boeri: “La famiglia non regge più”

Il presidente dell’Inps al convegno Auser. “Il modo con cui è stato affrontato il tema in Italia è basato sull’incrocio tra il sostegno informale delle famiglie e lavoro a basso costo degli immigrati”. Il sistema non regge: il quesito è dove trovare le risorse per un’assistenza di qualità. “Mi chiedo se non valga la pena di introdurre dei contributi obbligatori destinati al Fondo non autosufficienza”
ROMA – Ridurre gli sprechi, combattere gli abusi, puntare su servizi più efficienti e pensare ad una contribuzione obbligatoria che coinvolga anche i pensionati a rischio per avere maggiori risorse disponibili sul tema della non autosufficienza. Per il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervenuto questa mattina durante la presentazione alla Camera dei deputati del rapporto “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo”, curato dall’Auser, è questa la strada da seguire per affrontare il tema della non autosufficienza in Italia. A dettare la necessità di un maggiore impegno delle istituzioni, ma soprattutto economico, sono gli stessi numeri riportati nello studio dell’Auser. “La spesa per la non autosufficienza tenderà ad aumentare fortemente nei prossimi anni – ha spiegato Boeri -, passando dall’attuale 1,9 per cento del Pil al 3,2 per cento da qui al 2060”. Per questo, per il presidente dell’Inps, occorre “trovare più risorse per un intervento pubblico sulla non autosufficienza. Oggi noi diamo alle famiglie in condizione di povertà e di bisogno un’assistenza del tutto insufficiente: i 512 euro al mese per 12 mesi per l’indennità di accompagnamento non sono certamente sufficienti per una famiglia con bassi livelli di reddito per sostenere i problemi della non autosufficienza. La non autosufficienza è un problema che deve essere affrontato per tempo”.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2017


giovedì 9 febbraio 2017
 Risorse e servizi efficaci per una città a misura di anziano: la “ricetta” di Auser

Rendere le città e i quartieri a misura di anziano, ma anche combattere il lavoro nero e gli illeciti nelle residenze. Ecco le proposte dell’Associazione per l’invecchiamento attivo nel rapporto “Domiciliarità e residenzialità” presentato oggi a Roma. “Su residenzialità servono dai 100 ai 500 mila posti letto in più per adeguarci a media Ocse”
ROMA – Rendere le città amiche degli anziani, adeguare il patrimonio immobiliare, garantire risorse adeguate e stabili ai territori, rendere efficaci i servizi di assistenza, ma anche più impegno per l’emersione del lavoro nero nel lavoro di cura e una più efficace repressione dei comportamenti illeciti. Sono queste le proposte dell’Auser presentate oggi nel rapporto “Domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo”. Secondo quanto riportato nello studio, sono 2,5 milioni gli anziani che ricorrono alla domiciliarità in Italia (nel 2013), mentre sono poco più di 278 mila sono quelli che trovano assistenza nelle strutture per la residenzialità. I dati del rapporto, però, parlano anche di una diminuzione del numero degli anziani presi in carico nei servizi, degli utenti ospiti di strutture residenziali e della spesa per servizi sociali per anziani di regioni e comuni. Per questo, nel suo studio, Auser avanza una serie di proposte.

Leggi: Redattore Sociale, 09/02/2017


giovedì 9 febbraio 2017
 «Così rendiamo la città accogliente»

Migliorare l’assetto del verde urbano nei quartieri fra decoro e sostenibilità, così si può sintetizzare il progetto Volentieri Volontari, legato a interventi di pulizia e piccole manutenzioni nei quartieri della città. In due anni il progetto è cresciuto, abbracciando un numero maggiore di volontari del verde ed estendendosi anche nell’hinterland, grazie ad Aspes spa e Auser.
Numeri significativi per il bilancio 2016 del verde urbano illustrati ieri a Palazzo Gradari da Natale Alessandrini, presidente Auser, dal consigliere Pd Stefano Falcioni, che ha fatto partire il progetto, e dal presidente di Aspes spa Luca Pieri, mentre il sindaco Matteo Ricci, ha sottolineato l’importanza dell’impiego nel progetto anche dei richiedenti asilo affidati alle cooperative sociali. Non è un caso, ha rimarcato il sindaco, che con il ministro dell’Interno Minniti si sia parlato proprio del modello di integrazione pesarese, quale buona pratica nazionale. I numeri: si parte con l’attività di Aspes. «Si sta allargando la gestione del verde anche ad altre Amministrazioni spiega il presidente Pieri prossimo obiettivo è allargare ancor più il servizio estendendolo gli altri Comuni soci. Verde che stiamo gestendo anche fuori Pesaro: a Montelabbate, Monteciccardo, Tavullia e Vallefoglia. Prossimo passo sarà entrare nella gestione del parco Miralfiore. In questo modo avremo così la gestione di tutte le aree pubbliche e parchi cittadini. Sul progetto del verde, tanto per fare dei numeri, abbiamo portato avanti solo nel 2016, un lavoro di manutenzione che ha inciso per 5 milioni di metri quadrati di sfalci dell’erba, 30 mila piante messe a dimora e quasi 4 mila potature di alberi». L’integrazione: nel progetto dei volontari sono coinvolti anche una ventina di richiedenti asilo.

Leggi: Corriere Adriatico, 09/02/2017


mercoledì 8 febbraio 2017
Obbligo di fascicolo del fabbricato, sindacati e professionisti fanno «cartello»

È la richiesta contenuta in un documento sottoscritto da Fillea Cgil con archeologi, Confedertecnica, Federazione geometri e In/Arch
Il lavoro che sta disegnando il decreto di attuazione del sisma bonus viaggia nella direzione giusta. Ma, per completare l’opera, bisogna subito guardare oltre. Immaginando un percorso che porti al fascicolo del fabbricato obbligatorio. È questa la posizione che la Fillea Cgil esprime in un documento sottoscritto insieme all’associazione nazionale degli archeologi (Ana), alla Confederazione italiana degli archeologi (Cia), a Confedertecnica, la confederazione sindacale delle professioni tecniche, alla Federazione nazionale dei geometri (Geomobilitati) e a In/Arch, l’Istituto nazionale di architettura. «Il fascicolo di fabbricato – spiega il segretario generale di Fillea, Alessandro Genovesi – nella nostra visione si compone soprattutto di tre elementi: la certificazione energetica, l’antisismica e l’acustica. La prima ormai è acquisita presso le Regioni, alla seconda stiamo lavorando in queste settimane». Il decreto sul sisma bonus, in fase di elaborazione presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici, diventa allora uno snodo cruciale. «Pensiamo che il ministero si stia muovendo
bene, perché sta rispettando i tempi e sta pensando di creare un sistema leggero che non carica di troppi oneri imprese e cittadini». Bisogna, però, guardare oltre.

Leggi: Edilizia e Territorio, 08/02/2017

 

 
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