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Newsletter Nr. 7
Tent of Nations: la fattoria di Daoud Nassar accoglie ospiti in viaggio da ogni parte del mondo: pellegrini in visita e volontari. Questi possono collaborare per realizzare lavori utili all'agricoltura e alla ristrutturazione, per affiancare la gestione del summer camp dedicato ai ragazzi in estate e, durante l’anno, per sostenere i progetti di sviluppo nei confronti delle donne locali. Con l’aiuto dei volontari, la famiglia Nassar supporta coloro le cui vite sono in difficoltà a causa delle grandi difficoltà di quei luoghi. Ogni persona impara, condivide e cresce, aprendo così la propria mentalità a nuove prospettive. Un circolo virtuoso di relazione!
 
Carissimi tutti,
sono stati mesi difficili in fattoria. Dall’ultima Newsletter, la famiglia Nassar si è presentata in tribunale, come da convocazione, presentando tutte le carte e i progetti di sviluppo agrario ed educativo di Tent of Nations.
Non sono riuscita a sentire spesso Daoud e quelle poche volte, in cui abbiamo parlato, i suoi toni sono sempre stati seri, rasentava la preoccupazione credo, anche se lui mostra sempre la sua caparbia tenacia e serenità del cuore.
Non nasconde la sua frustrazione, l’ho ascoltata e l’ho letta. Lascio quindi spazio alle sue parole scritte con le ultime novità di questi mesi e la traduzione affianco per chi ha difficoltà con l’inglese:


 

“Dear Friends,

It is a very difficult and critical time we are going through these days. Hopelessness and despair are surrounding us from all sides but we are not allowed to stay in that circle. We need to get out and start acting instead of reacting believing that the day will come to celebrate peace with justice.

More than 2000 years ago, as king Herod tried but was not able to stop the message of hope and love, we believe that no one can stop it today.

We complete 26 years of struggle to keep our farm from the danger of confiscation.
We've been through many downs on our long road for justice but the message is always clear:" Let not your heart be troubled, neither let it be afraid".

The Nassar Family was chosen by the World Methodist council to receive one of the two of 2017 Peace Awards for their work with the Tent of Nations.
On receiving the news of the award, Daoud Nassar stated, "It was a special moment for all of us to hear that the 2017 Peace Award is going to our family. We are honored to receive this Award. We will continue our struggle for justice with faith, love and hope knowing that we are not left alone. We will also continue to cultivate the land and plant more seeds for a better and peaceful future. Together, we can make a difference."

Blessings and Salaam from Bethlehem.
Daoud Nassar

Cari amici,
È un momento molto difficile e critico quello che stiamo attraversando in questi giorni. L’assenza di speranza e la disperazione ci circondano da tutte le parti, ma non ci è permesso rimanere in quel circolo vizioso. Abbiamo bisogno di uscirne ed iniziare ad agire attivamente, invece di reagire passivamente, credendo che verrà il giorno di celebrare la pace con giustizia.
 Più di 2000 anni fa re Erode ci ha provato, ma non è stato in grado di fermare il messaggio di speranza e amore, crediamo che nessuno possa fermarlo nemmeno oggi.
 Sono ormai 26 anni di lotta per proteggere la nostra fattoria dal pericolo della confisca.
Abbiamo attraversato molti episodi negativi della nostra lunga strada per la giustizia, ma il messaggio è sempre chiaro: "Non lasciate che il vostro cuore sia turbato, né abbia paura".
La Famiglia Nassar è stata scelta dal Consiglio Metodista Mondiale per ricevere uno dei due Premi per la Pace 2017 per il loro lavoro con la Tenda delle Nazioni.
Dopo aver ricevuto la notizia del premio, Daoud Nassar ha dichiarato: "È stato un momento speciale per tutti noi sapere che il “2017 Peace Award” è stato destinato alla nostra famiglia, siamo onorati di ricevere questo premio e continueremo la nostra lotta per la giustizia con fede, amore e speranza sapendo che non siamo lasciati soli. Continueremo a coltivare la terra e piantare più semi per un futuro migliore e pacifico. Insieme possiamo fare la differenza ".
Benedizioni e Salam da Betlemme.
Daoud Nassar
... E una mail personale che mi è arrivata poco fa da Daoud, volentieri, condivido con tutti voi:
"[...] the Supreme Court judge decided to return the case to the military authority who demanded us to re apply again for a building permit and we were given 60 days to prepare the documents. . We were working very hard in surveying the land again, hiring a civil engineer to prepare zoning plan.
Within the 60 days time we were able to apply again. Now we are waiting for their response.
It is a very big frustration for us, but this is the reality here.
Hope you are doing well Laura."
"[...] il giudice della Corte Suprema ha deciso di riconsegnare il caso all'autorità militare che ci ha richiesto nuovamente la concessione edilizia e ci hanno dato 60 giorni per preparare i documenti.
Stavamo lavorando molto duramente per salvare ancora la terra, assumendo un ingegnere civile per preparare il piano di zonizzazione (= intende di sviluppo dell’area agricola, abitativa ed educativa della collina).
Entro i 60 giorni lo abbiamo presentarlo nuovamente. Ora stiamo aspettando la loro risposta.
È una grande frustrazione per noi, ma questa è la realtà qui.
Spero tu stia bene Laura.”
Avete appena letto una delle strategie dello Stato di Israele per far sì che i palestinesi abbandonino la loro casa e la loro terra: sfinirli in una sorte di partita a tennis, nella quale i giocatori sono la Corte Suprema, che richiede elementi legali e concreti per giustificare il diritto a rimanere nella terra, in cui i palestinesi abitano da sempre, e che applica leggi create ad hoc, facendo aspettare tempi biblici (e in questo caso non è una metafora purtroppo!) per una sentenza… che non arriva, perché la Corte rimpalla il caso all’altro giocatore: il tribunale militare e così ancora e ancora…
26 anni sono passati, dice Daoud, e lui e la sua famiglia, mentre corrono di qua e di là per salvare quella pallina di giustizia che rimbalza tra avvocati e giudici civili e militari, continuano a infondere messaggi di speranza facendosi così esempio di Relazione, di Dialogo aperto e Collaborazione collettiva, locale e internazionale, per chiunque.
Ammiro profondamente Daoud.
Riscontro la sua situazione precaria ed estrema nella mia vita e nelle vite delle persone che conosco e penso anche nelle vostre, che state leggendo ora.
Tutti, con le nostre piccole grandi frustrazioni, difficoltà, muri di incomprensione con chi ci sta attorno… dovremmo essere consapevoli, o per lo meno sempre sentire dentro, quella spinta vitale e amabile che non arriva dal raziocinio e neppure dalla propria cultura, ma dalla nostra essenza di esseri umani e di ricercatori di serenità e riconciliazione.
Comprendo profondamente Daoud, sia nella sua frustrazione, sia nel suo modo di manifestare l’amore che ha dentro.
La comprensione porta con sé umiltà, apertura d’animo, voglia di trasmetterla agli altri, ha una forza potente che và oltre tutti i muri -esteriori ed interiori-, fa venir voglia di perdonare, di capire, di andare oltre e di distruggere quelle vigliacche omertà e mezzucci insidiosi che rovinano le relazioni, le vite, gli stati, le culture e le religioni.
 
Vorrei salutarvi lasciandovi dei suggerimenti di letture e qualche film da guardare. Anche questi aiutano alla comprensione e all’apertura. Non è necessario andare in Terra Santa per vivere le dinamiche similari a quelle della famiglia Nassar (anche se è una terra meravigliosa da scoprire e che lascia segni indelebili!):
 
LIBRI:
  • Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa, 2011. Feltrinelli. Pag 390 (Romanzo autobiografico) Racconta con pacatezza e sensibilità la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di “senza patria”.
  • Una bottiglia nel mare di Gaza di Valérie Zenatti, 2009. Giunti. Pag. 151. (CONSIGLIATO. Da leggere in famiglia con i figli) Tal racconta in una lettera il suo desiderio di pace. Infila il messaggio in una bottiglia buttata nel mare di Gaza. A raccogliere la lettera è Naim che, inzia una fitta rete di corrispondenza con Tal. Si sente il forte desiderio di pace e di speranza per un futuro migliore.
  • La Pulizia etnica della Palestina di Ilan Pappe ed. Fazi. Indispensabile testo di analisi storica incentrato soprattutto sul 1948
FILM:
  • Il figlio dell’altra, di Lorraine Lévy. 2012. Francia (Drammatico) 110 min . 
    Cosa faresti se scoprissi che tuo figlio non è in realtà tuo? Se fosse figlio dell'altra? E come ti sentiresti se i tuoi veri genitori non fossero quelli che ti hanno cresciuto, ma fossero quelli che abitano al di là del muro e parlano e pregano Dio in un'altra lingua? Si esplicita un senso di fratellanza e complicità possibile attraverso l'abbattimento dei preconcetti.
  • Private di Saverio Costanzo. 2004. Italia (Drammatico). 90 min
    Mohamed è un padre di famiglia e vive in Palestina. Improvvisamente la porta di casa si spalanca. E' l'esercito israeliano. La casa è sequestrata, ma Mohamed non vuole abbandonare l'abitazione. Lui e la famiglia vengono relegati in alcune stanze. E' dal titolo che si deve partire nell'analisi del film. Private è un microcosmo, la rappresentazione di un conflitto infinito nello spazio di un abitazione.
  • Un insolito naufragio nell’inquieto mare d’Oriente di Sylvain Estibal. 2011. Francia, Germania, LibanoUn pescatore lungo il mare di Gaza pesca un maiale (animale impuro sia per i musulmani che per gli ebrei). Si sviluppa una spassosa vicissitudine di intrecci che si mescolano in uno scenario realistico di muri e occupazioni. Protagonista maldestro e creativo si muove in un rocambolesco climax di nosense in un gioco tra palestinesi e israeliani.
                              Laura Munaro                                      Daoud Nassar                                   
                 Tent of Nations Italia - Qeshet                     Tent of Nations        
 

NB: per chi volesse fare un’esperienza di volontariato in fattoria e avesse bisogno di aiuto logistico, organizzativo e di contatti, Tent of Nations Italia è sempre disponibile. Scrivete una mail.
 

 PS: ricordo che le coordinate bancarie per le vostre donazioni sono cambiate. Trovate quelle corrette di seguito e nella pagina facebook. Per le broshure cartacee presenti in fattoria, appena possibile anche Daoud le aggiornerà. Grazie.

    

Tent of Nations Italia – Qeshet
La Tenda delle Nazioni in Italia è un progetto che vuole realizzare ponti di relazione con il Medio Oriente, in particolare con la Palestina, in ambito nazionale e internazionale traendo ispirazione dal messaggio di "Tent of Nations - People building Bridges" della famiglia Nassar. Promuove su territorio nazionale e internazionale iniziative culturali, educative ed ambientali, anche in cooperazione con altre organizzazioni e associazioni, a carattere di solidarietà sociale in tutti i campi inerenti lo sviluppo della persona umana, la conoscenza della cultura del popolo in Medio Oriente, in particolare quello palestinese. Raccoglie inoltre fondi per beneficenza a supporto dei progetti di Tent of Nations.
 
È possibile dare il proprio contributo tramite:
"Associazione Liber Onlus":
Banca della Valpolicella - Credito Cooperativo di Marano Agenzia: Verona - San Massimo
Beneficiario: Associazione Liber Onlus -  Causale: "a favore di Tent of Nations"
IBAN: IT 87 O 08315 11700 0000 0008 1509

Tutte le donazioni saranno totalmente devolute a Tent of Nations e consegnate direttamente.
 
 Contatti:
Tent of Nations P.O. Box 28 Bethlehem, Palestine.  Tel:+972-(0)2-274 30 71
Mail: info@tentofnations.org  Sito Internet: www.tentofnations.org
 
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