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Newsletter Nr. 5
Tent of Nations: la fattoria di Daoud Nassar accoglie ospiti in viaggio da ogni parte del mondo: pellegrini in visita e volontari. Questi possono collaborare per realizzare lavori utili all'agricoltura e alla ristrutturazione, per affiancare la gestione del summer camp dedicato ai ragazzi in estate e, durante l’anno, per sostenere i progetti di sviluppo nei confronti delle donne locali. Con l’aiuto dei volontari, la famiglia Nassar supporta coloro le cui vite sono in difficoltà a causa delle grandi difficoltà di quei luoghi. Ogni persona impara, condivide e cresce, aprendo così la propria mentalità a nuove prospettive. Un circolo virtuoso di relazione!
 
Carissimi tutti,
nel pieno dell’estate, in cui molti partono o rientrano dalle ferie, anche nella vita che ruota attorno alla fattoria di Tent of Nations  c’è una frase rappresentativa: “gente che va, gente che viene”, soprattutto negli ultimi mesi!
A maggio, assieme a molte persone di tutte le età provenienti da vari paesi d’Europa, abbiamo vissuto una settimana a Tent of Nations. Si festeggiavano i 101 anni della fattoria!
Ho ritrovato gli amici olandesi conosciuti un anno fa.
Ho rivisto con molto piacere il giovane tedesco Johannes che aveva vissuto 1 anno in fattoria come volontario: dopo quell’esperienza, si è iscritto alla facoltà di agraria nel suo paese. Ogni anno, torna in fattoria per aiutare, condividendo quello che sta imparando grazie ai suoi studi. Lui sa perfettamente che quello che impara in fattoria e i legami che si instaurano con le persone che incontra lì, non glielo potrà mai insegnare nessun professore di nessuna facoltà... ecco perché torna.
Ho conosciuto la signora Bettina della Svizzera, anche lei, dopo 20 giorni come volontaria, era tornata. Mi ha raccontato quanto le faccia bene tornare in fattoria per confrontarsi, condividere la situazione precaria assieme alla famiglia Nassar, e lavorare conoscendo persone, che si rendono disponibili nel supportare le attività della fattoria, con gratuità e leggerezza.
Li capisco profondamente, non serve conoscere queste persone da tempo per entrare in empatia con loro. Per chi torna in fattoria, esiste un fil rouge silenzioso ed evidente che rende familiare uno sconosciuto e tutto l’ambiente circostante, pur senza elettricità, né acqua e comodità: è quella sensazione di accoglienza, di leggerezza, di gratitudine e di benevolenza da cui ognuno si sente avvolto sia dalla famiglia Nassar, che da tutti i volontari e ospiti che vivono in fattoria.

A Tent of Nations si vive la predisposizione al Bene!
Quel tipo di Bene che non fa pesare l’umidità notturna, l’assenza di acqua corrente e il lavoro manuale sotto il sole caldo. A prescindere dal proprio modo di pensare e da eventuali situazioni anguste lasciate a casa, parlo di quella predisposizione dell’animo che sa assaporare la genuinità e l’ironia saggia di Daoud, la bontà del fratello Daher e i sorrisi serafici della mamma Meladeh. Intendo quel sentire primordiale che contempla le albe quiete e i tramonti disarmanti sulla collina e che ascolta, in un intimo sospiro, quella pace interiore che fa riassaporare il proprio valore umano inestimabile. Una definizione della propria identità che non può rimanere inespressa, ma vuole realizzarsi pienamente, sprigionandosi nella disponibilità dedita verso l’altro.
Ecco il Bene che respira chiunque abbia un legame con la Famiglia Nassar e quella Fattoria!
Tutto questo aiuta a ritrovarsi, a scostare le distrazioni e le priorità imposte dalla propria quotidianità. Il rischio è di perdere di vista il senso delle relazioni e di agire per routine, per inerzia o, peggio, per paura: lo smarrimento del senso della propria esistenza espone alla fragilità, ed è un attimo perdere la padronanza e la consapevolezza delle piccole scelte quotidiane che delineano la propria vita. La proposta di Daoud di condividere in fattoria lavoro e dialogo, a cuore libero e mente aperta, permette di ritornare a casa ricaricati di un senso di appartenenza, spesso abbandonato e soffocato dagli impegni e dai nostri ruoli sociali indotti.
In fattoria si cresce.. come le piante da frutto e gli ulivi: piano piano, curate a mani nude, difese ogni giorno e annaffiate senza sprechi. E l’emblema della vita di quelle piante rappresenta un po’ quella di ognuno. In Palestina le piante vengono distrutte per occupare la terra, spesso coltivarle non basta, il rischio che non arrivino a portare frutto è grande, ma la famiglia Nassar lavora aggregando persone, ripiantando ciò che è stato sradicato, andando oltre la sequela di oppressioni che subiscono dall’occupazione, rifiutandosi di essere nemici in ogni occasione e ricercando giustizia. Questo atteggiamento va ben oltre le tecniche rudimentali di coltivazione, rappresenta uno stile di vita e una scelta di come si vuole condurre la propria.

Non è affatto facile uscire da Palestina per i palestinesi: sono necessarie richieste e documenti particolari, non basta presentarsi con il passaporto al check-in dell’aeroporto, anzi, i palestinesi non possono neppure andare all’aeroporto di Israele. Devono risalire a nord per vie secondarie, passare i controlli dei check point e raggiungere la Giordania. Spesso le richieste di uscita non vengono accettate e le code di attesa ai controlli durano ore.
A fine giugno, Daoud Nassar, sua moglie e i loro 3 figli sono riusciti a venire in Italia! Hanno trascorso una settimana insieme, visitando luoghi nuovi, hanno conosciuto la nostra arte, l’architettura e un pezzo della nostra storia, hanno assaporato la nostra cucina, goduto dei nostri paesaggi e del nostro folklore. Hanno respirato l’amicizia delle relazioni. Le persone che avevano visitato la fattoria in qualche loro viaggio, hanno voluto incontrarlo e far festa, chi non lo conosceva, ma ne aveva sentito parlare, era curioso di dare un volto ed un nome alle parole di un racconto ascoltato. Daoud ha tenuto 2 conferenze durante la sua permanenza: le sale, in entrambe le serate, erano gremite, i commenti e le domande dei partecipanti sono state numerose, l’attenzione nell’ascoltare Daoud è stata appassionata e scossa.
Ad un mese da quando Daoud Nassar è stato in Italia con la sua famiglia, oggi ci scrive come si fa tra amici, dopo che si è trascorso del tempo insieme. Di seguito viene riportata la lettera di Doaud con la traduzione accanto:
Dear Friends in Italy,
 
Greetings from all of us at the Tent of Nations. I would like to give you an update about what we are going through and recent activities at the Tent of Nations.
 
About legal issue and demolition orders, nothing new yet, the authorities are keeping postponing it. The next court dates are the 19th of September and at the end of November. Please keep us in your prayers and i will update you as soon as i get more information.
 
The Tent of Nations is becoming more isolated, the access road to the property is now closed because of the building of the new religious school. Guests now have to walk from construction site which might become more difficult for guests to visit us. the main idea, is to isolate us. But it is wonderful to see how people are coming to visit. 
 
Although the situation is not easy, we keep going and changing the negatives into positives. This is our strength at the Tent of Nations, we keep ourselves motivated but also help other people to do the same.
 
This year we were able to plant 1.752 trees. The hot summer is a big challenge for us, since we have to water the new planted trees regularly and by hand. We hope to manage with water for the next three months, because most of our cisterns are empty.
 
In July we had our 16th children summer camp under the title: "I have a dream".
We had 17 international volunteers helping during the camp in offering different activities and art workshops for children. The highlight was the festival on the last day. Please check our face book page, i posted some pictures of the summer camp.
 
Last June, I had the opportunity with my family to visit Italy for one week. It was a wonderful experience for all of us. People from Italy come and visit us at the Tent of Nations to learn more about the work we are doing and they are going back home inspired to tell our story. This is exactly the experience we made as a family by visiting you in Italy. We came back home very encouraged and motivated to continue the work we are doing. Through coming to the Tent of Nations and through going to Italy, we encourage each other. The two big events we had in Verona and Bologna were very special. It was great for my family to see the wonderful support the Tent of Nations has in Italy.
Special thanks to Laura and all people who hosted us during that week. Thanks for the friendship and for the hospitality.
I hope to do the same experience again and again with my family.
 
In August, we have many groups coming from Italy to visit and to stay for an overnight at the Tent of Nations. We are very much looking forward to that. We will have also two volunteers coming from Italy for two weeks to help with the almond harvest. 
 
People who go, people who come.. will do an experience that they will never forget. We will walk together and grow in our faith together and we will continue strengthening each other. 

Thank you so much for your prayers, your solidarity and support.
 
Blessings and Salaam,
Daoud
Cari amici dell’Italia,

un caro saluto da tutti noi. Vorrei darvi un aggiornamento su quello che stiamo vivendo a Tent of Nations.

Per il tema legale e gli ordini di demolizione, nulla di nuovo, le autorità continuano a rimandare. La prossima convocazione in tribunale sarà il 19 settembre e a fine novembre. Ricordateci nelle preghiere, io vi aggiornerò appena possibile.

Tent of Nations è sempre più isolata, la strada è chiusa a causa della costruzione della scuola religiosa nell’insediamento vicino. Ora i visitatori devono attraversare il cantiere e potrebbe diventare più difficile raggiungerci. Lo scopo del cantiere è isolarci. Ma è meraviglioso vedere che le persone continuano ad arrivare.

Anche se la situazione non è facile, continuiamo a cambiare le situazioni negative in ​​positive. Questa è la nostra forza, siamo motivati ​​e aiutiamo le persone a fare lo stesso.

Quest'anno abbiamo piantato 1.752 alberi. L'estate arida è una grande sfida, dal momento che tutto il lavoro è manuale. Speriamo ci basti l’acqua per i prossimi tre mesi, perché molte delle nostre cisterne sono vuote.

A Luglio abbiamo avuto il nostro 16° campo estivo per bambini, il tema è stato: "Ho un sogno".
Avevamo 17 volontari internazionali che ci hanno aiutato a gestire attività e laboratori artistici per i bambini. Il momento più importante è stata la festa dell'ultimo giorno. Nella nostra pagina facebook trovate le immagini.
 
Lo scorso giugno ho avuto l'opportunità con la mia famiglia di visitare l'Italia per una settimana. E' stata un'esperienza meravigliosa per tutti noi. Molti italiani vengono a trovarci a Tent of Nations e tornano a casa ispirati e motivati a raccontare la nostra storia. Questa è esattamente l'esperienza che abbiamo fatto, come famiglia, in Italia. Siamo tornati a casa molto incoraggiati e motivati ​​a continuare il lavoro in fattoria. Il ponte che esiste tra Tent of Nations e l’Italia, ci incoraggia reciprocamente. Le due grandi conferenze che abbiamo avuto a Verona e a Bologna sono state speciali. È stato splendido per la mia famiglia vedere il meraviglioso supporto che Tent of Nations ha in Italia.
Un grazie speciale a Laura e a tutte le persone che ci hanno ospitato. Grazie per l'amicizia e per l'ospitalità.
Spero di ripetere la stessa esperienza con la mia famiglia.
 
In agosto verranno molti gruppi provenienti dall'Italia. Li aspettiamo con gioia. Avremo anche due volontari italiani per due settimane che ci aiuteranno con la raccolta delle mandorle.

Persone che vanno, persone che vengono.. faranno un'esperienza che non dimenticheranno mai. Cammineremo insieme e cresceremo insieme nella nostra fede e continueremo a rafforzarci reciprocamente.

Grazie mille per le vostre preghiere, la vostra solidarietà e il vostro sostegno.

Benedizioni e Pace
Daoud
Condividiamo un breve video di giugno, realizzato dopo la settimana internazionale dei 101 Anni di esistenza della Fattoria. Con piacere, riportiamo di seguito alcuni passaggi salienti e di significato dell’intervista fatta in fattoria, per facilitare chi non ha dimestichezza con l’inglese:
 
https://www.youtube.com/watch?v=LeZI0iu3Y_0
 
Mamma Meladeh (80 anni): “vivo qui dal 1953 da quando mi sono sposata e ho cresciuto qui i miei figli (9 figli!), mio marito è venuto a mancare nel 1976, abbiamo continuato a lavorare insieme e ho cresciuto i miei figli in fattoria. Non siamo nemici di nessuno e vogliamo pace e la vorremo avere qui, un giorno.”
Daoud Nassar: “i fondamenti della vita in fattoria sono Fede, Amore, Speranza.. e la combinazione tra loro. Senza Fede, Amore e Speranza non potremmo mai raggiungere nulla qui.”
Daher Nassar: “qui le persone vengono a costruire ponti di relazioni e a farne parte. Noi invitiamo tutti a venire a trovarci e a instaurare un dialogo.”
Andie (volontaria americana): “vengo per osservare come i cristiani vivono qui, per rendermi conto della situazione e scoprire le loro modalità di affrontare le difficoltà, vivendo con loro, e, aiutarli, aiuta noi volontari.”
Jan (volontario tedesco): “amo la famiglia Nassar, sono davvero buoni. Non è difficile sentirsi a casa qui. La vita in fattoria trascorre nella semplicità.”
Daoud Nassar: “è facile sentirsi soli qui, ma quando vedo le persone che vengono ad aiutarci e si fermano a vivere con noi.. è una grande esperienza. […] Il messaggio che vogliamo trasmettere è “non sentirti vittima, ovunque tu ti trovi, puoi fare la differenza”.”
 
                                       Laura Munaro                              Daoud Nassar                           
                       Tent of Nations Italia - Qeshet                Tent of Nations      
Tent of Nations Italia – Qeshet
La Tenda delle Nazioni in Italia è un progetto che vuole realizzare ponti di relazione con il Medio Oriente, in particolare con la Palestina, in ambito nazionale e internazionale traendo ispirazione dal messaggio di "Tent of Nations - People building Bridges" della famiglia Nassar. Promuove su territorio nazionale e internazionale iniziative culturali, educative ed ambientali, anche in cooperazione con altre organizzazioni e associazioni, a carattere di solidarietà sociale in tutti i campi inerenti lo sviluppo della persona umana, la conoscenza della cultura del popolo in Medio Oriente, in particolare quello palestinese. Raccoglie inoltre fondi per beneficenza a supporto dei progetti di Tent of Nations.
 
È possibile dare il proprio contributo tramite:
"Associazione Liber Onlus":
Banca della Valpolicella - Credito Cooperativo di Marano Agenzia: Verona - San Massimo
Beneficiario: Associazione Liber Onlus -  Causale: "a favore di Tent of Nations"
IBAN: IT40F 08315 11700 0000 1000 1509

Tutte le donazioni saranno totalmente devolute a Tent of Nations e consegnate direttamente.
 
 Contatti:
Tent of Nations P.O. Box 28 Bethlehem, Palestine.  Tel:+972-(0)2-274 30 71
Mail: info@tentofnations.org  Sito Internet: www.tentofnations.org
 
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