Copy
qeshet.tonitalia@gmail.com
View this email in your browser
Newsletter Nr. 13
Tent of Nations: la fattoria di Daoud Nassar accoglie ospiti in viaggio da ogni parte del mondo: pellegrini in visita e volontari. Questi possono collaborare per realizzare lavori utili all'agricoltura e alla ristrutturazione, per affiancare la gestione del summer camp dedicato ai ragazzi in estate e, durante l’anno, per sostenere i progetti di sviluppo nei confronti delle donne locali. Con l’aiuto dei volontari, la famiglia Nassar supporta coloro le cui vite sono in difficoltà a causa delle grandi difficoltà di quei luoghi. Ogni persona impara, condivide e cresce, aprendo così la propria mentalità a nuove prospettive. Un circolo virtuoso di relazione!
 
Carissimi tutti,

è passato quasi un mese dalla visita di Daoud Nassar in Italia.
La gratitudine per le condivisioni vissute è profonda.
 
Daoud in molte occasioni mi ha confidato quanto le relazioni instaurate con l’Italia siano importanti, perché gli danno nuovo slancio nel continuare la sua azione di resilienza cristiana nella sua terra assediata. Spera sempre di riuscire a incoraggiare le persone a non perdersi d’animo nelle difficoltà e di essere un esempio di come ognuno possa portare inimmaginabili cambiamenti nella propria vita grazie ad un atteggiamento vitale, da ricercare dentro di sé, e ad uno sguardo più aperto nei confronti di chi si ha di fronte.
 
Daoud è fermamente convinto che i veri cambiamenti avvengono grazie alle proprie prese di coscienza che portano naturalmente a fare delle scelte e ad agire di conseguenza. Quando questo processo poi non viene taciuto, ma condiviso chiedendo aiuto, si innesca un circolo virtuoso di singoli atteggiamenti, che si rafforzano portando piccoli cambiamenti all’inizio e grandi rivoluzioni, con la perseveranza.
Così sta succedendo nella fattoria Tent of Nations: da una piccola realtà in cui tutto sembra perduto, una persona non ha ceduto all’oppressione, ha cercato una soluzione giusta e produttiva, ha chiesto aiuto, pur continuando a subire soprusi e violenze, e ha trovato persone che si sono lasciate toccare da questo inconsueto modo di reagire, lasciandosi coinvolgere e, a loro volta, portando un aiuto solo grazie alle proprie capacità. E così si è avviato un meraviglioso effetto domino che dura da quasi 20 anni. La fattoria oggi produce una piccola quantità di vino, di olio, di spezie e marmellate grazie al lavoro di volontari di tutte le età e provenienze, che continuano a lavorare in fattoria in ogni momento dell’anno.
Impensabile per un luogo senza acqua corrente, né elettricità, né attrezzatura adeguata per lavorare la terra!
Eppure, dalla follia di una famiglia, una fattoria precaria e senza speranza, perché vittima dell’occupazione, si è reinventata diventando una tappa di pellegrinaggi religiosi e non di Terra Santa, ristrutturata per accogliere oltre 100 persone, trasformata in un’azienda agricola che coltiva principalmente frutta, ma che soprattutto si prende cura delle persone che ospita. Ed è esattamente per questo motivo che brulica di uomini e donne tutto l’anno: ogni persona necessita di sentirsi “vista” per quello che è e di ricevere quella particolare cura relazionale per ricordarle il “valore” che ha.

Aver incontrato Daoud Nassar in Italia ha significato soprattutto questo: aver assaporato quella cura speciale che lui e la sua famiglia dedica a chiunque varchi la soglia della fattoria e aver ricevuto quel bene onesto e schietto a cui spesso non siamo più abituati. Penso che non siamo neppure più capaci di ricevere una simile benevolenza, di quel tipo che pervade dentro facendo percepire un valore profondo, che non si ritrova spesso nelle dinamiche quotidiane e a cui non si riesce dargli un nome, ma l’intuizione di aver ascoltato e interiorizzato un “valore” rimane.
 
Daoud ha tenuto 3 conferenze, un incontro presso un liceo e una visita in una rinomata azienda vinicola.
In tutti questi appuntamenti, ho visto la stessa scintilla che ha portato molte persone ad avvicinarsi a me per chiedermi approfondimenti, nuovi contatti per richieste di nuove collaborazioni e, nei giorni successivi la partenza di Daoud, ho ricevuto mail da parte di partecipanti alle conferenze, che hanno deciso di andare in fattoria ad aiutare, chiedendomi come organizzare il viaggio e quale supporto avrebbero potuto dare, anche senza alcuna competenza in ambito agrario.
Questo è il “valore percepito” dall’ascolto dei messaggi di Daoud, ed ecco lo sguardo che cambia, la voglia di aderire a qualcosa che ancora non si conosce ma che si vuole scoprire perché sa di “buono e giusto”, come quel bene che si è ricevuto dal semplice ascolto di un uomo disarmato, con fatiche ben più gravi di quelle che molti di noi possono avere, e ambasciatore del significato della parola “legame” con la propria terra e con le persone. Nasce la voglia personale di far parte di quel valore.
Sono nate così le richieste di collaborazioni e di volontariato in fattoria.
 
La settimana di Daoud in Italia è stata permeata da tutto questo.
 
Daoud non ha la presunzione di insegnare qualcosa, in numerose occasioni ha ripetuto la frase “vogliamo motivare le persone a sentirsi ispirate nella loro vita e dare loro la speranza che i cambiamenti sono possibili, partendo dal basso, con piccoli passi…”. Il leiv motive di questo tour è stato proprio -Motivare e Incoraggiare-, come motore pulsante della sua testimonianza in ogni scambio avuto tra organizzatori e partecipanti alle conferenze, tra gli incontri con associazioni e singoli e durante le cene informali, tra un impegno e l’altro.
 
[…] per noi questa è la chiave: incoraggiare le persone, non lasciarle nella loro mentalità di vittimismo, ma aiutarle affinché rompano ed escano dalle proprie catene e inizino a credere che qualcosa sia possibile. So benissimo che ognuno ha le proprie fatiche e problemi, ma è importante essere consapevole che il proprio agire può fare la differenza. Io non dirò mai a nessuno cosa deve fare, ciascuno di noi deve porsi le proprie domande e agire per primo. Citando la scena della Bibbia in cui Pietro e Giovanni vanno al tempio di Gerusalemme e incontrano un uomo bisognoso che chiede loro di aiutarlo, la risposta di Pietro è stata “non ho denaro, ma posso darti la mia mano”. Prendendolo per mano, l’uomo si è alzato. È la stessa cosa oggi: molte persone se ne stanno sedute, ferme e piangono cercando che qualcun altro risolvi la sua difficoltà, ma quello che dico io è: non rimanere nella tua mentalità che ti lascia immobile, guarda e scopri i tuoi talenti, alzati e inizia a fare qualcosa con quello che hai, non aspettare che altri ti dicano cosa fare per te. Tu solo puoi fare la differenza nella tua vita, iniziando con ciò che hai, anche se è poco. Questo è ciò che cerchiamo di fare in fattoria.
 
Nelle interviste rilasciate, Daoud ha sottolineato il concetto di nemico che riguarda la situazione in Palestina, ma estrapolandolo dal suo contesto, diventa riscontrabile in ogni realtà sociale in grande scala e anche nelle relazioni personali di chiunque.
Frequentando Tent of Nations (anche solo tramite la lettura di una newsletter) e ponendosi qualche interrogativo sulla propria vita, si può svelare una profonda consapevolezza, che cambia lo sguardo con cui si osservano le persone e con cui spesso ci si trova ad essere diffidenti, sulla difensiva, scatenando così un comportamento mortifero, ben lontano da uno più costruttivo e relazionale.
 
Il “nemico” non esiste. E “l’idea del nemico” è un inganno.
Fa parte di un immaginario quando non si conosce l’altro ed è destinato a sgretolarsi non appena si instaura un dialogo volto alla comprensione di ciò che è sconosciuto. Le persone sono spesso avvelenate da quello che la cultura politica, economica e sociale induce per mezzo di varie forme di propaganda, che, purtroppo, trova un consenso aggregato da cui si fortifica.
La via d’uscita da questo inganno è “l’incontro”.
E l’atteggiamento personale fa la differenza!
Una persona diventa comunque nemico se l’incontro si fonda sul giudizio diffidente o se la relazione degenera perché si smette di guardare l’altro come essere umano, con il suo vissuto e la sua dignità.
 
La forza della persona e la forza delle relazioni, se coltivate con cura e vissute con la stessa reciprocità, possono cambiare la storia con un effetto domino sugli altri potentissimo.
 
Conosco e frequento Tent of Nations da 9 anni e questa è solo una delle profonde consapevolezze che ho interiorizzato.
 
Dopo l’ascolto di una conferenza di Daoud Nassar, capisco che chi si sente attratto da quel magnetismo, intriso di umanità e spessore, vuole fare altrettanto nella propria vita.
 
Nella settimana italiana di Daoud, ci sono stati molteplici incontri. Le persone che hanno partecipato alle serate sono state numerose, ben oltre le aspettative, e in ogni città toccata, molti volevano stare in sua compagnia, semplicemente per stare assieme. Dopo l’incontro di Verona, non riuscivamo a tornare a casa: tutti volevano scambiare un saluto con Daoud. Ci hanno invitati a pranzo, ho ricevuto telefonate di richiesta per trovarsi con lui. Daoud ha ricevuto l’invito ad un matrimonio a cui abbiamo partecipato. Un importante imprenditore, a cui sempre sarò grata per l’impegno organizzativo durante la nostra permanenza a Bologna, ci ha dedicato molto del suo tempo. I pellegrini romagnoli hanno voluto portare Daoud in locali tipici per fargli assaggiare le specialità della cucina, ma soprattutto volevano stare insieme a lui e farlo sentire accolto, come lui e la sua famiglia accolgono i loro ospiti in fattoria.
Daoud non ha mancato di dirmi quanto sia rimasto avvolto da tutte le persone: “voi italiani sorridete sempre, siete solari… e cercate la compagnia. È meraviglioso! Io viaggio quando posso, ma nei paesi visitati non ho mai visto questa voglia di stare insieme, di interessarsi all’altro e di cercarlo, come fate voi.
Sento molto vicino a me gli amici italiani. Siete fortunati. Da noi non esiste questa solarità e questa voglia di coinvolgersi. Guardo indietro, Laura, e vedo una settimana meravigliosa che mi ha dato tanto coraggio e nuova motivazione per continuare il mio lavoro, per incoraggiare i miei figli e perseverare la visione della mia famiglia. Questa settimana mi ha dato tanta forza e sono grato di tutto quello che ho ricevuto
”.
 
Personalmente, ringrazio profondamente chi mi ha aiutato a trasformare il Tent of Nations Tour 2019 in un esperienza di vita per chiunque ne abbia preso parte: i giornalisti che hanno saputo trasmettere adeguatamente i messaggi di Daoud, i traduttori simultanei grazie ai quali sono passate le sue parole accorate e dense; chi ci ha ospitato; Maurizio e don Marco senza i quali, l’esperienza di Bologna non sarebbe mai stata così importante; Alessandro, per la sua disponibilità e competenza nel campo vinicolo; Dario, Miriam e tutti i collaboratori de La Tenda di Amal di Bergamo per il cuore e il grande impegno che ci hanno messo; tutto il gruppo del “Jam Team” e la Liber Onlus, per l’aiuto della raccolta fondi e l’entusiasmo ricevuto. Ringrazio di cuore anche Michela e Giorgia per il pomeriggio trascorso insieme: sono 2 volontarie del Summer Camp, che finalmente ho avuto la fortuna di conoscere di persona.
A tutte le centinaia di persone che hanno partecipato ai convegni: oltre al mio ringraziamento per aver preso parte agli incontri, chiedo di non tacere i messaggi di fede, amore e speranza ascoltati da Daoud, diffondeteli perché volgono al Bene, alla Giustizia e alla Relazione sana.
                                           Daoud Nassar                       Laura Munaro                               
                                         Tent of Nations          Tent of Nations Italia - Qeshet     

 
CAMPAGNA “STRUMENTI DI ANALISI DEL VINO”.

Daoud non ha un laboratorio di analisi in fattoria e monitorare il processo di vinificazione non è semplice in Palestina, a causa delle difficoltà che l’occupazione porta con sé nel lavoro quotidiano, e i costi relativi alla logistica e al servizio sono alti. Daoud deve affidarsi con fiducia a terzi perché non si può recare fisicamente al laboratorio.
 
Il processo di vinificazione prevede l’analisi del ph, del grado zuccherino e dell’acidità del mosto.
Gli strumenti di laboratorio necessari sono:
  • Il rifrattometro per misurare il babo (unità di misura degli zuccheri).
  • Il titolatore per misurare sia il ph che l’acidità dell’uva.
  • Un kit di vetreria.
 Il costo di tutta la strumentazione, marca Hanna, è di circa € 1.500,00.
 
Tent of Nations Italia apre da oggi una raccolta fondi per l’acquisto e la consegna a Daoud Nassar della strumentazione. La consegna è prevista per la primavera 2020.
Per aderire alla raccolta fondi della campagna, basterà effettuare un bonifico a favore di Liber Onlus, specificando nella causaleCAMPAGNA VINO. TENT OF NATIONS”. Trovate tutte le specifiche per il bonifico a piè pagina, nel sito internet e nella pagina Facebook di Tent of Nations Italia.
Tent of Nations Italia – Qeshet
La Tenda delle Nazioni in Italia è un progetto che vuole realizzare ponti di relazione con il Medio Oriente, in particolare con la Palestina, in ambito nazionale e internazionale traendo ispirazione dal messaggio di "Tent of Nations - People building Bridges" della famiglia Nassar. Promuove su territorio nazionale e internazionale iniziative culturali, educative ed ambientali, anche in cooperazione con altre organizzazioni e associazioni, a carattere di solidarietà sociale in tutti i campi inerenti lo sviluppo della persona umana, la conoscenza della cultura del popolo in Medio Oriente, in particolare quello palestinese. Raccoglie inoltre fondi per beneficenza a supporto dei progetti di Tent of Nations.
 
È possibile dare il proprio contributo tramite:
"Associazione Liber Onlus":
Banca della Valpolicella - Credito Cooperativo di Marano Agenzia: Verona - San Massimo
Beneficiario: Associazione Liber Onlus -  Causale: "a favore di Tent of Nations"
IBAN: IT 87 O 08315 11700 0000 0008 1509

Tutte le donazioni saranno totalmente devolute a Tent of Nations e consegnate direttamente.
 
Contatti:
Tent of Nations P.O. Box 28 Bethlehem, Palestine.  Tel:+972-(0)2-274 30 71
www.tentofnations.org
@: info@tentofnations.org 
 
 Dall'Italia: 
www.tentofnations.it 
@: qeshet.tonitalia@gmail.com 

Inoltra liberamente la Newsletter a chi lo ritieni opportuno. Se non fai parte della mailing list e vuoi ricevere le news dalla fattoria, mandaci una mail!
Vieni a trovarci nella pagina FB
"Tent of Nations Italia - Qeshet" "Tent of Nations Italia - Qeshet"
Copyright © |2016|, All rights reserved.

La nostra mail è *qeshet.tonitalia@gmail.com*
La tua mail sarà esclusivamente utilizzate per inviarti le nostre Newsletter, non verrà inviata a terzi.
Vuoi modificare il modo di ricevere queste mail?
Tu puoi aggiornare: update your preferences o cancellarti: unsubscribe from this list






This email was sent to <<Email Address>>
why did I get this?    unsubscribe from this list    update subscription preferences
Tent of Nations nonprofit · v.Puglie · Verona, VR 38139 · Italy

Email Marketing Powered by Mailchimp