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Issue 8 / 2019
Digital Magazine - Società Italiana Marketing
La parola che non conoscevi:

PELLEGRINAGGIO

Il pellegrinaggio è un viaggio, spesso arduo, intrapreso per scopi di fede, spirituali e di comprensione interiore (Morinis, E. A. (1983). Pilgrimage and tourism. Annals of Tourism Research, 10(4), 569–570.doi:10.1016/0160-7383(83)90015-4). È uno dei fenomeni religiosi e culturali più noti e le sue origini sono molto antiche, si pensi ad esempio pellegrinaggi a Delfi per recarsi al tempio di Apollo. Tuttavia, è nel Medioevo e con la religione cristiana che il pellegrinaggio assume una grande importanza e con esso la sacralità del viaggio fisico, la simbologia e la ritualità. La pratica del pellegrinaggio appartiene nondimeno a tutte le più importanti confessioni religiose, oltre al cristianesimo, all’ebraismo, islamismo, buddismo e induismo, e si sostanzia nella visita a un luogo consacrato, espiazione e ricerca di perdono, adorazione o ricerca di una benedizione.

La dimensione di viaggio, inteso come movimento e spostamento fisico, anche arduo, ha fatto sì che il pellegrinaggio venisse ricondotto anche nell’ambito degli studi sul turismo; mentre la dimensione interiore, di fede e spirituale, ne ha definito la connotazione religiosa e la contrapposizione tra pellegrino e turista. La ricerca di marketing ha posto costante e crescente attenzione ai pellegrinaggi (principalmente, motivazioni e comportamento del pellegrino, esperienza del pellegrinaggio, dimensione di autenticità, fruizione dei siti e mete da parte di turisti religiosi e non). In particolar modo negli ultimi anni in cui la secolarizzazione della religione e lo sviluppo di società post-secolari hanno dato vita a nuove soggettività “religiose” (come il movimento New Age), nuove forme di pellegrinaggio, in cui diviene centrale la trasformazione spirituale, e alla sacralizzazione di luoghi.

I CAMMINI RELIGIOSI E CULTURALI: IL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA

Il Cammino di Santiago de Compostela, o più semplicemente Cammino di Santiago, rappresenta attualmente il miglior esempio di percorso religioso e culturale, tanto da essere la best practice di riferimento per tutti quei territori impegnati nella realizzazione di un simile prodotto.  

l Cammino di Santiago, prima Cultural Route nominata dal Consiglio d’Europa (1987), può vantare tutti i più importanti riconoscimenti internazionali, tanto religiosi e culturali quanto turistici (la visita di Giovanni Paolo II nel 1982 e nel 1989 in occasione della Giornata mondaile della gioventù; riconoscimento del percorso francese come primo itinerario culturale europeo nel 1984; la città di Santiago de Compostela riconosciuta patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco nel 1985 e nel 1993 l’intero Cammino che diventa patrimonio Unesco). L'anno Santo 1993 è l’anno del consolidamento del Cammino e della sua offerta. Nel 2018 la Oficina del Peregrino de Santiago de Compostela ha accolto oltre 327.000 mila pellegrini, sia donne che uomini in pari percentuale, che hanno percorso almeno gli ultimi 100 km a piedi o 200 km in bicicletta per timbrare con l’ultima tappa la Credenziale del cammino (il passaporto) e/o per ritirare la Compostela. Si tratta di camminatori a piedi, per il 93,49%, che scelgono il Cammino con motivazioni spirituali e culturali (48% circa), religiose (42%) o solo culturali (9% circa). I 1500 km del Cammino sono ben organizzati nei percorsi e strutturati nell’offerta.
Il Cammino di Santiago non è il cammino religioso più importante, rispetto ad esempio a Canterbury – Roma – Gerusalemme, né il percorso attuale corrisponde esattamente a quello dei pellegrini medievali ma è frutto della ricostruzione sulla base dei loro diari (anche il percorso della Via Francigena non è assoluto ma frutto del diario di Sigerico). Tuttavia è il Cammino più noto ed evocativo per un pellegrinaggio religioso e spirituale il cui senso è delineato nella sua interezza “in una simbiosi tra la natura e l’artefatto umano, tra la conoscenza dell’altro e di sé stessi” e creato attraverso un sapiente processo di pianificazione territoriale della dimensione materiale del percorso (infrastrutture e servizi per i camminatori).

LA NARRAZIONE DEL PELLEGRINAGGIO: TRASFORMAZIONE SPIRITUALE, RITUALI E SIMBOLISMO

I pellegrinaggi hanno un’importante dimensione narrativa dell’esperienza basata sulle storie vissute in prima persona e sugli eventi che hanno segnato la trasformazione spirituale. I pellegrini condividono attraverso la comunicazione narrativa la dimensione spirituale del viaggio raccontando la propria esperienza attraverso canali tradizionali e digitali. Lourdes, ad esempio, utilizza diversi canali per raccogliere e condividere le testimonianze dei pellegrini. 

Canali tradizionali, come la spedizione postale dei giornali informativi, e digitali come la newsletter, la possibilità attraverso il proprio sito internet di fare offerte per una messa, deporre una candela o inviare una preghiera; seguire il rosario, le processioni e le messe sia in televisione che tramite il canale youtube e lasciare le proprie testimonianze mediante i social media. Anche nei cammini la narrazione ha una grande importanza. I diari dei camminatori, prima in forma cartacea e quindi anche digitale, costituiscono ancora oggi la narrazione più efficace della trasformazione spirituale del pellegrino. Il più noto di questi diari è Il Cammino di Santiago di Paulo Coelho (1987).

Con esso prende avvio la svolta New Age, spirituale ed esoterica, del Cammino in cui la magia viene affiancata al cristianesimo e la ritualità della tradizione del pellegrinaggio religioso con il simbolismo e l’esoterismo. La filmografia ha contribuito negli anni ad alimentare la dimensione spirituale, quasi magica, del Cammino, da un primo messaggio di fede con il film La via lattea del 1969, a film che esprimono la svolta spirituale (soggettiva) come “Saint Jacques …. La Mecque” del 2005, il più famoso “The Way - Il Cammino per Santiago” del 2010, “Il Cammino per la felicità”, sempre del 2010 e da ultimo “Sei vie per Santiago” del 2015; ai quali si aggiungono numerose produzioni minori. Fatica fisica e fatica emotiva sono le componenti essenziali del percorso spirituale di trasformazione e della svolta soggettiva ricercata che rendono il Cammino al tempo stesso autentico e autenticato.

VIGATA E IL COMMISSARIO MONTALBANO

La serie televisiva di successo è tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, trasmessa in oltre 65 paesi, è molto amata in Italia e nota soprattutto in Spagna, Grecia, Francia e Argentina. Nella narrazione della vita investigativa e privata del commissario Montalbano ci sono alcuni elementi ricorrenti, espressioni della sicilianità autentica quali la lingua e la sua sonorità, la ritualità, i luoghi, soprattutto del barocco siciliano, le caratterizzazioni stereotipate dei personaggi e la cucina. Il successo della serie ha dato vita a significativo flusso turistico nei luoghi di Montalbano (Ragusa Ibla, Scicli, Punta Secca, Modica e le visite al Castello di Donnafugata), con un incremento di arrivi e presenze, sia di italiani che di stranieri, e lo sviluppo di ricettività. Ripercorrere i luoghi della serie è un viaggio alla ricerca dell’autenticità, delle emozioni buone e della sicilianità e la casa di Montalbano e il commissariato rappresentano le principali mete del pellegrinaggio. Vigata viene così autentificata e promossa come una destinazione reale che esiste attraverso tutti i luoghi, edifici, scorci e inquadrature dove la serie è stata girata ma anche nel clima, nel sole, negli arancini, nei piatti di pasta e nel caffè, così come la casa di Montalbano, che oggi è B&B al centro dei tour. 

FS: Ricercatrice di Economia e gestione delle imprese e Professore aggregato di Marketing strategico presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CORIS), Sapienza, Università di Roma. Vice presidente del corso di laurea magistrale in Organizzazione e Marketing per la Comunicazione d’Impresa e co-coordinatrice della sezione tematica Tourism, Culture & Arts Marketing della Società Italiana Marketing.
UNWTO (United Nations World Tourism Organization) TedQual auditor, si occupa di sviluppo turistico territoriale e di turismo, con particolare focus sul turismo religioso e culturale. Ha ricoperto numerosi ruoli a livello nazionale e internazionale, svolge docenza, ricerche e coordina progetti di sviluppo. È membro e in alcuni casi coordina comitati scientifici, board e think tank interazionali sul turismo. 

CC: Direttore Generale dell’Opera Romana Pellegrinaggi.
Precedenti esperienze:  Vicedirettore della Caritas Diocesana di Roma; Amministratore Delegato del Consorzio Roma Solidarietà, Consorzio di Cooperative Sociali per la gestione di servizi socio-assistenziali; Vicecoordinatore dell’Ufficio “Otto per mille” della Conferenza Episcopale Italiana; Revisore dei Conti della Caritas Italiana; Assessore alle Politiche Sociali e alla Famiglia, ai Rapporti Istituzionali, alla Lotta all’Usura e alla Tutela dei Consumatori della Provincia di Roma.


  

Che cos’è il pellegrinaggio oggi?
FS: Il pellegrinaggio oggi è uno dei fenomeni turistici e sociali in grande evoluzione. La secolarizzazione della religione e la disgregazione della società post-secolare attribuiscono accanto al significato tradizionale della religione, nuove dimensioni soggettive come lo sviluppo di un carattere spirituale associato alla felicità, al benessere, allo stile di vita e alle esperienze di crescita interiore. Gli studi di marketing del turismo sui pellegrinaggi si sono focalizzati principalmente sul consumer behavior del pellegrino come turista religioso e sulle destinazioni, siti o mete religiose (tenendo presente che alcuni di questi sono tra i luoghi più visitati al mondo anche da turisti non religiosi, si pensi ad esempio a San Pietro e ai Musei Vaticani). Tuttavia oggi i contorni dei pellegrinaggi non sono così netti, la dimensione spirituale e la ricerca di esperienze di trasformazione hanno assunto grande rilevanza sia per i pellegrini che per i turisti. Il tema è estremamente attuale, Il Journal of Marketing Management ad esempio ha dedicato una special issue allo studio della dimensione spirituale dal titolo Consuming the Spiritual (Vol. 35, 2019, Issue 5-6) in cui Kotler nel suo contributo (Kotler, P. (2019). The market for transformation. Journal of Marketing Management, 1-3.) parla di un “supermarket spirituale” in cui i bisogni di trasformazione delle persone incontrano un’offerta di trasformazione e un marketplace. Il Cammino di Santiago, il cammino buddista di Kumano Kodo in Giappone, il Bakdu-daegan in Sud Corea, Andam’s Peak in Sri Lanka, la Via Francigena, Char Dham India, sono solo alcuni esempi dei pellegrinaggi “che cambiano la vita”. Ad essi si aggiungono anche i fenomeni del dark tourism e del thanatourism. Un numero crescente di ricerche si è concentrato su moderni pellegrinaggi laici in cui la ricerca del miracoloso è una caratteristica comune ai pellegrini religiosi e non. I pellegrini religiosi e i laici spesso condividono il tratto della ricerca di un'esperienza mistica o magica. Queste esperienze sono descritte in diversi modi: come trasformazioni, illuminazione, eventi che cambiano la vita e eventi che cambiano la coscienza. Oggi il pellegrinaggio, e in particolare ciò che riguarda la commercializzazione del sacro e la sacralizzazione del profano, è una delle aree di studio di crescente interesse per il marketing.  

CC: Nella nostra esperienza di Opera Romana Pellegrinaggi rimangono centrali i Santuari, e in particolare le tre destinazioni fondamentali: Lourdes, Fatima e Terra Santa. Complessivamente queste destinazioni rappresentano annualmente l’80% dei nostri pellegrinaggi.
Accanto a questi si sono sviluppati gli itinerari che noi definiamo “religioso-culturali”. Destinazioni cioè che offrono l’opportunità di visitare importanti Santuari e luoghi di fede assieme a musei, siti archeologici, monumenti. Ad esempio Russia, Romania, Spagna, Francia, Polonia.
Inoltre da tempo attraggono un numero sempre crescente di pellegrini i Cammini, che integrano l’esperienza spirituale con l’impegno fisico, l’integrazione sociale e culturale, il valore dell’ospitalità, l’enogastronomia

 

Chi sono i pellegrini oggi? 
FS: Sono sempre di più e spinti da motivazioni diverse. Sebbene la dualità tra pellegrino e turismo si stia assottigliando, il pellegrino religioso mantiene salda la dimensione di fatica fisica per alimentare e sostenere la fede. E lo fa percorrendo a piedi il Cammino di Santiago e non con altri mezzi, dedicando tempo ai rituali e valore ai simboli (ad esempio la Compostela o il Testimonum), che diventano distintivi della propria identità di fedele. Per questo pellegrino, il cammino verso la meta è altrettanto essenziale quanto la meta stessa. La ricerca di marketing ha consentito di tracciare un profilo del pellegrino e individuare le personas. Tuttavia, si è focalizzata principalmente sul pellegrino religioso e ha ampliato il campo di osservazione attraverso l’analisi dei visitatori dei siti e luoghi religiosi (distinguendoli principalmente tra turisti religiosi e culturali). Fuori dallo stereotipo del pellegrino tradizionale per fornire una risposta a chi sono i pellegrini, religiosi e non, oggi è necessario indagare le motivazioni soggettive e spirituali.

CC: Possiamo fare riferimento ad una duplice dimensione: i pellegrini e i turisti religiosi.
Il pellegrino è colui per cui non conta tanto il luogo, ma il senso dell’incontro. Fede, libertà e ricerca sono i nomi dei passi di chi decide di pellegrinare. Il pellegrino è alla ricerca di risposte di fede e vive il pellegrinaggio e il cammino come occasione di incontro con Dio. 
Il turista religioso invece ama anche fare delle esperienze, scegliere degli itinerari, avere incontri con culture e religioni differenti, desidera sentirsi protagonista di dialogo e di incontri che favoriscono la crescita, la conoscenza reciproca e la pace.

Quali sono le dimensioni dell’esperienza di pellegrinaggio
FS: L’attenzione inizialmente si è focalizzata sugli aspetti esterni del pellegrinaggio e del viaggio, oggi si è spostata anche sull’individuo e le sue esperienze personali. Sicuramente la dimensione più importante è quella dell’autenticità dell’esperienza vissuta, alimentata dai rituali, dai simboli e dalla narrazione prima, durante e dopo il pellegrinaggio. Come si è visto nel caso del Cammino di Santiago la narrazione degli eventi e delle esperienze vissute da altri pellegrini mantiene e rafforza la natura emotiva e trasformativa dell’esperienza stessa, rendendo il racconto molto più efficace di qualsiasi altra comunicazione promozionale. Accanto alla dimensione spirituale vi è anche una dimensione materiale dell’esperienza di pellegrinaggio, più analitica e quantitativa, che riguarda l’ospitalità, la qualità e quantità del cibo, i servizi e le condizioni generali di svolgimento come l’affollamento, la sostenibilità, sicurezza e la segnaletica. 

CC: Il pellegrinaggio e più in generale il turismo religioso negli ultimi anni è cambiato, o meglio ancora possiamo dire che si è evoluto.
Pensiamo all’organizzazione dei cammini spirituali innescati dalla fede, ma legati pure ad una riscoperta dei valori etici, culturali, ambientali. Un modo di fare turismo meno massificato, più individuale e di piccoli gruppi con un’attenzione al percorso naturalistico che però ha in sé un’alta carica morale. 
Così come è anche cambiato il senso dell’ospitalità nelle case religiose. Per anni molti operatori turistici, italiani e non, hanno considerato il turismo religioso come un turismo povero e hanno un po’ snobbato questo segmento del mercato. Invece bisognava capire, come poi hanno fatto, che il turismo religioso non è povero, è più semplice. Cioè, non chiede che negli alberghi ci sia lo shopping center o la spa, vuole una sistemazione alberghiera decente e tranquilla senza quelle complicazioni che poi fanno alzare il prezzo. Questa considerazione è fondamentale e a ciò si è aggiunta negli ultimi tempi una complessità della domanda di turismo che è si legata a valori religiosi, ma anche a curiosità culturali e ambientali a seconda dei siti che va a visitare.
La linea di demarcazione tra pellegrinaggio e turismo religioso oggi è sempre più stretta sino a fondersi in virtù anche di un ampliamento della conoscenza della fede e dei luoghi. 
Non ci si reca in Terra Santa, a Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela, Czestochowa e Medijugorje all’estero e a Roma, San Giovanni Rotondo, Assisi, Loreto e Pompei in Italia senza visitare poi anche la città e i dintorni, dimorarvi, visitare i siti culturali o i musei, apprezzare gli elementi enogastronomici. 
Una sorta di integrazione alla fede: la bellezza dei Santuari, delle Chiese ma anche la bellezza dei luoghi dove sono posizionati.


LE MUCCHE HANNO IL 5G … E NOI ANCORA NO
Secondo The Verge, Cisco sta testando delle applicazioni per il lancio della tecnologia 5G a livello globale in tre località rurali in UK dove si allevano mucche. L’azienda ha fornito agli agricoltori collari e microchip da applicare sulle orecchie degli animali. Collegati alla rete 5G, trasmettono dati biometrici per monitorarne la salute e aiutare i lavoratori a localizzare la mandria da lontano.
   I collari intelligenti 5G consentono anche di automatizzare il processo di mungitura, comunicando in modalità wireless con un sistema robotizzato, che consente alla vacca di avvicinarsi alla stazione di raccolta del latte quando più le va, entrarci dopo essere stata identificata ed essere munta da un robot con un intervento umano minimo o nullo.
NON C'È L'EMOTICON CHE TI SERVE? FALLA TU
Forse non tutti sanno che, nel caso in cui ci serva una faccina ma non la troviamo, possiamo disegnarla e proporla all’Unicode Consortium, ente della Silicon Valley incaricato di approvare le emoji che vediamo e vedremo in futuro sui nostri smartphone e pc. Il consorzio approva circa 50-100 nuove emoticon ogni anno che devono però rispettare certe regole. Non possono contenere loghi, marchi o comunque essere legate a specifiche aziende, e non possono essere persone specifiche. Per esempio, è stato codificato un cowboy ma non è John Wayne. Ad oggi esistono oltre 3.000 faccine e si stima che solo su Facebook Messenger se ne inviino oltre 5 miliardi al giorno. Quella più utilizzata è quella che ride con le lacrime mentre sembra che noi italiani, insieme agli ispanici, siamo i maggiori utilizzatori di quelle che mandano baci.
IL PRIVATE DETECTOR DA OGGI USA L'AI PER RILEVARE LE IMMAGINI SCABROSE SUI SITI DI DATING
Le app di dating stanno finalmente sfruttando l’Intelligenza Artificiale per “ripulire” le chat dei loro utenti dalle foto troppo osé e moleste. Badoo, leader mondiale nel settore, ha infatti recentemente introdotto una nuova funzionalità per le sue applicazioni di incontri, in particolare su Bumble. Quest’ultima infatti è un’app in cui, nel caso di incontri tra eterosessuali, solo le donne possono iniziare il primo contatto. Finora, la compagnia utilizzava una soluzione low-tech: indipendentemente dal “tono” della conversazione, che poteva far intuire la volontà di vedere qualunque contenuto inviato, qualsiasi foto mandata in chat veniva sfocata e l’utente ricevente doveva aprirla manualmente. Da ora in poi, il Private Detector, attraverso l’apprendimento e una specifica funzione di riconoscimento di immagini di parti intime, taggerà le foto e lascerà all’utente la possibilità di guardarle o meno. L’azienda dichiara che questa tecnologia consentirà di raggiungere una precisione del 98% nel rilevare le foto inappropriate.


Consumer journey. Gestire strategicamente la consumer experience per competere
di Costanza Nosi

 

Il consumer journey viene definito il percorso esperienziale complessivo che vive un consumatore dal primo contatto con un brand, attraverso un qualunque touch point, fino all’ipotetica ultima interazione che avrà con questo. 

  
Adottare l’ottica del consumer journey da parte delle imprese significa sviluppare nell’organizzazione una cultura customer-centric, rileggere in chiave empatica le modalità con cui si progettano e gestiscono tutti i punti di contatto nella consapevolezza che non sia sufficiente ottimizzare le singole interazioni, ma che la superiorità competitiva dipenda dalla capacità di orchestrare la complessiva customer experience. In altre parole, è necessario essere in grado di offrire ai propri clienti un’esperienza multicanale, onnicomprensiva e senza soluzione di continuità.
Nonostante si parli molto di consumer journey e consumer experience, una larga parte dei contributi sul tema è stata prodotta da professionisti e operatori di settore. La letteratura scientifica si invece è sviluppata in maniera significativa soltanto nell’arco dell’ultimo decennio ed è ancora caratterizzata da un certo grado di confusione e ambiguità, sia a livello concettuale che semantico.
Il volume si propone dunque di fare chiarezza in questo ambito di studio, fornendo una lettura ragionata dei filoni teorici che hanno portato al suo sviluppo. Nella prima parte vengono illustrate le caratteristiche del comportamento d’acquisto dei consumatori del nuovo millennio e presentati i principali framework di consumer decision journey emersi in ambito business. Nella seconda, si ripercorre la traiettoria evolutiva della letteratura che ha portato all’affermarsi della centralità dell’esperienza quale componente strategica della value offering aziendale. Nella terza parte viene fornita una lettura ragionata dei contributi scientifici sul customer journey e si propone un modello originale nel tentativo di contribuire alla riduzione dell’ambiguità terminologica e concettuale di questo filone di studi. Nella quarta ed ultima parte, si illustrano alcuni modelli e strumenti per il mapping e design del consumer journey che possano essere usati dalle imprese sia per finalità di monitoraggio delle proprie performance, sia nei processi di progettazione e riprogettazione della propria value offering.

Sourabh A., Sangeeta S., (2019 in press) "Examining consumers’ webrooming behavior: an
integrated approach", Marketing Intelligence & Planning, doi.org/10.1108/MIP-05-2018-0152


Il cosiddetto webrooming è una tendenza sempre più diffusa nelle attuali dinamiche di retailing e denota il comportamento d’acquisto di quei consumatori che ispezionano un prodotto online prima di procedere al suo acquisto in store.  
  
La diffusione di questo fenomeno si ricollega a una serie di fattori, come la molteplicità di canali disponibili per la ricerca di informazioni e per gli acquisti, l’aumento dell’utilizzo di dispositivi mobili da parte degli individui e l’empowerment tecnologico dei consumatori che consente loro di “saltare” letteralmente da un canale all’altro durante un unico percorso d’acquisto. 
Il webrooming rappresenta un’ovvia minaccia per i retailer che operano online ed è quindi utile comprenderne le motivazioni per intraprendere strategie capaci di limitarlo. Questo recente studio ha infatti investigato il comportamento d’acquisto dei consumatori nel settore dell’elettronica, una delle categorie di prodotto più popolari tra i webroomer. 
I risultati della ricerca dicono che i consumatori utilizzano il canale online prevalentemente per leggere le recensioni sui prodotti (eWOM), perché Internet consente loro di raccogliere grandi moli di dati in modo efficiente per ridurre il rischio di comprare il prodotto sbagliato. C’è poi ancora molta diffidenza nei confronti dell’acquisto online. Si ha paura di dover fornire informazioni sensibili, di ricevere un prodotto diverso da quello ordinato e di incontrare difficoltà nell’ipotesi di doverlo restituire. 
L’acquisto in store è invece scelto per la possibilità di vedere e toccare il prodotto, entrarne immediatamente in possesso e per i servizi del personale sia in negozio, sia post-vendita. E questo nonostante si pensi che nel canale fisico i prezzi siano maggiori di quelli praticati su Internet. 
I rivenditori online dovrebbero dunque offrire servizi di consegna rapidi – come ordine online e pick-up in store – per trattenere i clienti che cercano il possesso immediato dei prodotti. Potrebbero inoltre ridurre il rischio percepito di un acquisto sbagliato sfruttando le potenzialità della tecnologia, come realtà virtuale o aumentata, oppure offrendo video dimostrativi sui prodotti. Inoltre, il possibile rimpianto che i consumatori associano alla possibilità di pagare un prezzo maggiore offline potrebbe essere usato a proprio favore utilizzando un’appropriata strategia promozionale. Infine, i timori legati alla sicurezza degli acquisti online potrebbero essere ridotti migliorando la trasparenza delle operazioni e assicurando efficaci politiche di reso.

World Marketing & Sales Forum:

le sfide per marketing, vendite e comunicazione nel mondo digitale

WOBI | World of Business Ideas, azienda internazionale leader nell’organizzazione di eventi di formazione manageriale, rilancia in Italia il format World Marketing & Sales Forum, una due giorni dedicata all’impatto del digitale sul mondo del marketing, delle vendite e della comunicazione. L’appuntamento si terrà il prossimo 12 e 13 giugno presso il Meliá Milano e riunirà CEO, direttori e manager per discutere delle nuove sfide poste da un mondo connesso, omnicanale e sovraccarico di informazioni.

 

Quali strategie consentono di comprendere le abitudini dei consumatori? Come si può rimanere rilevanti nel contesto attuale, e con quali strumenti? Quale approccio può essere adottato per creare una strategia differenziale? Questi e altri interrogativi saranno al centro del dibattito che coinvolgerà i numerosi speaker internazionali.
Il 12 giugno interverrà Martin Lindstrom, futurologo dei brand e pioniere della psicologia del consumatore, che spiegherà come creare un percorso di costruzione e trasformazione del brand attraverso un approccio che si rivolge sia all’intelletto che ai cinque sensi del consumatore, prendendo spunto anche da elementi di neuroscienza. Robbie Kellman Baxter, principale fautrice della Membership Economy, illustrerà l’impatto di questo fenomeno sul business, evidenziando le migliori pratiche per rafforzare la fedeltà e creare una community. Il programma della giornata sarà concluso dall’intervento di Neil Rackham, esperto di marketing e sales, che attraverso ricerche e best practice spiegherà come gestire al meglio il team delle vendite.
Il 13 giugno sarà la volta di Mohanbir Sawhney, Direttore del Centro di Ricerca in Tecnologia e Innovazione della Kellogg School of Management, che approfondirà i temi dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, innovazioni sempre più rilevanti per organizzazioni di tutte le dimensioni e capaci di ottimizzare anche la gestione del marketing. A Martha Rogers - esperta di strategie di business orientate al cliente - il compito di spiegare come i brand possono riguadagnare la fiducia delle persone, in molti casi compromessa o persa con attività di marketing tradizionale.
Il prossimo appuntamento è per ottobre prossimo, sempre a Milano, per il World Business Forum.

Per maggiori informazioni sul World Marketing & Sales Forum è possibile visitare il sito e seguire i canali social di WOBI | World of Business Ideas: Facebook, Twitter e Linkedin.

Per i Soci della SIM è previsto uno sconto del 10% sulla quota di partecipazione. Chi fosse interessato può inviare una mail a info@simktg.it. 


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