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Tutto gli errori che vorreste evitare per non far fuggire i visitatori dal vostro sito.
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In questo numero:

  • 11 aspetti del tuo sito web che (probabilmente) infastidiscono i visitatori

 

Tu ami il tuo sito web. Dopo tutto quello che avete fatto per lui; hai impiegato ore e ore nella sua ideazione, da solo o con l'aiuto di un professionista, e talvolta ci hai anche investito un (bel) po' di soldi per lamciarlo nel ciberspazio ed offrirlo al mondo.

Di conseguenza, ogni osservazione rivolta nella sua direzione viene presa come affronto personale (e l'autore della critica considerato uno che non capisce nulla… o peggio). Come osano dire cose cattive sul tuo bambino !?

Tuttavia, dispiace dirlo, potrebbero avere ragione. E in fondo in fondo lo sai anche tu. Da settimane la tua frequenza di rimbalzo (uscite repentine dal sito alla prima occhiata) è salita, i contatti sono in calo e la tua reputazione diminuisce. Tutti segnali che indicano la necessità di un cambiamento.

Per aprire gli occhi sulla verità, elencherò di seguito 11 aspetti che la gente non ama affatto del tuo sito web e che ne rendono difficile e confuso l’uso, magari perchè mal progettato, o semplicemente obsoleto.

Pronto a lavorare sui difetti del tuo sito web? Un respirone e andiamo!

1. E' troppo lento

Le persone non sono mai state così impazienti come sono oggi. Vogliono tutto e lo vogliono adesso. Soprattutto sul web. So che tu pensi che una volta che le persone sanno come è fantastico il tuo sito, aspetteranno con piacere che si carichi. Ma questo non è vero.

Il 47% dei visitatori (leggi clienti) si aspetta che un sito venga caricato entro due secondi. Il 40% lascerà dopo tre. Sì, un solo secondo di attesa fa molta differenza. Amazon ha scoperto che un secondo di ritardo nel caricamento delle pagine costerebbe 1,6 miliardi di dollari l'anno di mancati affari. Solo un secondo!

Di conseguenza, un tempo di caricamento lento della pagina è uno dei modi migliori per mandar via la gente dal tuo sito (soprattutto sul cellulare). È una delle cose che la gente più odia dei siti web. Tanto che impedirà loro di tornare.

Fortunatamente, ci sono molte cose che puoi fare, cambiando provider di hosting, utilizzando servizi di velocizzazione (CDN) e riducendo il codice per ottimizzare le immagini e altro ancora.

2. Non è ben (o affatto) visibile su dispositivi mobili


Avere un sito ottimizzato per cellulari è obbligatorio nell’ Internet di oggi. Nessuno, e voglio dire nessuno, ama usare la vecchia tecnica di zoomare e spostare per visualizzare il tuo contenuto. Né i visitatori amano cliccare (tappare in gergo smartphone) le voci di menu sbagliate perché i pulsanti sono troppo piccoli per i loro ditoni.

Un esempio da un sito reale, non predisposto per i
dispositivi mobili, visualizzato su uno smartphone.

(i commenti in rosso e verde sono miei, non presenti ovviamente sul sito)


C'è un modo più veloce per convincere la gente ad abbandonare il tuo sito? Probabilmente no.

Inoltre non esistono solo visitatori umani. I motori di ricerca sono altrettanto infastiditi dai siti web che non riescono a fornire un'esperienza su dispositivi mobili adeguata. Infatti, Google va già da tempo nella direzione di non mostrare nei risultati di ricerca mobile i siti web che sono ritenuti inadatti all'uso con telefoni e tablet.

Così, gli utenti abituali abbandoneranno via via il tuo sito mentre Google smetterà di inviartene di nuovi. Appare proprio come una situazione totalmente perdente.

Se il tuo sito è stato realizzato con una versione aggiornata di Wordpress dovresti essere a posto, altrimenti è arrivato il momento di correre ai ripari e rendere il tuo sito perfettamente fruibile anche dal più piccolo degli smartphone.
 

3. Il sito è “molestato” da finestrelle che si aprono.

Un tempo molto usati, i cosiddetti popup ora lo sono molto meno e probabilmente il tuo sito non li presenta più (te l'ho sicuramente sconsigliato).
Ma per completezza di informazione sappi che oramai sono visti come il fumo negli occhi sia dai visitatori umani che dai motori di ricerca. Nessuno vuole chiudere una finestra con una frase o immagine o slider di benvenuto, solo per arrivare finalmente al contenuto. Se hai cose del genere sul tuo sito non c'è da meravigliarsi che le persone scappino disgustate. Basta un click e se ne vanno verso siti meno fastidiosi.

Non sto dicendo di non utilizzare nessun popup, sto solo dicendo di usarli con intelligenza, quando servono veramente (magari per raccogliere indirizzi di posta) e senza mai infastidire l’utente. E cercate di non mostrare a visitatori che ritornano sul vostro sito gli stessi annunci.
Li hanno già visti, non dici loro nulla di nuovo.
Ti ringrazieranno e capiranno che ti stanno a cuore.

4. Il tuo sito è rimasto negli anni '90


Guarda l'immagine qui sotto. Non sembra anche a te che ci sia qualcosa di strano?:



Sembra che la persona che ha costruito questo sito abbia appreso il web design nel 1999 e lì sia rimasta.
Eppure questo è un sito web esistente che pubblicizza un' azienda reale e i suoi servizi OGGI!

Naturalmente, questo è un esempio estremo ed è oramai raro vederne (anche se qualcuno che mi legge... boccaccia mia statte zitta!).
Comunque, se il tuo sito contiene design di quella stessa era geologica, è il momento di riflettere se non stai per caso cercando di far scappare i tuoi visitatori.

GIF lampeggianti, animazioni elaborate, annunci flash e altre distrazioni per gli occhi sono semplicimente da ABOLIRE. Sono fastidiosi e nella maggior parte dei casi non contribuiscono al tuo obiettivo.

5. Foto di archivio

Conosci questa donna?

Immagine di Pressmaster / shutterstock.com.

La si vede letteralmente dappertutto. È presente in pubblicità di ogni genere, dalle palestre ai dentisti agli ottici.

Ecco cosa succede quando tutti usano le stesse immagini prese da archivi fotografici online. Le imprese (e i siti web) diventano indistinguibili l'uno dall'altro. Una condanna a morte nel marketing.

Inoltre, molte di queste immagini sono banali, generiche, non originali e altri aggettivi poco gradevoli. Guardate ad esempio la seguente:


Dovrebbe apparire come l'immagine di un team affiatato che si diverte un mondo a collaborare ad un progetto fichisssimo, ma il messaggio che traspare invece è:
"Stiamo facendo finta, nessuno di noi in realtà lavora qui."

Immagine di Pressmaster / shutterstock.com.

Naturalmente non dico che non  dovresti utilizzare immagini nei tuoi contenuti. Tuttavia, state lontani da immagini come quelle sopra mostrate. Rendono la tua azienda o sito web generico come le immagini. Anche se ci sono eccezioni (ad esempio queste ).

Un'idea molto migliore è quella di utilizzare immagini uniche o cose che le persone non possono trovare altrove. Ad esempio, il blog di Art of Manliness utilizza foto vecchie d'epoca.



Le illustrazioni personalizzate sono un'altra opzione. Ci sono professionisti che possono rendere uniche e persuasive le tue immagini e presentazioni. Ad esempio lo studio ICASTIC,  con il quale ho una decennale collaborazione, specializzato nello story-telling ed il coinvolgimento emotivo tramite le immagini.

Se non è il tuo caso cerca almeno di utilizzare foto reali dei tuoi dipendenti o clienti. E fatele fare da un fotografo professionista. Niente di peggio di foto scattate con il telefonino senza nessuna "costruzione" dell'immagine, con sfondi banali o bfrancamente impresentabili, illuminazione sbagliata, colori smorti.

6. Troppo copia e incolla

A seconda di quanto sei “vecchio” potresti ancora ricordare i vecchi tempi di ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca, quando il motto era "più parole chiave, meglio è". E allora via ad infilare le stesse frasi chiave in ogni possibile angolo e fessura delle pagine.

Fortunatamente, oramai i motori di ricerca “beccano” e puniscono i siti web con questi comportamenti.
Se sei uno di coloro che ancora si ostina nel riempimento di parole chiave, è il momento di finirla e metterti al passo dei tempi.

Potresti leggere alcuni suggerimenti di copywriting SEO*, imparare a scrivere in un modo che sia coinvolgente e crei una connessione invece di utilizzare lo sciatto e standard linguaggio del marketing . E, se non hai tempo, voglia o modo di scrivere buoni testi per il web potresti rivolgerti a professionisti in tale disciplina.

E se hai una prosa un po’ troppo lunga sostituiscila con contenuti multimediali! Le persone leggono comunque solo il 28% del tuo testo.


*SEO sta per Search Engine Optimization = ottimizzazione (dei testi) per i motori di ricerca.

7. Una banale pagina “CHI SIAMO”


La pagina “CHI SONO/SIAMO” è di solito una delle pagine più frequentate di un sito web. I visitatori vogliono sapere di più su chi si cela dietro i contenuti del sito.
Tuttavia una pagina impersonale riempita di frasi fatte sulla tua attività, che non dice nulla, ma lo fa con molte parole (la cosiddetta fuffa), non ha alcun impatto emozionale, addormenta i cervelli dei visitatori e diventa rapidamente una delle cose che la gente odia del tuo sito web.

Per evitare questo scenario, occorre concentrarsi sul linguaggio che le persone utilizzano, raccontare una storia, connettere, creare feeling.

Inoltre, assicurati che tutto sia aggiornato, incluse le tue informazioni di contatto.

8. Il tuo sito non ha una struttura definita e ragionata

Niente è così fastidioso come un sito web male strutturato. Le persone vengono sul tuo sito web per raggiungere un obiettivo, non per vagare come in un labirinto (a meno che non siano minotauri, che sono abbastanza rari su Internet, e statisticamente fanno pochi acquisti).

Due dei fattori più importanti per la struttura del sito sono la navigazione e i collegamenti interni fra le pagine. Sbaglia uno di questi aspetti (o entrambi) e il livello di fastidio del visitatore mostrerà un picco improvviso.

Di conseguenza, quando si tratta di navigazione, assicurarti di rendere chiaro il percorso che i visitatori possono prendere. Dai loro indicazioni attraverso titoli, copywriting, richiami e una navigazione chiaramente contrassegnata (e non sovraccarica).

Per quanto riguarda i collegamenti interni, assicurati che le pagine del tuo sito riguardanti aspetti correlati di uno stesso argomento siano collegate tra loro.
L’obiettivo dovrebbe sempre essere quello di migliorare l'esperienza del visitatore. Render loro la vita più facile possibile, farlo interagire comodamente col tuo sito senza costringerlo a pensare troppo.

9. I tuoi titoli, le tue notizie


I titoli sono una parte importante della scrittura sul web. Sono il primo aspetto che può attirare la gente o respingerla.
I titoli delle pagine creano anche aspettative. Devi crearne con titoli attraenti, ma senza dare false aspettative.

Immagina di aver letto il titolo di questa newsletter, aspettandoti che ti elencassi i difetti del tuo sito web e invece mi fosse limitato a lisciarti nel verso del pelo, a dirti che in fin dei conti tutto va benone e che certi errori sono veniali e ininfluenti sull’esperienza dei visitatori e per i motori di ricerca. Saresti deluso e infastidito da un titolo che prometteva fuoco e fiamme ed invece portava ad un brodino riscaldato.
Avresti smesso di leggere quanto prima, no?

10. Audio/video in automatico? Ma stai scherzando!?



Chi non ha avuto l'esperienza di aprire un sito e sentire improvvisamente un audio non richiesto in background? O veder partire un video? E magari mentre sei in un ufficio e senza cuffie. Una pessima idea del creatore del sito (o del committente).

Se il tuo sito lo fa, tieni presente che chiudere il sito stesso è molto più veloce del cercare il pulsante di muto o di arresto del video. Ecco un altro visitatore perso che mai tornerà.

Se hai dei video o degli audio sul tuo sito (e spesso ci sono buone ragioni per farlo), assicurati che non sia obbligatorio vederli, ma solo se il visitatore scegli di farlo.

11. La sindrome dei due siti


È probabile che tu abbia già provato la fastidiosa sindrome dei due siti. Si manifesta quando un sito web e un'area e-commerce di un'azienda sono costruiti con due diverse modalità e/o impostazione grafica.

Ad esempio, quando ti trovi in un negozio costruito con Shopify che ti porta in un sito di WordPress.com e viceversa. Interrompe completamente l'esperienza dell’utente, lo fa sentire spaesato (e a volte sospettoso in una delicata situazione come quella di un acquisto on line) e appare chiaramente come non professionale. Potete dire addio alle vendite!

La cosa buona è che con WordPress non ci sono assolutamente motivi per questo “divisorio”. WooCommerce, ad esempio, come altri plug-in di ecommerce si integrano perfettamente in modo da poter avere tutto in un unico posto, con un'unica grafica.

Diverso è il discorso se il tuo sito web integra shop di venditori online universalmente conosciuti, quali Amazon (Woocommerce può agire in sincronia con quest'ultimo) . In tal caso la fiducia dell'acquirente può essere addirittura rinforzata dal fatto che è coperto dalla serietà e garanzia della piattaforma di vendita del più grande venditore online del mondo e sulla quale magari l'utente ha già dimestichezza.
L'importante e far capire all'utente/visitatore/acquirente che non viene catapultato altrove, ma accompagnato nel processo di vendita.

Concludendo...

Come genitori della nostra presenza web, idealizziamo il nostro sito, così come spesso si fa con le proprie “creature”. So' pezzi 'e core, dopotutto.

Lo amiamo così tanto da ritenere impossibile di aver fatto errori e che non esiste un sito web migliore del nostro.

Per questo motivo è spesso difficile concepire che altri possano avere un'opinione diversa. Tuttavia, i dati analitici/statistici del sito potrebbero indicare proprio questo.

Gli errori sopra elencati sono quelli che più frequentemente infastiscono la visita del tuo sito e i siti in generale. Se pensi di averne commesso uno o più, sei perdonato , ma questo è il momento di intraprendere qualche azione correttiva.

Scoprirai che, anche se il tuo sito cambia un po', lo amerai ancora. Solo che ora anche altri condivideranno tale sentimento.

Spero di averti stimolato ad una riflessione sugli aspetti potenzialmente controproducenti del tuo sito e a capire se è al passo coi tempi e ben progettato
oppure se necessita di interventi.
In ogni caso non esitare a contattarmi per approfondire la questione più specificatamente per il tuo sito ed intraprendere eventualmente le azioni necessarie.


Questa newsletter è la liberissima traduzione, rielaborazione e adattamento di una newsletter di elegantthemes.com, società di produzione di temi per Wordpress. Potrete trovare l’originale qui: http://bit.ly/2wd2y3s

Un saluto
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